martedì 15 marzo 2016

BRINDISI LE HA PROVATE TUTTE PER VINCERE, MA AVELLINO ERA PROPRIO IMBATTIBILE

Nella foto, David Cournooh, il migliore in campo in senso assoluto

Avrebbe anche meritato di vincere, ieri sera, l'Enel Basket Brindisi, pur se Avellino si è ampiamente guadagnato la vittoria sul campo. La squadra di Pino Sacripanti è parsa davvero imbattibile (10 vittorie consecutive), soprattutto perchè ha saputo trarre da ogni suo uomo quanto le serviva per vincere questa partita. Essa ha preso vigore non solo da Nunnally e da Leunen, i due fuoriclasse della squadra, ma ha tirato fuori energia anche da Cervi e da Pini, da Aker e da Ragland. Insomma, chiunque Sacripanti mandasse in campo era certo di avere qualcosa di costruttivo. Brindisi voleva vincere questa partita e per un buon lasso di tempo, specie nel terzo quarto, tutto le stava venendo facile, dopo aver rimontato il gap di 7 punti (16-23) accumulato alla fine del 1° quarto.
Sotto la spinta tremenda di un David Cournooh mai visto prima così forte e determinato (25 punti e 22 di valutazione complessiva), di un Banks come al solito decisivo (24 punti, 6 assist e 24 di valutazione) e di uno Scott brillante in penetrazione (18 punti, 4 rimbalzi e 2 assist) e di uno Zerini semplicemente magnifico (10 punti e 3 rebounds), Brindisi era pure andata in vantaggio di cinque punti (60-55) al rientro dagli spogliatoi. Ma più di questo non poteva fare, perchè da parte dei lunghi - a parte Zerini - non era venuto alcun contributo sul piano numerico: Anosike appena 2 punti e Milosevic solo 3.
Nella quarta frazione, poi, ci pensavano Nunnally, Buva e Leunen a tenere sempre a distanza la squadra di casa, che, nonostante tutto, era restata in partita fino al termine della gara. L'82-89 finale rispecchiava esattamente l'equilibrio dei valori che il campo di gioco aveva determinato. 
Insomma, i tifosi brindisini hanno visto una gran partita, bella ed emozionante dal primo all'ultimo minuto, ma sinceramente va riconosciuto che ha vinto la squadra migliore e più completa. Loro ce l'hanno messa tutta pur di far felici i propri sostenitori, ma Avellino ha imposto la legge del più forte contro un Brindisi acciaccato ma mai rinunciatario.

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