lunedì 13 novembre 2017

BRINDISI RICADE NEGLI STESSI ERRORI DI SEMPRE, MA CI SONO BUONE PROBABILITA' DI RIMEDIARE

Nella foto, coach Dell'Agnello sprona i suoi giocatori

La sconfitta di Pesaro ha scatenato le ire di buona parte della tifoseria brindisina, dando ancora una volta ragione a quanto disse, scherzandoci su, Piero Bucchi il giorno in cui fu presentato come nuovo allenatore alla stampa ed ai tifosi brindisini:"So bene che dovrò vedermela ogni volta con 3500 tecnici". Sotto il torchio della tifoseria ora sta avendo la sventura di trovarsi Sandro Dell'Agnello, sul quale -  ma sta avendo la sua parte anche il giemme Giuliani - stanno piovendo critiche a non finire da parte degli immancabili soloni, di quelli che sanno tutto sul basket e che lo stavano aspettando al varco per crocifiggerlo senza pietà. Di errori si sa bene che giemme e tecnico ne hanno fatti più di uno, costruendo una squadra che presenta dei punti deboli (play e pivot) che continuano a scricchiolare nonostante si stia cercando di porvi riparo. Ma si sa bene che uno sport di squadra necessita di determinate esigenze prima di ingranare e di funzionare come un orologio. A che cosa e a chi serve tutto questo bailamme di sfiducia e di discredito che si sta costruendo attorno alla squadra? Ma che razza di tifosi girano attorno alla squadra e alla società?
Proprio adesso, invece, entrambe hanno bisogno di sostegno e di appoggio morale, indispensabili per creare attorno a sè il clima di fiducia di cui hanno bisogno per uscire dalla crisi. Ma cosa ci si aspettava da Moore a Pesaro? Che risolvesse come d'incanto tutti i problemi della squadra, i cui compagni aveva conosciuto appena quattro giorni prima? E' normale che questo avvenga almeno dopo quattro-cinque partite, quando Moore avrà conosciuto le abitudini e le peculiarità di ognuno di essi. La stessa cosa dovrà accadere quando a Brindisi arriverà anche il nuovo pivot, in aiuto di un Lalanne che sta facendo pentole e coperchi, lavorando per due sotto il canestro.
A Pesaro è accaduto che la squadra abbia manifestato buoni miglioramenti per oltre 30', quando ha comandato il gioco con autorità e bravura, dopo di che è crollata progressivamente quando Lalanne ha commesso il quarto fallo e sotto le plance è rimasto a difendere Oleka insieme al giovane Donzelli: due lunghi che, per motivi diversi, non sono al meglio della condizione atletica. Ma Donzelli aveva fatto vedere nei primi due tempi delle ottime qualità andando bene al rimbalzo e mettendo dentro otto punti preziosi. Su Oleka non è proprio il caso di dilungarsi più di tanto, visto che andrà via appena possibile. 
Pesaro ha vinto perchè adesso è ancora più squadra di Brindisi arrivando fino in fondo con i suoi lunghi Mika e Omogbo, che hanno avuto la meglio sotto le plance nei minuti finali. E Brindisi aveva fuori squadra un Randle che nelle gare precedenti aveva fatto vedere le sue buone qualità tecniche ed agonistiche, ma non certo quelle atletiche, tanto è vero che è probabile un suo avvicendamento insieme ad Oleka.
Se i tifosi avranno ancora fiducia nel tecnico e nei propri beniamini, è probabile che Brindisi riuscirà a superare la crisi, ma è certo che questo non avverrà se proprio la tifoseria non comprenderà i problemi della squadra.

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