domenica 21 settembre 2014

L'ENEL BRINDISI TIRA FUORI LA GRINTA E SUPERA NETTAMENTE L'ETERNA RIVALE SASSARI NEL MEMORIAL PENTASSUGLIA

Il pivot James Mays schiaccia prepotentemente a canestro

Per la quarta volta consecutiva l'Enel Basket Brindisi si è aggiudicata la coppa del "Memorial Elio Pentassuglia"- BMW Cup. E anche questa volta in finale se l'è vista con l'eterna rivale Banco di Sardegna Sassari, superandola abbastanza nettamente (72-60) in un confronto sempre aperto e combattuto. Brindisi era appena alla sua quarta partita di preparazione, mentre Sassari aveva già nelle gambe una decina di uscite. Il lavoro di Piero Bucchi e dei suoi collaboratori si è cominciato già a vedere in modo evidente, soprattutto nella versione difensiva, che resta sempre la migliore specialità del tecnico bolognese di Brindisi. Far segnare appena 60 punti ad una squadra a forte proiezione offensiva come il Sassari di Meo Sacchetti non è davvero cosa di poco conto. Come poi ha dichiarato a fine partita, nascondendo a stento la propria soddisfazione, Bucchi si è detto felice soprattutto per l'aspetto difensivo della gara dei propri uomini, lui che è sempre stato buon sostenitore della tesi che il miglior attacco deve partire sempre dalla difesa. Infatti, con una partenza prepotente in difesa, la squadra brindisina ha imposto il proprio gioco agli avversari, tramutando in ottimi canestri in contropiede e in transizione i palloni sottratti agli avversari.
Ma è stato dalla ripresa in poi che Brindisi ha messo sotto la Dinamo Sassari, pur se ha sciupato molto in attacco con una forte perdita di palloni e con attacchi spesso approssimativi. Comunque, per essere appena alla quarta partita di preparazione e, per di più, avendo contro un avversario di grande sostanza, ci pare che sia già tanto quello che l'Enel Brindisi ha fatto vedere sul proprio campo ai propri tifosi.
Non va, poi, dimenticato affatto che Brindisi è ancora senza la sua "ala piccola" americana ed è ancora privo del suo capitano Bulleri, il cui recupero dall'operazione al ginocchio procede più che speditamente, tanto che il suo rientro in squadra è previsto entro un paio di settimane.
Intanto, però, dei nuovi giocatori si sono potute apprezzare le buone individualità della guardia Marcus Denmon e del pivot James Mays, che hanno messo in bella mostra le proprie caratteristiche tecniche e caratteriali, mentre si è visto da lontano che il pivot bulgaro Ivanov è ancora a corto di preparazione, pur facendo già risaltare la sua buona qualità sia nel gioco interno che in quello perimetrale mettendo in bella mostra anche un buon tiro da tre punti. Qualità, questa, fatta vedere per altro anche da Delroy James e da Andrea Zerini, che hanno confermato di essere sempre le colonne della squadra, due giocatori dei quali Bucchi non può proprio fare a meno.
Gli statunitensi Henry, Harper, Ayers e l'italiano Cournooh sono andati un po' a corrente alternata e hanno ancora bisogno di lavorare prima di poterli giudicare compiutamente.

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