mercoledì 14 maggio 2014

STORIA DELLA PALLACANESTRO BRINDISINA DAL DOPOGUERRA FINO AL FENOMENO NEW BASKET BRINDISI

Palestra Galiano, gioca la Libertas di Elio Pentassuglia, ripreso nella foto al centro della lunetta

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa bella ed interessante inchiesta di Piero Andrioli, un brindisino che ama come pochi il basket della propria città. Piero è andato a spulciare con certosina attenzione tanti aspetti  reconditi, sfuggiti ai più, degli albori della pallacanestro brindisina, quando si giocava ancora all’aperto, spesso anche sotto le intemperie, e con la “pallonessa” al posto dei palloni perfettamente rimbalzanti in uso ai giorni nostri. Speriamo che questo bel lavoro compiuto da Andrioli in più puntate incontri il favore dei nostri lettori.


di Piero ANDRIOLI

Premetto che in questo momento splendente della New Basket Brindisi targata Enel, culminato con la meravigliosa qualificazione ai playoff per lo scudetto con il 5° posto, ho ritenuto opportuno proporre agli appassionati brindisini un panorama completo dei primi passi compiuti dalle società brindisine di basket durante e subito dopo il periodo bellico della 2^ guerra mondiale. Grazie agli archivi online della Gazzetta del Mezzogiorno, del Corriere dello Sport e della Gazzetta del Sud, ho potuto ricostruire dal punto di vista storico e statistico tutte le stagioni delle squadre brindisine impegnate nei vari campionati nazionali e regionali dal dopoguerra ad oggi, con risultati, classifiche e formazioni.
Un doveroso grazie rivolgo a Pompeo Barbiero, che mi ha offerto i suoi spazi per pubblicare questo scritto e un ringraziamento anche a Marco Salonna che ha collaborato con me per quanto riguarda gli anni che vanno dal 1980 fino all'avvento della New Basket Brindisi.  Altra fonte di ispirazione è stato il bellissimo libro di Daniele Poto “Brindisi Basket:  Il romanzo di cinquant'anni di passione”, che invito tutti a leggere (lo trovate nella biblioteca provinciale).

1. Dal dopoguerra fino ai primi palleggi di Elio Pentassuglia.

Nei primi tempi degli anni ‘40,  per molti brindisini sconosciuti,  inizia a muovere i primi passi la Libertas Brindisi. I gruppi sportivi Libertas furono fortemente voluti  in tutta Italia dalla Democrazia Cristiana, non solo per fini sociali e ricreativi ma anche per fini propagandistici e politici. Insomma, anche allora valeva il connubio politica e sport, tanto in voga oggi. Qualche anno dopo, sulla stessa spinta motivazionale, nacque l'ASSI Brindisi, di stampo socialista, che per molti decenni divise i tifosi brindisini in una splendida rivalità sportiva e politica con la Libertas. Per completare, poi, l'arco politico-ideologico nazionale, c'erano pure le squadre targate Fiamma, di orientamento di destra. Non si può negare, d'altronde, il fondamentale supporto che diedero queste iniziative allo sviluppo dello sport nell'Italia della ricostruzione e negli ideali e nelle speranze delle nuove generazioni postbelliche.

Non si scandalizzino i lettori per i punteggi veramente bassi rispetto a quelli odierni. Basti pensare soltanto che, in quell’epoca, si giocava all'aperto, spesso in pieno inverno, col vento e con la pioggia, su campi in terra battuta pieni di buche e con palloni da basket soggetti a rimbalzi non proprio regolari. I giocatori della Libertas giocavano sullo scivoloso campo della Galiano, la palestra comunale diventata la casa della Libertas Brindisi fino al 1961, anno in cui fu costruito il Palazzetto di Via Ruta.

Nel 1945-46, la Libertas Brindisi partecipò alla seconda edizione della Coppa FIP, che allora valeva  come torneo regionale di qualificazione al primo campionato nazionale ufficiale di pallacanestro organizzato dalla FIP dopo l'interruzione bellica. La FIP di allora, con poco più di 4000 tesserati e circa 350 squadre affiliate, pensò bene di organizzare il massimo campionato nazionale di pallacanestro non a girone unico, ma in tanti campionati regionali, sia perchè non era possibile determinare a priori quale squadra fosse da serie A e quali da serie inferiore, sia per gli elevati costi di viaggio, ma soprattutto perchè le vie di comunicazione erano in pessime condizioni disastrate per effetto della guerra.

Il caso volle che l'esordio della Libertas Brindisi nella pallacanestro regionale avvenisse contro i “cugini” dell'Ostuni e non fu un battesimo piacevole: fu sconfitta infatti dal Fronte Unico Ostuni per 21 a 11. La Libertas Brindisi riuscì comunque a qualificarsi per le finali insieme al CUS Bari, al CRAL Tosi Taranto e all'Aeroporto di Taranto. Queste ultime due riuscirono a qualificarsi per le fasi successive del campionato, che alla fine vide la Virtus Bologna prevalere sulla Reyer Venezia per 35-31 e vincere così il primo scudetto della sua gloriosa storia. La prima formazione della Libertas Brindisi era cosi composta: Conzales, De Flamminiis, Grion, De Leonardis, Farinola, Fellini e Luigilo.

Nella stagione 1946-47, la Libertas Brindisi partecipò al campionato di 1^ Divisione Pugliese, con un bilancio di 3V e 3P, ma non riuscì a qualificarsi per le finali regionali: fatale fu  l'ultima sconfitta per 32-30 contro la Libertas Toritto. In Serie A, la presenza pugliese era garantita dal Cus Bari e dal Cral Tosi Taranto. Il Cus Bari arriverà fino alle semifinali interzona (le prime dodici squadre d'Italia) e la Virtus Bologna vincerà il suo secondo scudetto consecutivo, riuscendo a pareggiare (il pareggio era ammesso) nel match decisivo con la Ginnastica Triestina (1) . Il Brindisi Calcio partecipa al campionato di Serie B nel girone C e conclude il campionato a centro classifica.

Nella stagione 1947-48, la Libertas Brindisi non si iscrisse al campionato di 1^ Divisione, che nel frattempo era diventato il 3° livello dei campionati di pallacanestro, in quanto la Serie B disputava il primo campionato della sua storia. Il gonfalone brindisino è però garantito dalla squadra del Dopolavoro Ferroviario Brindisi. Per maggiore chiarezza,  in quel tempo, oltre a quella dei partiti politici, la spinta verso la creazione di nuove società e strutture sportive proveniva dai centri ricreativi delle società pubbliche (Ferrovie, Poste e Telegrafi), dei corpi militari (Marina, Aeronautica) e di qualche grossa azienda privata (Tosi, Pirelli, Italcable). Non fu una stagione fortunata per i Ferrovieri Brindisini, che chiusero la stagione senza vittorie. Leonessa, Caprarulo, Varisco, Sardelli, Gatti e gli ex Libertas Farinola e Fellini facevano parte di questa formazione. Intanto, la Virtus Bologna vinceva il suo 3° scudetto consecutivo sconfiggendo nell'incontro decisivo la Ginnastica Roma per 39-26, mentre gli universitari baresi del CUSAB, ultimi nel proprio girone, furono retrocessi in Serie B, cosi come retrocesse il Brindisi Calcio in Serie C.

Ritroviamo la Libertas Brindisi nella stagione 1948-49, quando partecipa al 1° campionato di Serie C.  
I tesserati e le squadre di pallacanestro si vanno diffondendo sempre più in Italia e, dopo aver promosso a serie nazionale la Serie B, la FIP crea una serie a livello regionale, la serie C appunto, terzo livello della pallacanestro italiana. La Libertas ritrova il CUS Bari che, retrocesso dalla Serie A, non si era iscritto al campionato di Serie B, mentre vince il campionato pugliese la Cestistica Taranto. La Libertas Brindisi chiude il campionato al penultimo posto con 2V e 6P: le uniche vittorie le consegue a discapito della Polisportiva Lecce (26-23 in casa e 18-26 in trasferta).

Nella formazione di quella stagione, per la prima volta, compaiono i fratelli Trabacca, di ritorno da Alessandria D'Egitto, dove avevano appreso i fondamentali del basket da Nello Paratore, che sarà poi il coach della nazionale azzurra degli anni 60. C'erano, poi, Nadovezza, i rientranti Farinola e Fellini, gli ex ferrovieri Sardelli, Caprarulo e Varisco. A livello nazionale, la Virtus Bologna fa poker e  vince il suo quarto scudetto consecutivo nel primo campionato a girone unico del dopoguerra, mentre la Puglia non ha rappresentanti nei campionati a livello nazionale.

La stagione successiva (1949-50) non fu più fortunata, perché la Libertas Brindisi terminò all'ultimo posto del girone B della Serie C, con 1V e 5 P:  i ragazzi guidati da Carbone ottennero l'unica vittoria contro il Vasco Monopoli per 39-30. La formazione di quella stagione era composta da Nadovezza, Trabacca, Sierra, Sardelli, Doymi, Superina, Gatti, Corbella, Scarimbolo, Farinola, Fellini, Francioso, Arcieri. 
Nella stagione 1950-51, in serie C, la Libertas Brindisi non prese parte al campionato e venne sostituita da ben due società brindisine: la Brindisi Sport e l'ASSI Brindisi. I giocatori ex-Libertas si divisero nelle due società. Nella Brindisi Sport vi erano Trabacca, Sardelli, Farinola, Sierra, Francioso, Scarimbolo, oltre a Travaglini, Salerno, Cannalire e Aiello; nella neonata ASSI (acronimo che sta per Associazione Sportiva Socialisti Italiani), invece, Nadovezza, Doymi, Superina, oltre a Salvemini, Roman, Micella, Amoruso, Poto, Pesce, De Pace e Miglietta.  Le due formazioni brindisine, giovani ed inesperte, terminarono il campionato nelle ultime due posizioni, con una vittoria per parte nei primi derbies della storia cestistica brindisina: all'andata prevalse la Brindisi Sport per 29-21, al ritorno vinse  l'Assi per 29-26. Il titolo di campione regionale fu vinto dalla Cestistica Taranto targata INA, che fu promossa in Serie B arrivando alle finali nazionali. A livello di massimo campionato nazionale, dopo l'interruzione bellica e il poker virtussino, ritornò a primeggiare l'Olimpia Milano di Rubini, Romanutti e Sandro Gamba.

La stagione 1951-52 è la prima in cui compare il nome di Elio Pentassuglia nei ranghi della Libertas Brindisi. Inizia con questa stagione un percorso per certi versi esaltante, costellato di successi ma anche di atroci delusioni della pallacanestro brindisina. Il nome di Brindisi e della Libertas si affermerà a livello nazionale e verranno piantati i semi della passione per questo splendido sport nei cuori della “gens” brindisina. Ma questo sarà oggetto di racconto della prossima puntata.

Note:
(1)          Trieste nel dopoguerra e per molti anni è stata la punta di diamante del movimento cestistico nazionale. Pensate che la sola città di Trieste nel 1950 aveva ben 64 squadre iscritte alla FIP e il 20% dei tesserati nazionali proveniva da Trieste.
(2)          Risultati, classifiche e formazioni fonti: Wikipedia, Gazzetta del Mezzogiorno e Corriere dello Sport.

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