venerdì 6 febbraio 2015

BRINDISI E SASSARI DOMANI SERA L'UN CONTRO L'ALTRO ARMATO IN UN PALASPORT INCANDESCENTE


Il quintetto base dell'Enel Basket Brindisi
Domani sera il cartellone del campionato di Lega A presenterà al Pentassuglia l’anticipo della 18^ giornata tra Brindisi e Sassari: un altro scontro all'arma bianca, uno di quelli da non consigliare ai malati di cuore. Le due squadre sono amiche, i due presidenti si stimano e si sostengono a vicenda, ma, come è pure giusto che sia nel mondo dello sport, tra di esse c'è una forte rivalità e una gran voglia di superarsi a vicenda. Purtroppo, però, questa partita arriva in un momento assai difficile e cruciale per l'Enel Basket Brindisi, che sta vivendo un periodo assai contrastato di gioco e di risultati a causa della serie interminabile di infortuni che la stanno tartassando impietosamente fin dall'inizio di questa stagione. Bucchi lo ha puntualizzato ancora una volta nel colloquio avuto ieri pomeriggio con gli organi di stampa, ai quali ha riferito le proprie ambasce per il fatto che non si può allenare a ranghi completi da tempo immemore, specialmente quando arriva alla casella-pivot, una delle più tormentate non solo di questo campionato, ma pure di quelli trascorsi. Infatti, una sfortuna interminabile penalizza Brindisi fin dal torneo successivo a quello della promozione in A/1, quando nel ruolo di pivot figuravano Simmons e Grant.
Nel corso dell'estate successiva si cominciò con l'acciaccato Akingbala, per proseguire poi prima con il "ballerino" Aminu e poi con il “carneade” Chiotti. E fu grazie a Zerini e a Todic se in quel ruolo la squadra riuscì ad avere interpreti validi a sufficienza. Nel corso di questa stagione, poi, si era cominciato con il polacco Czyz, ma i malanni fisici bersagliarono prima lui, poi Mays, poi esclusero del tutto Simmons dal campionato e adesso nuovamente Mays, che sta con un piede dentro e uno fuori dalla squadra. Insomma, un tormento senza fine. Per sua fortuna, Brindisi è riuscita a disputare un buon girone di andata tenendosi saldamente attaccato a quel quinto posto in classifica che è risultato soddisfacente per le ambizioni della società e dei tifosi. Ma ora gli impegni di campionato, di Coppa Europa e delle Final Eight stanno mettendo in serie difficoltà società e squadra, al punto che si debba ipotizzare quasi necessariamente un nuovo giro sul mercato per cercare un sostituto valido per rimpiazzare Mays. 
Così, domani sera, alle ore 20,30, sul parquet del Pentassuglia, Brindisi e Sassari incroceranno nuovamente le braccia per stabilire quale delle due prevarrà sull’altra. A differenza di Brindisi, però, Sassari ha superato le difficoltà di natura fisica e presenta una squadra al gran completo, nella quale figurano gli ex brindisini Formenti e Dyson, mentre l’altro ex di casa nostra, Miro Todic, ha preferito andare a scegliersi un’altra maglia da indossare. Appare superfluo aggiungere che si assisterà ad uno spettacolo di prim’ordine, nel quale saranno gli esterni a prevalere più che i lunghi, soprattutto per la maggiore qualità e personalità dei vari Dyson, Sosa e Logan da una parte e Pullen, Turner e Denmon dall’altra. A Zerini e a Eric toccherà da pelare quel brutto gattone di Shane Laval, che è senza dubbio il più forte pivot visto quest’anno sulle scene dei parquet di serie A. 
Ai tre fischietti Martolini, Paglialunga e Borgioni spetterà il difficile compito di dirigere questo scontro bello e appassionante.

2 commenti:

  1. Todic...? Ma non è quello che a Sassari cannoneggia da 3 e fa sentire quanto pesa sotto le plance..?
    Ivanov chi...? Il topscorer dell'ultima partita tra Brindisi e Caserta...?
    Ma se Todic è andato a scegliersi un'altra maglia è perché ha applicato la legge di mercato. Così come Dyson.
    Quindi Aminu, Grant, Mays o Eric che dir si voglia... bisogna lavorare il triplo, mandare a farsi fottere le coppette europee e provare con la fatica a recuperare il gap tecnico con il lavoro operaio. Basta Globetrotters. Brutali spartani gladiatori metalmeccanici da qui all'eternità. E sempre e comunque forza Brindisi!

    RispondiElimina
  2. Concordo con te sulla dovuta profusione del massimo impegno che i giocatori debbono assicurare sempre alla squadra, soprattutto quando essa è in emergenza come in questo periodo. L'anno scorso, di questi tempi, Brindisi riuscì a battere Siena con soli sette giocatori allineati e coperti, disputando un incontro memorabile. Dissento, invece, dal tuo accenno alle "coppette", come tu definisci l'EuroChallenge. Disputare un campionato europeo, sia pure di 2° o di 3° livello, deve sempre rappresentare un titolo di merito per una società come la nostra, che si è presentata per la prima volta al cospetto di "cotanto senno", soprattutto perchè essa difende il nome e il prestigio del nostro Paese in un torneo continentale. E' ovvio che si possa anche sbagliare, quando si affronta l'impegno con il titolo di "roockye" della manifestazione, ma questo era stato certamente previsto dalla dirigenza societaria, che farà certamente tesoro anche degli eventuali e possibili errori per un futuro sempre migliore. Ti saluto!

    RispondiElimina