domenica 4 febbraio 2018

BRINDISI LOTTA CON TUTTE LE FORZE, MA VENEZIA NON CEDE E VINCE NEL FINALE

Nella foto, Blaz Mesicek penetra nella difesa avversaria
Venezia stringe i denti davanti ad un Brindisi testardo e coriaceo riuscendo a portare a termine vittoriosamente (76-71) una partita che, comunque, non l'ha mai vista del tutto padrona della gara. E lo dimostrano i numeri, perchè la squadra di De Raffaele, a parte l'abbrivo iniziale, quando è andata avanti per una decina di punti (21-11 all'8' di gioco), ha sempre avuto l'avversario addosso (23-16, 36-33, 59-54 i parziali,  con il 76-71 finale). Dal 2° quarto in poi, invece, vi è stato un equilibrio assoluto, con le due squadre che non sono mai riuscite a raggiungere vantaggi consistenti e a sopravanzare decisamente l'avversario. Lo dimostra il fatto che Brindisi è stata sempre in partita, distaccata di non più di 3-4 punti, se non proprio in testa almeno per un paio di volte, soprattutto all'inizio della 3^ frazione di gioco: in quel frangente, infatti, Brindisi ha espresso il suo basket migliore, potendo disporre di uno Smith (8 punti e 5 rimbalzi) molto efficace in quel momento e di un Mesicek davvero eccellente (16 punti, con 5/9 al tiro e 16 punti di valutazione complessiva).
Per due volte gli uomini di Vitucci sono andati in vantaggio nel punteggio complessivo: 36-37 al 21' di gioco, proprio con Smith, e, dopo aver acciuffato il 45-45 con Moore dalla lunetta,  il 47-48 del 25' con un'invenzione di Mesicek in entrata. Questa volta, però, a differenza delle precedenti gare con Torino e Pistoia, Brindisi ha avuto poco dalla panchina, soprattutto nei minuti finali della gara, quando la difesa lagunare ha chiuso tutti gli spazi a Nic Moore costringendolo a girar palla quasi sempre senza poter avere quel conforto di punti che di solito egli riesce a mettere. Moore se l'è cavata soltanto dalla lunetta (8/8, con 10 punti e 7 assist), mentre nel tiro è stato disastroso (1/10 al tiro). Insufficiente l'apporto di Suggs (5 punti) e di Giuri (2 punti). Buona è stata, invece, la prestazione di Tepic (15 punti, con 6/13 al tiro e 13 di valutazione), come pure quella di Lalanne (15 punti, 14 rimbalzi e 22 di valutazione), che oggi ha toccato la sua settima doppia-doppia di stagione. Venezia ha vinto con merito perchè ha avuto miglior rendimento complessivo dai suoi cecchini Peric, Bramos e Johnson, ma, soprattutto, una maggiore qualità complessiva di squadra. Del resto, il destino delle due squadre sta proprio nella diversità dei roster: Venezia è la squadra campione d'Italia e vuole riconfermarsi alla conquista dello scudetto, Brindisi deve lottare per la permanenza in Lega A e anche questa volta ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per riuscirci nuovamente.

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