lunedì 24 marzo 2014

ALL' ENEL BRINDISI MANCA SOLTANTO UN PIVOT PER FIGURARE DEGNAMENTE NEI PLAY-OFF

David Chiotti cerca di superare la difesa di Siena

E' bastata una prestazione sotto tono dell'Enel Basket Brindisi, andata ad incastrarsi incredibilmente con una prestazione decisamente sopra le righe di una Granarolo Bologna mai vista prima in trasferta, per sancire una nuova sconfitta casalinga - la seconda di questo campionato - della squadra di Piero Bucchi. Brindisi ha giocato davvero male per 35', senza alcun costrutto, esibendo una manovra disordinata nelle due parti del campo. Di solito, anche quando in attacco non ci prendeva, riusciva comunque a quadrare il cerchio con una prestazione eccellente in difesa che bastava per equilibrare le stonature offensive. Bene o male, poi, era sempre riuscita a trovare il bandolo della matassa grazie alle buone individualità di cui può giovarsi. Questa volta, però, alla stessa stregua di quanto accadde con Montegranaro, Bucchi non è riuscito a trovare il salvatore della patria brindisina che tirasse fuori la squadra da ogni impiccio. Quante volte, ora Dyson, ora James, talvolta Lewis, più spesso Campbell, erano sempre stati capaci di raddrizzare la rotta della navicella e portare comunque i due punti a casa.
Contro Bologna, invece, la nave è colata a picco irrimediabilmente, abbandonata da tutti, un po' per la bravura degli avversari, molto perchè ha prevalso il disordine e la voglia sfrenata di concludere prescindendo dal gioco di squadra e dalla solidità difensiva. Nei 5' finali, trascinata ancora una volta dal suo pubblico travolgente, Brindisi era pure stata capace di un'impennata d'orgoglio rimontando mirabilmente dal -18 (48-66) del 32' e portandosi fino al 64-68 a 2' dal termine, ma la buona sorte questa volta le ha girato le spalle, perchè Snaer ha fallito prima una facile "palombella" da due metri e poi due triple aperte dall'angolo che di solito riesce a metter dentro.
Insomma, per Brindisi è venuta fuori una brutta e pericolosa battuta d'arresto, per altro nel momento meno indicato, proprio quando la classifica va definitivamente assestandosi e deciderà le posizioni migliori da qui fino al termine della regular season, alla quale mancano soltanto sei partite. E Brindisi ha un calendario davvero terribile da sostenere, visto che giocherà due sole volte in casa (Avellino e Pesaro) contro le quattro durissime trasferte che l'attendono (Pistoia, Montegranaro, Siena, Sassari). 
E forse questa dura lezione non è avvenuta a caso, perchè potrà servire allo scopo di far decidere la dirigenza tecnica della squadra a prendere una decisione definitiva sulle scelte da compiere in vista dei playoff. Bologna ha imposto una nettissima superiorità  fisica ed atletica con i suoi Jordan, King ed Ebi, che hanno fatto il bello e il cattivo tempo nelle due aree spazzando via non solo il peggior Chiotti che si sia visto, ma pure i più che meritevoli James, Zerini e Todic, che finora avevano tirato la carretta con risultati davvero eccellenti. Questa Brindisi non ha bisogno di un'altra guardia, ma ha estrema necessità di un pivot vero, di un intimidatore d'area, che sappia pure far male alle difese avversarie. Gli ultimi che avevamo visto negli anni precedenti si chiamavano Dejan Borovniak e Cedric Simmons e li ricordiamo ancora con tanta nostalgia, quando andavano a concludere il p&r con l'eleganza di Boro o con la prepotenza di Cedric, sui magici suggerimenti rispettivamente di Renfroe e di Reynolds, facendo impazzire d'entusiasmo e di passione i nostri meravigliosi tifosi.
Stando a quanto se ne diceva ieri sera nel Pentassuglia, pare possibile che Giuliani stia già per concludere l'ingaggio di un centro di buon valore e che lo porti a Brindisi già nel corso di questa settimana, augurandoci che il prescelto possa ripetere nell'area colorata le grandissime prodezze compiute due anni fa da Jonathan Gibson fuori e dentro il perimetro, che valsero la promozione di Brindisi in Lega A.

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