giovedì 22 settembre 2016

CASERTA VINCE IL MEMORIAL PENTASSUGLIA SUPERANDO UN BRINDISI APPARSO IN RITARDO DI CONDIZIONE

Nella foto, Marco Giuri viene premiato dalla signora Pentassuglia

Enel Brindisi–Pasta Reggia Juve Caserta 86-90
Parziali: (15-20; 25-22; 23-19; 23-29)

Brindisi: Agbelese 11, Scott 21, Carter 12, English 16, Fiusco n.e., Cardillo 2, Moore 14, Donzelli, M’Baye 7, Joseph n.e., Sgobba, Spanghero 3. All. Sacchetti

Caserta: Duranti, Cinciarini 16, Putney 19, Metreveli 6, Traini, Gaddefors 0, Giuri 6, Bostic 17, Cefarelli 10, Watt 16. All. Dell’Agnello.

Ha vinto Caserta questa volta (90-86), portandosi via  il trofeo del 6° Memorial Pentassuglia con pieno merito. Ed è la prima volta che accade, perchè fino alla scorsa stagione - sempre contro Caserta - la squadra di casa era sempre riuscita a superare la concorrenza. Va detto subito, però, che la squadra di Sandro Dell'Agnello ha vinto con pieno merito dimostrandosi, nell'occasione, più squadra soprattutto in virtù della bravura dei due registi, il brindisino Marco Giuri e Daniele Cinciarini. Soprattutto Giuri ha dimostrato concretezza e mestiere nel tenere in pugno la squadra, meritandosi certamente la piena fiducia del suo coach.
Se è vero che, dal punto di vista numerico, quasi sempre Caserta ha condotto la gara, ma con punteggi contenuti, Brindisi ha disputato una seconda parte della partita molto più positiva e continua. Infatti, nella ripresa, la squadra di Meo Sacchetti è salita alla ribalta duellando alla pari con l'avversario. Ne è scaturito così uno spettacolo se non proprio eccellente dal punto di vista della qualità, certamente lo è stato per l'alternarsi del gioco e per la determinazione che le due squadre hanno messo in campo. Si vedeva fin troppo che entrambe erano vogliose di conquistare la vittoria e di aggiudicarsi il trofeo dedicato ad Elio Pentassuglia.
Si è visto così, per la prima volta, il gioco e la mentalità che Sacchetti vuole infondere ai propri giocatori. Tutto sommato, la squadra non è dispiaciuta affatto, ma questo giudizio lo diamo alla fine della partita, perchè il primo tempo dei brindisini è stato veramente inguardabile e balbettante. Nella ripresa, si è visto finalmente il vero Nic Moore (14 punti), un playmaker che sa far giocare la squadra ed è pure capace di influire positivamente nel punteggio, con azioni spettacolari e conclusioni sia da sotto misura che dalla media e lunga distanza. Ci è piaciuto un po' meno English (16 punti), soprattutto perchè in quelle azioni portate a buona conclusione si è visto che c'è la qualità, ma manca la personalità, nel senso che la guardia deve giocare molti più palloni e andarsela pure a prendere la palla se i compagni non gliela danno. Durand Scott è stato il migliore in assoluto (21 punti) e questo lo sapevamo già: si è confermato un combattente di razza e il vero trascinatore della squadra, anche se ci viene detto che l'uomo-squadra dovrebbe essere Kris Joseph, che comunque non abbiamo ancora visto a causa di un infortunio che forse sta durando un po' troppo. E' piaciuto assai Agbelese (11 punti), per la sua positività negli interventi, e la sua concretezza sotto canestro, mentre non ha fatto granchè il francese M'Baye, che pure è un gran bel giocatore. Forse era emozionato, ma lo aspettiamo con fiducia nelle prossime occasioni. Carter ha alternato azioni concrete e ficcanti (12 punti) ad altre inconcludenti, specie quando ha insistito un po’ troppo nel tiro dalla lunga distanza. Degli italiani si son visti Cardillo, molto positivo in difesa ma un po’ contratto in attacco, mentre Spanghero e Donzelli vanno senz’altro rivisti.
Non va dimenticato affatto che era la gara d’esordio davanti al partecipe pubblico di casa e, quindi, è preferibile esprimere giudizi pacati, in attesa di tempi migliori. Di certo c’è che Sacchetti e i suoi collaboratori hanno ancora molto da lavorare, visto che la squadra deve ancora crescere prima di diventare un gruppo omogeneo.

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