domenica 11 gennaio 2015

UN REGGIO EMILIA IN GRANDE SPOLVERO RIDUCE AL SILENZIO LE VELLEITA' DI UN BRINDISI INGUARDABILE

James Mays, il pivot dell'Enel Basket Brindisi

Analizzare una partita come quella vista ieri tra Brindisi e Reggio Emilia risulta davvero arduo e complicato per chiunque. Del resto, non ci era riuscito ieri sera, subito dopo la gara in sala stampa, neppure Piero Bucchi, che della sua squadra conosce ormai "vita, morte e miracoli", come si suol dire con un'immagine assai colorita. Bucchi, per primo, ha infatti chiesto un time-out suppletivo e del tutto particolare a giornalisti e tifosi, perchè aveva bisogno di riflettere un bel po' prima di esprimere giudizi che avrebbero potuto essere affrettati o che altro. Come è accaduto al tecnico, un po' tutti quanti, critici e sostenitori, siamo rimasti quanto meno sconcertati dagli sviluppi che ha preso questa partita fin dal suo inizio (9-28 a fine 1° quarto). Il pubblico ha continuato ad incitare la squadra fin che l'ha vista lottare con convinzione e impegno, soprattutto quando Brindisi è arrivata fino al 20-28, a metà del 2° quarto, con un parziale positivo di 11-0. Ma poi l'ha abbandonata un po' per volta al suo destino, quando l'ha vista soggiacere definitivamente al cospetto di una Reggio Emilia perfetta, inattaccabile in area e reattiva come mai l'avevamo vista nel corso di questo campionato.
Ci pare giusto, a questo punto, spendere una parola di più in favore della squadra reggiana. Coach Menetti e i suoi hanno disputato "la partita della vita": tranne quei 6' di inizio della 2^ frazione, quando hanno subito il parziale di 11-0, non hanno più sbagliato nulla, anzi hanno subito restituito con gli interessi l'11-0 a Brindisi con un tremendo e autoritario 15-0 in appena 4' di gioco, arrivando al 20-43 alla fine dei primi 20'. Una squadra dal gioco semplice e fluido, capace di arrivare al canestro con tante e varie soluzioni, che Brindisi non è mai stata in grado di annullare.
Poi, nel prosieguo della gara, non c'è mai più stata storia, perchè Diener e compagni hanno avuto tutto dalla propria parte, perfino dalla buona sorte, con vari canestri segnati allo scadere dei 24" o su palloni persi e sempre riconquistati da loro con grande determinazione. Sul piano tecnico, va detto che Menetti ha letteralmente fatto fuori Bucchi con una zona 3-2 semplice ma micidiale, che Brindisi non è mai riuscita ad attaccare con efficacia, tranne in qualche rara occasione. Ma pure quando ci era riuscita con il gioco interno per i pivot, Mays ha sbagliato anche l'impossibile da sotto misura rivelandosi, come ad Avellino, molle e imbelle, fino a farsi stoppare indegnamente su un bellissimo assist servitogli dai compagni, appoggiando semplicemente a canestro invece di schiacciare. Quella volta, Bucchi lo risvegliò con una salutare ramanzina, ma questa volta il pivot ha continuato imperterrito a sbagliare. Mays, però, non è stato il solo ad aver toppato la partita, perchè la disamina negativa è lunga. E' tutta la squadra che non ci ha mai capito nulla di questa gara, a cominciare da un Pullen lentissimo in fase d'attacco e nullo in quella difensiva, per finire alle due guardie Denmon e Turner incapaci di incidere contro la zona e sterili come mai avevamo visto finora. L'unica immagine positiva che ricordiamo di questa partita è stata per quei sei minuti iniziali del 2° quarto, quando Bucchi ha messo fuori il quintetto base sostituendolo con gli altri cinque. Allora si è vista una squadra combattiva giocare alla pari con l'avversario: Bulleri, Harper e Cournooh riducevano al silenzio i reggiani in difesa, mentre Zerini ed Eric producevano rimbalzi e punti preziosi in attacco. Ma sul 20-28, quando si profilava ormai il possibile riaggancio, chissà perchè Bucchi toglieva dal campo Eric sostituendolo con James. Sarà stato un caso indecifrabile, ma il 15-0 di Reggio Emilia è ripartito proprio da quella sostituzione.
Bucchi ha chiesto tempo in sala stampa, probabilmente perchè gli saranno venute meno determinate certezze su alcuni giocatori. E probabilmente "ci vuole parlare sopra", come appunto egli fa durante i time-out. Sta di fatto che Brindisi ha subito una lezione dura e severa proprio nel momento in cui la squadra avrebbe dovuto dare delle certezze a tutto il proprio entourage. La pratica ultradecennale dello sport ci ha sempre insegnato che una partita sbagliata può capitare a chiunque, anche alle squadre più forti. Ora, però, l'Enel Brindisi ha l'immediata necessità di risollevarsi, al fine di restituire fiducia e tranquillità a tutto l'ambiente. Un buon bagno di umiltà servirà a tutti come ottimo rimedio per riportare tutto alla normalità di ogni giorno. Bucchi e i suoi giocatori hanno, per fortuna, l'occasione giusta, visto che mercoledì 13 giocheranno la prima partita della 2^ fase dell'EuroChallenge ricevendo in casa propria i kazaki dell'Astana, la squadra della capitale del Kazakistan.
Intanto, dopo le partite di stasera, alla fine del girone di andata, si conoscono già gli accoppiamenti per la fase iniziale delle Final Eight di Desio, che si disputeranno a febbraio. Brindisi affronterà Venezia, Milano vs. Avellino, Sassari vs. Cremona e Reggio Emilia vs. Trento.

3 commenti:

  1. Scusate... Adesso che le cose si fanno serie in campionato, direi che è ora che si affronti l'esperienza EuroChallenge per quello che vale.... le altre società (a parte Milano) hanno già deciso che la vicenda europea può anche concludersi qui... se proprio vogliamo andarci ad allenare in Kazakistan o in Bulgaria andiamoci pure, ma senza spendere un filo di energia in più...

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  2. Non credo che Brindisi rinuncerà a migliorare la propria classifica di campionato dopo la dura batosta subita da Reggio Emilia. Una rondine non fa primavera, in un senso o nell'altro. Così pure sono certo che la squadra continuerà a giocare su due fronti, perchè l'EuroChallenge è stato voluto fortemente dal presidente Marino e dagli altri soci.

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    1. Ma grande rispetto per le ambizioni societarie.... solo che Brindisi contro i reggiani ha impressionato. Da tremare i polsi ai tifosi. Reggio è una signora squadra. Ci sta perdere però il segnale è stato forte.
      Chi ha mai pensato che la società biancazzurra intende rinunciare a migliorare la propria classifica...? E proprio per questo si teme che l'EuroChallenge rischia di assorbire energie preziose che torneranno estremamente utili durante la fase decisiva degli auspicabili play-offs..

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