lunedì 10 novembre 2014

VENEZIA SBANCA IL PENTASSUGLIA, MA BRINDISI ASPETTA IL RITORNO DI MAYS E SIMMONS PER RESTARE TRA LE GRANDI DELLA LEGA A

Andrea Zerini in lay-up contro Venezia
Per Brindisi questa partita con Venezia è arrivata nel momento sbagliato. Si è visto ampiamente che i valori delle due squadre sono identici, di assoluto spessore tecnico e caratteriale, ma non si può regalare all’avversario il pivot, cioè il giocatore più importante e decisivo della squadra, senza averne un contraccolpo determinante, come in realtà è accaduto. Questa stessa partita, se giocata fra due-tre settimane, avrebbe avuto certamente un esito assai diverso da quello indicato dal campo di gioco. Contro una squadra come Brindisi, priva di peso sostanziale nel pitturato e costretta a giocare poggiando la manovra quasi sempre sugli esterni, Venezia è partita che sembrava “l’invincible armada”, la flotta di quei galeoni spagnoli che facevano sfoggio di cannoni e di colubrine ricche di una potenza di fuoco continua e devastante. Infatti, sotto i colpi micidiali di Ress e di Goss, la Reyer è partita con grande determinazione arrivando al +11 già al 6° minuto (10-21), mentre Brindisi non riusciva ad entrare in partita e boccheggiava sotto la spinta morbida e inconsistente di Henry, un play limitato nella conduzione della squadra e neppure tanto determinato ad assumere iniziative individuali contro la zona di coach Recalcati.
E così le due squadre hanno veleggiato  per tutto il primo tempo, con Venezia davanti costantemente di 10-12 punti - col massimo vantaggio di 13 punti (14-27) ad inizio del 2° quarto -  e Brindisi che arrancava con grande difficoltà, incapace di far arrivare la manovra nell’area dei 3”, ma pure bloccata dai raddoppi continui della difesa veneta nei confronti degli esterni brindisini. 
La svolta è arrivata finalmente nella ripresa, quando Bucchi ha deciso di affidare il gioco nelle mani sapienti di Bulleri alternato ad Harper. Grazie ad una difesa aggressiva e ad un attacco più razionale, il pallone arrivava più spesso nelle mani di Ivanov e di Zerini, che si son fatti sentire sotto le plance e il divario di punti tra le due squadre si riduceva  progressivamente fino al 46-47 del 3° quarto con le due triple incendiarie di Turner e di Denmon. Ma Venezia riesciva ugualmente a resistere fino a chiudere la terza frazione avanti di otto lunghezze. 
La partita si è fatta bellissima e spettacolare nell’ultimo quarto, grazie alla crescita decisa di Denmon e di Harper, che esaltavano la platea con canestri entusiasmanti. Brindisi trovava il suo primo vantaggio nella partita sul 62-61, con Ivanov che colpiva da sotto misura e il pubblico impazziva di gioia, ma quel gran campione di Goss s’inventava un tiro da tre punti da nove metri che tarpava ancora una volta le ali dell’entusiasmo a 2’ dalla fine, riportando Venezia avanti di tre punti sul 64-67. Il contropiede sbagliato da Denmon, poi, a 90” dalla fine chiudeva praticamente la gara, con Venezia che resisteva al ritorno di Brindisi e sanciva il finale sul 74-81. Poteva anche finir meglio questa partita, nonostante tutto, ma Brindisi è parsa troppo sottomessa nel primo tempo, giocando a sprazzi e mai trovando la giusta continuità d’azione. Nella ripresa, però, si sono viste per intero le potenzialità di questa squadra, che potrà migliorare nettamente con l’arrivo di Cedric Simmons, il pivot che sostituirà per il momento l’infortunato Mays. Già mercoledì 12 novembre, Bucchi lo getterà nella mischia nella partita interna di Eurochallenge contro gli svedesi del Sodertalie Kings per vedere in quali condizioni fisiche Simmons si trovi. Insomma, la società ha deciso di compiere un altro grosso sacrificio per aggiustare una situazione che rischiava di compromettere l’immediato futuro e le ambizioni di questa Enel Brindisi che vuol continuare a respirare aria di alta classifica restando stabilmente nel club delle “grandi” di Lega A.




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