martedì 21 ottobre 2014

MASSIMO FERRARESE LASCIA LA "SUA" SOCIETA' TRA IL RIMPIANTO DEI TIFOSI BRINDISINI

Massimo Ferrarese nel periodo del suo più alto splendore, la promozione di Brindisi in serie A di basket

La notizia dell'abbandono di Massimo Ferrarese mi ha lasciato davvero basito e addolorato, soprattutto perchè non me l'aspettavo, non ce l'aspettavamo, non avremmo mai voluto che "il presidente" se ne andasse dalla nostra squadra, la sua squadra, la sua creatura, quella che lui ha plasmato anno dopo anno, portandola sempre più in alto, un passo dietro l'altro, fino a raggiungere l'Olimpo del basket italiano. Perchè andarsene così, Massimo, senza darci neppure il tempo di parlarci sopra, come fanno i coaches durante i time-out con i propri giocatori? Non entro nel merito di questo abbandono, perchè non conosco i fatti e anche perchè non vivo più tanto da vicino la realtà societaria, per motivi che non sto qui a menzionare. Massimo non doveva andarsene, non può andarsene così, perchè lui da dieci anni a questa parte è stato la "New Basket Brindisi", è ancora oggi la pallacanestro brindisina, prima da solo - e ha fatto tantissimo, tanto quanto aveva compiuto l'altro grandissimo benemerito, Mario Scotto - e poi insieme ai suoi splendidi amici, prima portando  e poi confermando Brindisi ai livelli più alti della pallacanestro italiana.
Sono rimasto perplesso e addolorato dopo aver appreso mezzora fa la notizia da Agenda di Celeste, quasi come rimasi, incapace di controbattere, dopo aver visto sparire dalla scena del Pala Pentassuglia le gigantografie dello stesso Elio e di Claudio Malagoli, i nostri due totem, i portacolori più belli e più importanti che il basket brindisino ricordi. Me lo chiedevo già due anni fa, quando qualche "scienziato" che non conosco decise apoditticamente di toglierli di mezzo. A maggior ragione me lo chiedo adesso, che non avremo più Massimo Ferrarese tra i soci attivi e tra i "patres conscripti" di questa nostra tanto amata squadra. 
Perchè Brindisi tratta le figure più importanti della propria storia, passata e attuale, come quelle pagine di un libro letto e riletto, che comincia a perdere, una dopo l'altra, le sue pagine più belle, senza riportarle al posto che la storia e l'affetto dei propri concittadini aveva loro riconosciuto?

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