domenica 27 marzo 2016

NANDO MARINO: "LA SCELTA DI REYNOLDS E' STATO IL PIU' GRAVE ERRORE DEGLI ULTIMI CINQUE ANNI"

Nella foto, coach Bucchi e il giemme Giuliani sul banco degli imputati

La pesante sconfitta casalinga di ieri sera con Capo d'Orlando costringerà i dirigenti responsabili della società a riflettere seriamente sulla situazione attuale e, se sarà il caso di farlo, a porvi dei rimedi immediati per evitare guai peggiori. Sta di fatto che, da ieri sera, Brindisi dovrà fare attenzione a quanto sta avvenendo in classifica più alle sue spalle che davanti. Attualmente, la squadra pare essersi stabilizzata al centro della classifica con il nono posto, ma non c'è affatto da star tranquilli visto che alle sue spalle, a soli due punti di distacco, ci sono ben cinque squadre, a quattro punti c'è Pesaro e a sei punti Torino. Se andiamo a vedere il calendario di Brindisi, non c'è affatto da star tranquilli, perchè tutte le squadre - chi più, chi meno - si sono opportunamente rinforzate. Anzi, se dobbiamo dire tutta la verità, senza correre il rischio di essere accusati di portar sfiga, ci pare proprio evidente che Brindisi stia peggio di tutte. Invece di rafforzarsi, Brindisi si è fortemente indebolita e i fatti lo stanno ampiamente dimostrando.
Aveva in Reynolds e Kadji l'asse portante play-pivot che assicurava stabilmente almeno venti punti in due a partita. Oggi Brindisi ha al loro posto un Trotter che fino ad ora sembra essere un illustre sconosciuto e un Anosike che prenderà pure dei rimbalzi, ma che di punti a casa ne porta davvero pochi, anche perchè sta dimostrando di non saper nemmeno cosa significhi palleggiare per costruirsi un tiro dal post basso. E' vero, però, che, non essendoci un play di ruolo in questa squadra, palloni buoni per il pivot ce ne sono davvero pochi. Brindisi, poi, per colmo di sventura, in quel ruolo ha pure Gagic infortunato da circa un mese.
Non a caso, ieri sera, al termine della partita con l'Orlandina, con una disamina spietata ma onesta, il presidente Marino ha riconosciuto che sono stati compiuti degli errori in sede di campagna acquisti: "Probabilmente abbiamo commesso errori sul mercato e la scelta di Reynolds è stato l'errore più grave che abbiamo commesso negli ultimi cinque anni. Abbiamo sbagliato a puntare su un giocatore che pensavamo fosse maturato, ma che invece non ha dato quello che ci aspettavamo da lui. Questa stagione ci deve far riflettere. Brindisi aveva le possibilità di salire sul treno dei playoff. Ora siamo costretti a scendere perchè non c'è più posto". Pare del tutto evidente l'accusa nei confronti di coach Bucchi, che il ritorno di Reynolds a Brindisi lo ha voluto proprio lui ad ogni costo. "Non resta altro, a questo punto", ha detto ancora Marino, "che affrontare le prossime cinque partite con dignità onorando quei tifosi che ci avevano dato fiducia comprando gli abbonamenti a scatola chiusa, cioè senza sapere quali acquisti avremmo fatto".
E' estremamente difficile che Brindisi possa far punti con un calendario durissimo, che prevede nelle prossime tre partite la trasferta a Reggio Emilia, Milano in casa e altra trasferta a Torino, una squadra che si deve salvare e che ieri sera è andata a vincere addirittura a Pistoia.
Più che guardare alla qualificazione per i play-off, quindi, sarebbe già tanto se Brindisi pensasse a salvarsi da una zona-retrocessione che va facendosi sempre più vicina e rischiosa.

1 commento:

  1. Oh... questo vuol dire parlare chiaro... Non c'è nulla da aggiungere, se non che se Reynolds è stata una scelta del coach (immagino individuato in base al budget disponibile e al tipo di apporto che avrebbe dovuto o potuto fornire) si potrebbe sempre valutare se non sia il caso di cambiare la direzione tecnica o solo l'asse play-centro... certo arrivare a rischiare la retrocessione dopo aver assaporato il gusto gradevole di un possibile play-off è assurdo.

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