lunedì 27 ottobre 2014

BRINDISI PARTE MALE SENZA MAYS, MA POI SI RIPRENDE BENE DAVANTI A UN SASSARI COMUNQUE IMBATTIBILE

Nella foto di Luigi Canu il gran bel duello tra il sardo Logan e il brindisino Denmon

Esce tra gli applausi del Pala Serradimigni l'Enel Basket Brindisi, dopo aver disputato una gran partita e aver tenuto testa fino agli ultimi secondi di gara ad una Dinamo Sassari forte e ambiziosa (87-78), costruita per contrastare a Milano il titolo di campione d'Italia. La squadra di Bucchi ha dovuto fare a meno del suo uomo più forte e carismatico, quel Mays che nelle prime due partite si era presentato con tutti i crismi del gran pivot che può rendere forte e completa una squadra già solida come Brindisi. Ci fosse stato lui in campo, è probabile che sarebbe stata tutta un'altra storia, perchè a Brindisi è venuto a mancare proprio il gioco interno, quello che ti consente di vincere le partite. Nè James, nè Zerini, che pure hanno fornito una prova eccellente, sono stati in grado di sostituirsi al pivottone infortunato, nè tanto meno ha potuto farlo il deludente Ivanov, apparso ancora in evidenti difficoltà rispetto agli altri compagni di squadra, rivelatisi tutti quanti - chi più, chi meno - in buone condizioni di forma. Ricordiamo il pivot bulgaro come buon giocatore sotto i canestri, sia quando è stato a Varese che nei tre anni di Montegranaro. Probabilmente la sua struttura fisica gli sta creando più di qualche difficoltà per entrare nella forma a lui più congeniale.
Eppure, il primo quarto di Brindisi è stato disastroso, se non proprio allucinante, con Sassari che sembrava uno schiacciasassi irrefrenabile, condotta da un Logan stratosferico (20 punti nei dieci minuti iniziali) e infallibile. Basti pensare che al 7' di gioco Sassari era avanti per 21-3 e Brindisi era in chiara crisi esistenziale. Bucchi le ha tentate tutte, variando i quintetti, ma non c'era proprio rimedio alcuno per ridare vigore alla squadra. Al fischio della prima sirena, Brindisi era sotto di 19 punti (28-9), ma il bello doveva ancora venire, perchè il basket non per niente è lo sport nel quale tutto è possibile. Infatti, con un parzialone di 27-14, Brindisi si è riportata in linea di galleggiamento arrivando al -6 (42-36), trascinata dal tris dei piccoli Henry-Denmon-Harper, che hanno compiuto mirabilie  fino allo scoccare del 20' di gioco. Nella ripresa, poi, si è giocato praticamente ad armi pari, ma Sassari ha avuto la lucidità di tenere il muso sempre davanti, sorretta non più dal solo Logan, ma dall'intera squadra, nella quale comunque ha brillato la stella di Jerome Dyson. Brindisi è arrivata fino al -3 (42-39) ad inizio di 3° quarto, ma non ce l'ha fatta più, sia perchè ha pagato il grandissimo sforzo del 2° quarto, sia perchè Sassari non ha sbagliato più nulla.
In definitiva, Bucchi e i tifosi brindisini possono pure ritenersi soddisfatti della prestazione complessiva della squadra, che ha dimostrato di potersela vedere con chiunque in questo campionato. Turner sta crescendo di partita in partita, Denmon ha fatto vedere finalmente le sue buone qualità di tiratore puro, Harper ed Henry hanno compiuto un bel passo in avanti in fase di regia e di presenza in campo. E sabato si tornerà in campo nuovamente, perchè il calendario ha previsto l'anticipo con l'Aquila Trento per essere vista con lo streaming di Gazzetta.it. Attenzione, però, a questa squadra neo-promossa, perchè si è permessa di battere in casa propria niente di meno che Cantù.

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