domenica 18 ottobre 2015

BRINDISI TRAVOLGE SASSARI IMPIETOSAMENTE E MIRA ANCHE PER QUEST'ANNO AI VERTICI DELLA CLASSIFICA

Nella foto, Kenny Kadji, il dominatore del confronto vinto da Brindisi su Sassari

Brindisi passa da Sassari come una rapidissima Freccia Rossa travolgendo letteralmente la squadra sarda, che stasera voleva festeggiare nuovamente il suo scudetto tricolore di campione d'Italia. E lo ha fatto con tutti i crismi della regolarità e della forza complessiva di squadra, di un gruppo di lavoro che sta crescendo di giorno in giorno in una maniera splendida e si sta ritrovando in una dimensione del tutto inaspettata e sorprendente. Che l'Enel Basket Brindisi fosse stata lì per lì per vincere mercoledì scorso a Reggio Emilia, perdendo per 82-79, dopo aver comandato il gioco per buoni 35', era già parso un motivo di grande rilievo e di giusta soddisfazione. Ma che Brindisi riuscisse addirittura a vincere a Sassari, beh, questo non lo aveva messo in conto quasi nessuno, non tanto per il valore intrinseco della squadra brindisina, quanto per le enormi capacità tecniche e complessive del team sardo, costruito anche per questo campionato con il proposito di rivincere lo scudetto.
Entrando nelle motivazioni tecniche della partita, va subito detto che Brindisi ha dominato la partita dall'inizio alla fine, resistendo poi splendidamente al ritorno imperioso di Sassari, che era stata capace di rimontare dal -24 (37-61) del 22' di gioco fino alla parità raggiunta al 33' (74-74). In quel momento, sotto la spinta tremenda di Logan e Stipcevic, ma soprattutto del micidiale Haynes, capaci di mettere a segno un eccezionale 8/8 nelle triple, si era temuto che Brindisi crollasse  miseramente. Ma è proprio nel momento più difficile che si è potuto riscontrare quanto grandi possano essere le potenzialità di questa squadra, nuova quasi del tutto, ma già apparsa solida e tetragona al confronto con gli avversari. A sostenere la gran parte del lavoro offensivo, guidato magnificamente da Scottie Reynolds (9 assist e 6 punti), che poi è dovuto uscire nell'infuocato finale, sono stati Kenny Kadji (25 punti, 30 di valutazione complessiva e 14 rimbalzi) e Durand Scott (21 punti e 10 rimbalzi), entrambi autori di due perle inestimabili, che, in gergo cestistico si chiamano "doppia-doppia", e che hanno rappresentato due spine durissime nel fianco della difesa sassarese. Il ricamo finale, poi, lo ha messo capitan Zerini, che Bucchi si era riservato per il gran finale, quando ha chiuso l'area ai lunghi sardi in difesa e ha messo a segno due lay-out meravigliosi riportando la squadra in linea di galleggiamento sul punteggio di 78-84 a due minuti dalla fine. L'uscita dal campo per infortunio di Reynolds ha costretto Bucchi a rimettere in campo il bravo Cournooh, che sta meritandosi per intero la fiducia del coach e di tutta la squadra. Il punteggio finale di 92-78 ha così premiato opportunamente la maggiore qualità del gioco e la compattezza della squadra brindisina, apparsa più solida e motivata della Dinamo Sassari soprattutto per aver ottenuto un parziale positivo di 14-4 negli ultimi sette minuti. Questo è stato certamente il più bel regalo che la squadra potesse fare agli sportivi brindisini, ma pure a coach Bucchi - che ha raggiunto le 49 vittorie con Brindisi al pari di Elio Pentassuglia - e a capitan Zerini per la 101^ partita disputata con la maglia bianco-azzurra di Brindisi.




Nessun commento:

Posta un commento