lunedì 4 aprile 2016

L'ENEL BRINDISI E' IN PIENA CRISI: A REGGIO EMILIA E' ARRIVATA LA 4^ SCONFITTA CONSECUTIVA

Nella foto, i giocatori esultano dopo la vittoria contro Pesaro

L'Enel Basket Brindisi ora è in piena crisi, non solo di risultati ma anche di gioco. Anzi, è proprio il gioco che manca alla squadra, soprattutto perchè essa è priva di un regista, di un uomo che la prenda in mano e la diriga con autorità e mestiere. E quanto sia importante per una squadra il playmaker sta a dimostrarlo la differenza che in questo momento c'è tra Brindisi e Capo d'Orlando. Fino a quando l'Enel ha avuto in Reynolds l'uomo-guida, la squadra era tra le prime cinque formazioni del campionato. Il vostro cronista, pur apprezzando moltissimo Scottie come giocatore, ha approvato la decisione societaria di allontanarlo nel momento in cui egli ha cominciato a fare il capriccioso e ad andare contro gli interessi della squadra. Non si può chiedere al giovane Cournooh di imparare i segreti del mestiere nel raggio di qualche mese, lui che è essenzialmente una guardia-tiratrice. Obie Trotter, al momento, è ancora troppo lontano dal risolvere le necessità della squadra.
Di contro, se andiamo a vedere cosa ha fatto Capo d'Orlando, si comprende benissimo la differenza che in questo momento esiste tra le due squadre. Scegliendo Ryan Boatright come playmaker, la squadra siciliana è apparsa completamente trasformata, come ha pure fatto vedere a Brindisi due settimane fa. E' bastato mettere l'uomo giusto al posto giusto per trasformare una squadra da retrocessione in una formazione imprevedibile. Ieri sera, Capo d'Orlando si è permessa di suonarle addirittura a Milano. E scusate se è poco. Tra l'altro, scegliendo come pivot Anosike, che è più un rimbalzista puro che un segnapunti, Brindisi ha pure lasciato scoperto il ruolo tenuto fino a un mese fa da Kadji, che assicurava quanto meno più di dieci punti a partita.
Insomma, nella stanza dei bottoni di contrada Masseriola, si sono commessi errori e valutazioni parecchio gravi, se si va a vedere il riscontro del tutto negativo rivelato dalla classifica. Al momento, Brindisi ha perso un posto in graduatoria, scendendo dalla nona alla decima posizione, ma quello che è maggiormente grave è la circostanza derivante dal calendario di Brindisi, che è forse il peggiore di tutte le altre squadre invischiate in zona-retrocessione. Domenica prossima, a Brindisi, scenderà Milano, che ieri ha perso con l'Orlandina e che farà proprio di tutto per non perdere anche a Brindisi. Nella gara successiva, poi, Brindisi andrà a giocare a Torino, dove troverà una squadra che si sta riprendendo in fretta dalla crisi, guarda caso proprio grazie alla resurrezione di Jerome Dyson (25 punti e 31 di valutazione complessiva), ieri sera autore di una prestazione-monstre proprio contro quell'Avellino che era imbattuto da dodici giornate. Due partite pressochè impossibili sulla carta, cui seguiranno poi Caserta al Pentassuglia e la trasferta di Cremona. Insomma, a quattro giornate dalla fine, c'è davvero assai poco da star tranquilli, visto che la situazione attuale vede in graduatoria Varese davanti a Brindisi e Capo d'Orlando con 22 punti, seguite da Caserta, Cantù, Bologna e Pesaro a 20 punti, con Torino ultima a 18. E' vero che la classifica avulsa al momento è ancora abbastanza favorevole per Brindisi, ma ci sarà assolutamente bisogno almeno di una vittoria per far quadrare il bilancio, altrimenti assai pericoloso.

1 commento:

  1. Quest'anno ci salviamo battendo Caserta. Pazzesco! Eravamo da playoff fino a quando quel pirla di Reynolds non si è messo a fare il fenomeno da baraccone. Maledetto a lui!

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