domenica 22 febbraio 2015

MILANO SUPERA BRINDISI NEL FINALE, MA L'OPERATO ARBITRALE HA LASCIATO MOLTO A DESIDERARE SUL METRO DI GIUDIZIO ADOTTATO

Il coach di Brindisi Piero Bucchi infuriato con gli arbitri di Milano-Brindisi

“Non si può giocare una partita di pallacanestro con solo 6 tiri liberi contro i 27 assegnati all’Olimpia Milano. Così non va bene. Non parlo mai di loro, ma gli arbitri devono avere personalità e coscienza per gestire la partita. Ho preso un fallo tecnico di proposito nel primo quarto di gioco e, guarda caso, poi ci hanno dato quattro tiri iberi. Gli altri due però sono arrivati nel finale. Penso sia un record mondiale e qualcosa non mi torna. E’ stata una partita dura, fisicamente loro sono più grossi di noi, è evidente, ma in difesa abbiamo chiuso tutto quello che si poteva. Siamo riusciti ad indirizzare la partita come volevamo, li abbiamo messi in difficoltà, ma, ripeto, con sei tiri liberi soltanto non puoi vincere una partita di pallacanestro”.
A parlare in questi termini è stato Piero Bucchi, nel suo incontro a fine gara in sala stampa con i giornalisti. Il tecnico dell'Enel Basket Brindisi è ancora fuori dalla grazia di Dio, arrabbiatissimo nei confronti della terna arbitrale composta da Taurino, Bettini e Chiari. Bucchi si è visto strappare illegittimamente una vittoria che, per come Brindisi stava giocando e tenendo in soggezione Milano, avrebbe potuto pure arridere alla sua squadra.
Si è trattato di una partita assai dura, interpretata molto fisicamente dalle due squadre, con scontri che spesso e volentieri erano al limite della liceità. In tali casi, accade quasi sempre che i falli assegnati alle due squadre più o meno si equivalgano. Questo, invece, non è accaduto nella gara di ieri sera tra Milano e Brindisi, perchè alla squadra di Banchi sono stati imputati soltanto 17 falli, mentre a quella di Bucchi ne sono stati comminati ben 26. Questo fatto ha consentito a Milano di andare a tirare ben 27 volte dalla lunetta, realizzando 20 punti, mentre a Brindisi è stato concesso di tirare solo 6 volte col beneficio di 4 punti appena. Pare fin troppo evidente la disparità del metro di giudizio concesso dalla terna arbitrale in favore di Gentile e compagni.
Insomma, ancora una volta bisogna porre in evidenza e denunciare l'atteggiamento fin troppo servile e accomodante di taluni "fischietti" nei confronti delle squadre più forti. E questa non è stata la prima volta che Brindisi sia stata maltrattata nelle trasferte milanesi. Comunque, va riconosciuto all'Enel Brindisi di aver tenuto validamente testa alla squadra milanese fino a tre minuti dal termine della gara, quando Brindisi si era portata sul -4 sul punteggio di 61-65 dopo l'ennesima prodezza di Marcus Denmon, che ieri sera ha strabiliato i presenti con una prestazione maiuscola, che ha fatto il pari con quella di Linus Kleiza, il fuoriclasse lituano rivelatosi il vero match-winner della partita. Infatti, fino a quando Banchi ha deciso di gettarlo nella mischia, Brindisi era riuscita a confrontarsi spavaldamente alla pari con gli avversari, sia nel 3° quarto che in quello finale. Le impennate rapide e veloci dei brindisini, portate avanti da Denmon, Harper e Pullen, hanno seminato il panico nella difesa milanese, specie quando Brindisi si è portata sul 43 pari e stava lottando con grande determinazione in attacco e in difesa. Nell'ultimo quarto, Bulleri e Harper, con due triple meravigliose, avevano rimesso Brindisi in grande equilibrio ed è stato proprio in quel momento che gli arbitri hanno volutamente calcato la mano interpretando diversamente i falli di Brindisi rispetto a Milano. Ma non vogliamo ripeterci stupidamente, anche perchè non ci è mai piaciuto piangerci addosso a causa dei veri o presunti errori arbitrali. E' certo, infatti, che Milano sia più forte di Brindisi grazie ai tanti fuoriclasse che Banchi può mettere in campo, ma hanno visto tutti quanti che ieri sera Milano non era più forte dell'avversario, come era già capitato nella semifinale con Avellino.
Ad ogni modo, resta indelebile il merito dimostrato da Brindisi in questa semifinale e questa sconfitta deve suonare come un bel riconoscimento del valore dimostrato sul campo da Piero Bucchi e dai suoi bravi giocatori.



1 commento:

  1. Analisi condivisibile al 100 per cento, doc... aggiungo solo un dettaglio: il loro coach ha indovinato anche una marcatura: Moss su Pullen. Gli ha levato l'aria. neanche Claudio Gentile contro Zico e Maradona fece meglio. Per il resto complimenti ai ragazzi

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