lunedì 1 febbraio 2016

BRINDISI TORNA ALLA VITTORIA SENZA KADJI, MA CON ANOSIKE E UN RINNOVATO HARRIS IN PIU'

Nella foto, Alexander Harris gioisce per la vittoria di Brindisi su Sassari

Nel pomeriggio di oggi è arrivato il comunicato ufficiale di Sassari in merito al ritorno di Kenny Kadji alla società isolana. Si chiude così ingloriosamente l'avventura brindisina di questo giocatore, da lui stesso invocata per motivi che non è dato sapere, ma che la tifoseria bianco-azzurra aveva accolto con simpatia e disponibilità. Era parso evidente che Kadji sul piano tecnico fosse molto dotato, non altrettanto invece sul piano comportamentale, specie nelle ultime partite, nel corso delle quali aveva contribuito in maniera decisiva per le sconfitte di Brindisi. Ma lasciamo nell'oblio la storia di Kadji, perchè sono ben altri gli argomenti che interessano da vicino società, squadra, stampa e tifoseria, a seguito della bella e salutare vittoria di domenica scorsa contro Sassari.
E' stata certamente la partita della svolta, quella contro la squadra sarda di coach Marco Calvani, alla stessa stregua - almeno lo si spera - di quanto Brindisi seppe fare dopo Sassari, quando battè Cantù e Venezia dopo il passo falso casalingo con Trento, al quale fin da oggi sarà rivolto il pensiero di Bucchi e dei suoi giocatori.
Ma torniamo alla gara con Sassari, soprattutto perchè molte verità sono emerse sul piano tecnico da quella partita. Due, in particolare, sono state di una chiarezza solare: la conferma del talento di Alex Harris e la bontà dell'inserimento in squadra di Oderath Anosike. Harris era venuto a Brindisi preceduto dalla fama di ottimo tiratore, dopo aver vinto la classifica dei cannonieri in Grecia. La serie interminabile degli infortuni, soprattutto quelli di Reynolds e Cournooh costrinse Bucchi ad impiegare Harris da play: ci riuscì benissimo, data l'adattabilità di Alex a interpretare i compiti del regista. Ma quella scelta contribuì a snaturare le qualità del giocatore costringendolo a pensare e a muoversi sul campo da uomo d'ordine e non più da cecchino puro. In pratica, Harris ha dovuto riadattarsi, come ha fatto vedere contro Sassari, al suo nuovo ruolo, che era poi quello nel quale egli si esprime meglio, segnando 18 punti e facendo dimenticare, in quel momento, che il miglior cecchino della squadra - Adrian Banks - era seduto in panchina, ma che nessuno se n'era accorto grazie al ritorno di Harris.
Ma c'è stato pure il "fenomeno" Anosike a segnare con la matita rossa la presenza in campo del nuovo pivot della squadra. Non ci ha messo granchè, il lungo newyorkese, a far vedere di che pasta sia fatto, ma di certo se ne sono accorti i lunghi di Sassari, che hanno dovuto soffrirlo soprattutto nella 3^ frazione di gioco. E' parso evidente che, con lui in campo, Brindisi avrà da oggi in poi un peso specifico assai più importante sul quale Bucchi potrà contare.
A proposito di Bucchi, poco è mancato, nella scorsa settimana, che il coach bolognese fosse sul punto di andar via da Brindisi. Diciamo questo soltanto per dovere di cronaca, non certo perchè il vostro cronista abbia piacere che ci sia stata una certa frizione tra lui e un dirigente della società. Certo è che, se avesse perso anche la partita con Sassari, Bucchi sarebbe stato avvicendato. Anche per quest'altro motivo, il ritorno alla vittoria contro Sassari ha portato benefici enormi alla squadra, al suo allenatore, alla società e a tutto l'ambiente che ruota attorno a loro.

Nessun commento:

Posta un commento