lunedì 10 ottobre 2016

PISTOIA APPROFITTA DEL LETARGO BRINDISINO PER STRAPPARE UNA VITTORIA DAVVERO INSPERATA

Nella foto, Amath M'Baye, il migliore in campo per Brindisi

La partita che l'Enel Basket Brindisi ha giocato ieri sera a Pistoia è stato il più chiaro esempio di come si possa perdere una partita praticamente già vinta sul campo (89-81). La squadra bianco-azzurra ha fornito una prova bifronte, giocando i due quarti iniziali in maniera veramente eccellente (16-24, 34-42), un terzo quarto deludente (25-17) e l'ultima frazione di gioco semplicemente vergognosa (30-22), lasciandosi irretire nel peggiore dei modi da una formazione che ha giocato un basket scolastico, di una semplicità disarmante, ma comunque assai impegnato e concentrato. Brindisi è letteralmente scomparsa dalla scena, privata dell'apporto sostanziale delle guardie o dei "piccoli" che dir si voglia: i vari Moore, English, Spanghero, che avrebbero dovuto guidare i compagni in regia, sono apparsi dei veri fantasmi, incapaci di prendere iniziative in attacco e facendosi surclassare in difesa dagli avversari.
In definitiva, si è vista una partita a due volti e ci si è chiesti, assai preoccupati, quale sia la vera squadra del Brindisi, a quale delle due versioni si debba credere. Sacchetti le ha provate tutte - zona e uomo - ma il risultato era sempre il medesimo. Moore, dopo un inizio brillante, è andato nascondendosi e lasciando i compagni in braghe di tela, senza un'idea di gioco importante; English - che sarebbe la guardia titolare - ha messo a segno i suoi quattro punti a due minuti dalla fine, spadellando senza ritegno in attacco; Spanghero ha fatto una comparsa infruttuosa di un paio di minuti, costringendo poi Sacchetti a toglierlo subito dal campo. I migliori, quelli che hanno tenuto in piedi la squadra, sono stati il fantasioso M'Baye (21 punti) e Scott (20) insieme al discreto Joseph (13), il quale, fino a quando ha retto fisicamente, ha fatto vedere del buon basket. Agbelese è piaciuto nei primi due quarti, ma poi Sacchetti stranamente non lo ha più schierato dovendo chiedere ai suoi una rapidità di movimenti e di gioco che poi in realtà è restato soltanto nelle intenzioni del tecnico.
Insomma, di salti sulla sedia i tifosi ne hanno fatti a josa: nel primo tempo, per il bel gioco gustato a piene mani; nella ripresa, i salti sono stati ancora più continui, ma soltanto per essere stati costretti ad assistere ad un finale squallido dovendo rinunziare a vedere in contemporanea la partita della nazionale azzurra contro Macedonia, finita almeno con una vittoria degli azzurri sul filo di lana.

1 commento:

  1. Concordo con l'analisi...partita da Giano Bifronte! Non si sa ancora quale sia la vera Enel...ci sarà da lavorare!

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