domenica 25 gennaio 2015

BRINDISI TORNA DA PESARO CON DUE PUNTI ASSAI PREZIOSI NEL CARNIERE

Marcus Denmon è stato una spina nel fianco della difesa pesarese

Questa di Pesaro era una partita che Brindisi doveva vincere necessariamente. E così è stato, per buona sorte della compagine bianco-azzurra (93-101). Coach Bucchi e i suoi giocatori sapevano bene che, se avessero perso, questo avrebbe significato allontanarsi dalle primissime posizioni della graduatoria di Lega A, con la più ovvia conseguenza che tutto l'ambiente sarebbe andato in tilt. Ma non è stata una partita facile. Tutt'altro, perchè Pesaro è stata sempre lì, a portata di mano, distanziata quasi sempre di una decina abbondante di punti, ma pronta ad azzannare l'avversario con quel LaQuinton Ross davvero mirabile, fantastico, capace di farsi carico da solo di sostenere la squadra. Del resto, basta andare a leggere il suo score, veramente eccellente, per capire quanto sia stato bravo questo appena 23enne rookye uscito quest'anno dal college di Ohio State: nei 38 minuti giocati ha messo a segno 37 punti, con 15/15 nei tiri liberi, 15 rimbalzi, per un bottino di 48 punti di valutazione complessiva. Non ci fosse stato lui a reggere la baracca, Pesaro sarebbe crollata senza scampo. A dargli una mano importante è stato il nuovo playmaker, appena arrivato in Italia, Chris Wright, autore di una buona prestazione complessiva. Per il resto, la squadra di coach Paolini ha veramente evidenziato una situazione difficilmente colmabile dal punto di vista tecnico, ma sempre viva e reattiva sul piano comportamentale.
Brindisi, invece, ha avuto il merito importante di non aver mai ceduto alle lusinghe del disimpegno, pur se è pure arrivata sul +22 al 15' di gioco portandosi sul punteggio di 19-41, sotto la spinta poderosa di Pullen e di Turner, che spaccavano in due la difesa avversaria con i tiri dalla media e lunga distanza. La vivacità e la determinazione di Pesaro hanno fatto assai bene all'Enel Brindisi, perchè l'hanno sempre tenuta sveglia, in allarme, costringendola a non distrarsi mai. Quando questo è pure accaduto in un paio di situazioni, specie nel finale di gara, quando Pesaro ha accentuato la pressione difensiva con una zone-press asfissiante, ci hanno pensato ora Pullen, ora James, ora Denmon, con alcune iniziative individuali, impedendo il riavvicinamento nel punteggio.
L'assenza di Mays per quasi tutta la partita, a causa del risentimento ad una caviglia, ha impedito a Brindisi di poter chiudere la gara prima del tempo, spostando i giochi sotto il canestro avversario. Così Bucchi ha dovuto ricorrere maggiormente al gioco perimetrale, che, per sua fortuna, grazie alla precisione di tiro dei tre esterni Pullen, Denmon e Turner (autori di 70 punti in tre), ha prodotto ottimi risultati in fase d'attacco. Il resto, poi, lo hanno fatto sotto canestro James, con i suoi 14 punti e 6 rimbalzi, e Zerini, che ha svettato in difesa con ben 9 carambole, mentre Bulleri e Harper hanno alternato assai bene le due guardie titolari con punti e buona regia. Eric è parso ancora un pesce fuor d'acqua alternando qualche buon intervento difensivo ad una condotta offensiva piuttosto carente.
Comunque, il gioco di squadra di Brindisi è risultato nettamente superiore a quello di Pesaro, che ha fatto affidamento soltanto sulle poche individualità di spicco per tener testa all'avversario.
Mercoledì prossimo, 28 gennaio, alle ore 20,45, l'Enel Brindisi ritornerà sul parquet del Pentassuglia contro la squadra rumena dell'Energia Targu Jiu. Domenica 1 febbraio, poi, sarà nuovamente impegnata in casa contro la Juve Caserta per la 2^ giornata del girone di ritorno.

3 commenti:

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  2. Beh.. che dire, sicuramente il risultato di Pesaro ci ha fatto riprendere confidenza con la vittoria, di cui cominciavamo a sentire un po' la mancanza... abbiamo del resto perso contro squadre del calibro di Milano e Reggio Emilia che hanno organico di prim'ordine o comunque di tutto riguardo... e sicuramente nella graduatoria delle favorite allo scudetto ci sono davanti. Ora, il mio piccolo grande cruccio è il seguente: ma noi, non eravamo la difesa arcigna, con mastini che ringhiavano pressando le difese avversarie.., con una media canestri subiti veramente rispettabile... e com'è che ci siamo fatti rifilare oltre novanta punti da Pesaro.... ? Se non è preoccupante sicuramente è un dato che ci deve far riflettere per correre ai ripari prima di subito.
    Se c'è qualcuno in squadra che sta cominciando a tirare i remi in barca e ha bisogno di essere rimotivato è un conto. Se però qualcuno ha deciso che non ha più voglia di remare il rischio è che si faccia lo stesso girone di ritorno dell'anno scorso, visto che non è che incontriamo sempre Pesaro, o Caserta... e mi sembra che da questo punto di vista abbiamo già dato. Ai signori atleti bisogna spiegare che in Italia il campionato si preferisce concluderlo a primavera inoltrata, quando si sente il caldo nei palazzi dello sport e si suda tutti insieme. Sugli spalti, davanti agli schermi come sui parquets... Il coach è un ottimo motivatore, il problema è capire se ci sia ricettività da parte dei diretti interessati.. è questa è l'auspicio migliore che si possa fare a tutta la squadra.... non so se è chiaro... valiamo almeno la quinta-sesta posizione...? Ebbene, per la quinta e per la sesta classificata alla fine della regular season c'è un over-time da giocare. E quell'over-time si chiama Play Offs.... e Brindisi se regge e riprende ad avere rabbia agonistica e fame sportiva quella coda di campionato la può andare tranquillamente a giocare. O no?!

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  3. Certo che se la può giocare! Ma Brindisi deve ritrovare quanto prima possibile quella che fino a un mese fa era la propria identità: cioè quella di una squadra dalla difesa impenetrabile e da un attacco che ha diverse bocche da fuoco da mandare a canestro. Il problema, a mio avviso, dipenderà dallo stato di salute di Mays, un giocatore troppo importante per l'economia di tutta la squadra. Eric è un buon sostituto, ma limitatamente alla difesa. Attacco, zero per lui! Se Brindisi non avrà problemi di salute, ritengo che sia in grado di arrivare anche tra i primi cinque.

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