lunedì 14 novembre 2016

UN BRESCIA PERFETTO E ORGANIZZATO SUPERA FACILMENTE UN BRINDISI SQUINTERNATO E DISTRATTO

Nella foto, Amath M'Baye, il migliore della sua squadra

Poteva e doveva essere la partita della conferma, questa di ieri sera contro la Germani Brescia. Lo aveva fatto pensare l'ottima prestazione di Cremona, lo aveva fatto credere a ragion veduta la posizione scomoda della classifica della squadra di coach Diana. Ma tutto è andato contro le previsioni, soprattutto per la grande prova di squadra del Brescia, ma pure per la balbettante partita dell'Enel Brindisi, incapace, quando ci stava riuscendo a metà del 3° quarto (punteggio di 60-52, con il solito ottimo M'Baye e un grande Joseph), a imporsi decisamente all'avversario. Invece di chiudere lì la partita, come tutti ci aspettavamo, in quel momento si è vista una squadra sbrindellata, debole in difesa e disordinata in attacco. Brescia non ci ha messo molto a capire che era giunto il momento fatidico di dare una svolta alla sua partita e, con un grande Landry, un perfetto Moss e un tenace Luca Vitali, ha imposto la sua superiorità di squadra al team di Meo Sacchetti (91-83).
E qui dobbiamo aprire necessariamente una parentesi sul tecnico barese di Altamura, non immune da critiche per la dura sconfitta della sua squadra. Non è possibile prendere 91 punti in casa da una squadra nient'affatto eccezionale come Brescia. La difesa di Brindisi si è rivelata inesistente, gli avversari facevano sempre canestro, non solo con i tiri da tre punti di  Landry e dei due Vitali, ma addirittura anche sotto canestro, dove si sono aperti varchi troppo invitanti per i lombardi. Si sapeva che la forza della squadra brindisina è impostata soprattutto sull'attacco cercando di partire sempre in transizione per arrivare poi al tiro rapido. Ma, quando Brindisi si è trovata davanti una difesa salda e solidissima come quella bresciana, è andata in tilt e ha sofferto moltissimo per i ritmi assai rallentati imposti dagli avversari. E non è che il bravissimo M'Baye, il tenace Scott e la conferma ad alto livello di Joseph possano fare sempre i miracoli. In una serata del tutto storta  di Phil Goss si è visto che Brindisi non aveva playmaking, non aveva emuli del Goss migliore e ha dovuto affidarsi ad un English un po più vivace del solito, ma che interpreta il proprio contributo alla squadra soltanto come tiro a segno, che qualche volta è andato, ma più spesso ha prodotto danni. Che senso ha andare al tiro in maniera così stupida, senza arrivarci con un gioco di squadra o al termine di un'azione composita?
Insomma, è apparsa un vero disastro, l'Enel Brindisi di ieri sera, che ha compiuto non uno, ma ben due passi indietro rispetto alla gara di Cremona, dove, soprattutto nella 4^ frazione, aveva giocato da manuale facendo illudere un po' tutti quanti noi delle sue vere capacità. C'è, purtroppo, ancora tanto da lavorare, soprattutto per far sembrare questa Enel Brindisi una vera squadra  e non un'accozzaglia di giocatori che vanno ognuno per conto proprio, come si è visto ieri sera al Pentassuglia.

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