domenica 9 aprile 2017

UN BRINDISI SPRECONE E SUPPONENTE REGALA LA VITTORIA ALL'ULTIMA CLASSIFICATA

Nella foto, coach Sacchetti sul banco degli imputati insieme a tutta la sua squadra

Fa veramente male a chi ama il basket veder perdere per due volte consecutive la sua squadra nella stessa maniera. E' accaduto anche stasera (93-94, dopo un overtime), contro Pesaro ultima in classifica, dopo quanto si era già visto a Sassari, domenica scorsa, quando al sassarese Lacey fu permesso in 4" di farsi tutto il campo di gioco - che misura ben 28 metri di lunghezza!!! - senza che alcuno intervenisse per difendere quel punto di vantaggio (77-78) così prezioso che la squadra si era costruito con grandissimo merito nel gran finale. Questa sera, la dinamica della gara è stata ben diversa rispetto a quella precedente, perchè Brindisi è stata in testa per quasi tutta la partita, tranne che nei minuti iniziali. Addirittura, dopo il 65-53 di fine 3° quarto, Brindisi era andata avanti fino a contare ben 15 punti di vantaggio (74-59) al 34' di gioco, mettendo in mostra un basket scintillante, guidata splendidamente da Goss, che aveva alternato un ottimo Moore, che vediamo sempre più padrone della sua squadra, anche se stasera non era al meglio della sua condizione fisica.
A quel punto della gara, Sacchetti ha richiamato saggiamente Goss in panca per tenerselo in caldo per i minuti finali, ma non aveva fatto purtroppo i conti con la stupidità di qualche giocatore che, invece di rallentare il gioco (15 punti di vantaggio sono sempre una bella cifra!) per amministrare un così cospicuo vantaggio, preso dalla smania di andare subito a segno, ha forzato i tempi in attacco, sbagliando tempi e modi per riuscirci, ma, soprattutto, ha completamente dimenticato di difendere. Insomma, sono bastati due-tre minuti di questa pessima fattura per permettere a Pesaro di rientrare clamorosamente in partita, fino a consentirgli poi di guadagnare il supplementare e, come logica conseguenza, di portarsi via due punti quanto mai preziosi.
Ora c'è da chiedersi quando questa squadra comincerà a crescere e imparerà a capire quale sia il modo migliore per venire a capo vittoriosamente di una partita. Perchè, fino ad ora, questa "febbre" che colpisce irrimediabilmente tecnico e giocatori aveva caratterizzato quasi esclusivamente le partite in trasferta (vedi Varese, Avellino, Caserta, Orlandina, Cantù, Sassari, fatte quasi con il copia-incolla). Se adesso Brindisi va ad infilarsi nel "cul de sac" di tale situazione pure nelle partite casalinghe, stiamo combinati davvero male. Un fatto è certo e lo diciamo soltanto per dovere di cronaca: se questa squadra avrà ancora l'ardire di voler pensare ai playoff giocando come ha fatto nelle ultime due gare, sarà meglio che ci ripensi, perchè i fischi di fine partita avranno fatto ben comprendere a tutti cosa ne pensino i tifosi di questa situazione, dovendosene poi tornare a casa mortificati e con la coda tra le gambe.
Non mi pare il caso adesso di entrare ancor più nello specifico del comportamento di alcuni giocatori, che sono stati all'origine della disfatta di questa sera. Nessuno dei protagonisti, cominciando proprio dal tecnico, deve ritenersi immune da errori od omissioni. Ma vogliamo dire a Sacchetti ed ai suoi due assistenti che non dev'essere più possibile non tanto vedere una squadra che non sappia attaccare una zona 2-3, come quella di Pesaro stasera, ma dover accettare di vedere una squadra che non sappia cosa sia un "taglia-fuori" difensivo. E' una vergogna vedere situazioni che perfino i ragazzini del minibasket sanno come risolvere. Possibile che questi "celebrati campioni" non riescano ad impegnarsi in un fondamentale che è alla base di cosa significhi difesa di squadra? Altrimenti ci viene facile pensare cosa ci stia a fare l'allenatore in panchina!


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