lunedì 4 maggio 2015

MILANO SUPERA DI SLANCIO BRINDISI, ALLA QUALE VIENE A MANCARE IL TALENTO DELL'INFORTUNATO DENMON

Nella foto, Denmon è guardato a vista dal milanese Hackett prima dell'infortunio

Milano ha imposto subito la sua netta superiorità sul parquet, ieri sera, fin dal primo minuto di gioco, e Brindisi ha accusato il colpo, pur se la presenza di Marcus Denmon avrebbe potuto rendere meno pesante il divario che il campo ha poi evidenziato successivamente. Coach Luca Banchi aveva chiesto ai suoi uomini il massimo impegno da subito, conscio com'era della pericolosità che Brindisi sarebbe stata in grado di creare. Del resto, Banchi aveva perso già due volte a Brindisi in campionato, due stagioni fa con Siena e l'anno scorso con Milano all'esordio stagionale. Perdere anche ieri gli avrebbe creato tanti fastidi, anche perchè tra le due società c'è una certa rivalità sportiva, oltre che amicizia e rispetto reciproco, sia per la presenza di Tullio Marino (figlio di Nando) tra la dirigenza meneghina, sia perchè coach Bucchi è stato allenatore di Milano prima di venire a Brindisi. Tra l'altro, entrambe le società ieri hanno premiato Bucchi che festeggiava la sua 600^ panchina in serie A.
Ha avuto così ragione, Luca Banchi, a chiedere impegno immediato ai propri giocatori, perchè Brindisi era partita anch'essa con grande impegno (4-0 iniziale), ma non era poi stata capace di trovare quella fluidità di manovra che aveva esibito contro Milano nel febbraio scorso in occasione della Final Eight. Questo è avvenuto per esclusivo merito di Milano, che - a detta di Piero Bucchi a fine partita - ha subito preso il controllo della situazione mettendo le mani addosso all'avversario, per altro con la piena complicità della terna arbitrale che, da questo punto di vista, è sembrata usare pesi e misure del tutto diversi nel metro di giudizio della gestione della gara. Lungi da noi il voler addossare alla condotta arbitrale l'esito della gara. Milano ha vinto perchè ha dimostrato di essere assolutamente più forte di Brindisi, ma non vogliamo esimerci dal dire che non c'era bisogno dell'aiuto non richiesto della terna. Perchè rendere ancora più forte il divario tra le due squadre con delle "topiche" arbitrali che a noi sono parse anche clamorose, specie quando a giudicare è stato l'ineffabile Gianluca Sardella, da anni uno dei peggiori arbitri di serie A, ma che, imperterriti, i designatori continuano a farlo fischiare creando soltanto danni alle squadre ed alle società?
Piuttosto, col passare dei minuti, si è visto quanto sia importante la presenza di Denmon in questa squadra, soprattutto perchè Marcus è il miglior finalizzatore di gioco che Bucchi possa vantare, non essendo nè Turner, nè Harper, tanto meno Cournooh, in grado di assicurare altrettanti punti e falli in gran quantità alla squadra. Pullen ha cercato di prenderne le veci, ma a lui manca la rapidità d'azione che rende Denmon una delle guardie più efficaci dell'intero lotto di Lega A. E' sperabile che Denmon riesca a superare brevi tempore l'infortunio, anche perchè per fortuna la caviglia ammaccata non presenta fratture. In caso contrario, non si vede in qual modo Brindisi possa superare uno scoglio impervio come quello di Reggio Emilia. E ci riferiamo chiaramente ai prossimi quarti di finale di play-off con la squadra di coach Menetti, non certo alla gara di domenica prossima, per la quale non è assolutamente possibile poter pensare di avere Denmon.
Va registrata di rigore l'ennesima perla di James Mays, al quale è sfuggita - ma per un nonnulla - la decima doppia-doppia (20 punti e 9 rimbalzi) consecutiva, a testimonianza della grande vitalità che il pivot americano sta esibendo nel corso di questa seconda parte del campionato. Ed è augurabile che Mays continui ad avere quanto più a lungo possibile questo eccellente stato di forma, soprattutto in occasione della doppia trasferta di Reggio Emilia del 19 e del 21 maggio prossimi, allorchè verranno disputati i primi due turni del quarto di finale tra le due squadre.



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