domenica 24 gennaio 2016

BRINDISI ARRIVA A UN SOL PASSO DALLA VITTORIA, MA CEDE NEL FINALE DOPO BEN TRE OVERTIME

Nella foto, Adrian Baks va a canestro  con Bologna nella gara d'andata

Brindisi non riesce più a vincere (109-115), anche quando, come è accaduto questa sera a Bologna, più volte ha avuto la possibilità di prendere un buon vantaggio nel finale di gara e aggiudicarsi questa incredibile partita. Per ben quattro volte, nel corso dei tempi regolamentari e dei tre supplementari, Banks ed i suoi compagni hanno avuto la possibilità di aumentare il minimo vantaggio di un punto (esattamente, sul 73-74 con la prodezza di Scott, e poi, nell'overtime, sul 78-79 con la tripla sempre di Scott, sul 87-88, e ancora sul 93-94), ma si sono sempre fatti raggiungere dal Bologna. Kadji ha avuto anche nelle mani la palla della vittoria nei regolamentari, ma l'ha sciupata malamente, a conferma di non essere proprio il tipo di giocatore che sa assumersi la leadership di una squadra e di condurla al successo. Non si può dire di più ad una squadra che si è battuta  con coraggio e decisione arrivando al terzo overtime, sul punteggio di 96 pari, pur se si è visto in maniera inequivocabile, per ben 35 minuti, che c'è qualcosa che si è rotto nei meccanismi di gioco della squadra e le impedisce di andare a canestro con buona fluidità come le capitava nelle prime giornate di questo campionato.
Ormai si va avanti soltanto con l'uno contro uno, cercato soprattutto dall'ottimo Scott di questi ultimi tempi (stasera, per lui, 22 punti, che fanno doppia-doppia con gli 11 rimbalzi e 30 di valutazione) e dal meraviglioso Banks (30 punti, che fa pure doppia-doppia con gli 11 falli subiti e 26 di valutazione), che si è proprio dimenticato del suo infortunio alla mano destra e ha tirato fuori orgoglio e determinazione.
Ma dicevamo dei primi 35' di gioco, nel corso dei quali Brindisi aveva sistematicamente subito il gioco e le iniziative della Virtus Bologna, senza mai avere la lucidità e la forza d'animo che poi ha saputo trovare nei minuti finali, ma soltanto per recuperare svantaggi, mai per mettere decisamente la testa avanti all'avversario e andare a conquistarsi una vittoria che pure, alla fine, avrebbe meritato. Sinceramente, dopo aver visto uscire dal campo per i falli tre titolari come Pittman, Vitali e Mazzola, abbiamo creduto che Brindisi sarebbe riuscita nell'impresa, ma questo purtroppo non è avvenuto.
Ora arriveranno, invece,tempi ancor più duri, perchè Brindisi dovrà giocare contro avversari di valore, come Sassari, Trento, il Cantù odierno, che ora è tutta un'altra squadra rispetto all'andata.
Anosike ha dato il suo apporto alla squadra, ma ovviamente non gli si poteva chiedere di più, bisogna aspettare di vederlo al meglio soltanto tra un mesetto circa, quando avrà raggiunto la sua migliore condizione. 
Insomma, è giunto il momento, dopo la quarta sconfitta consecutiva, che Brindisi riesca a tirarsi fuori dai guai (oggi è 11^ in classifica). Ma, perchè riesca a farlo, essa avrà bisogno di avere i tifosi accanto a sè, non ha bisogno di censori capaci soltanto di criticarla spietatamente. Finchè siamo in tempo utile, bisogna fare in modo di salvare ad ogni costo la serie A di pallacanestro. Lo merita la città, lo merita la società, lo merita pure la gran parte dei suoi splendidi tifosi.

5 commenti:

  1. Ha ragione dottor Barbiero. Basta con i censori. E basta anche con i commenti.

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  2. Le critiche, quando sono fatte a ragion veduta e puntano soltanto a stimolare, sono utili e talvolta anche necessarie. Ma, quando sono fine a se stesse e puntano a rovinare l'ambiente, sono assolutamente deleterie.

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    1. Mi scusi tanto, Egregio Dottor Barbiero, ma lei veramente crede che dei professionisti seri come dovrebbero essere dei cestisti della massima serie italiana si facciano minimamente condizionare dai commenti dei media...? Lei se lo immagina Reynolds che sprofonda nelle sue ricorrenti amnesie solo perché nel pomeriggio che precede la partita si è fatto un giro sui blog...? Ma non ci crede nessuno... però il dispiacere per le palle perse in fila e per certi rendimenti altalenanti produce sofferenza pura negli appassionati della palla al cesto ai piedi delle colonne terminali della Via Appia... noti il tono garbato, per non infastidire i cestisti... La vera spinta sono le motivazioni. E in squadra gli elementi fortemente motivati non mancano. Guardi Kadji... era arrivato a Brindisi pieno di belle premesse e di belle speranze... Lei ce lo sa dire come si fa a farsi tagliare a febbraio per tornare in Sardegna...?

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  3. Si sa che il giocatore - lui per primo - sa bene se la sua prestazione sia stata o meno positiva al termine della gara. Può anche giocare per i soldi, senza metterci l'anima, ma egli sa pure che gli scout vanno a vedere cosa dicono le statistiche a fine gara. Motivo per cui i giocatori se ne possono pure fregare, ma fino a un certo punto, se vogliono poi trovarsi un acquirente alla fine del campionato. Reynolds sarà pure un mercenario che è venuto a Brindisi per lavoro, ma egli pure dovrà fare bene i suoi conti se vorrà trovare un altro Bucchi che quest'anno ha creduto in lui. Non credo che per il prossimo campionato Bucchi lo cercherà più dopo quello assai modesto - almeno fino ad ora - di quest'anno.

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    1. Quanto mi dispiace... Reynolds sarà una grandissima perdita...

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