mercoledì 5 marzo 2014

A QUESTA SPLENDIDA BRINDISI MANCA SOLTANTO UN SIMMONS PER COMPIERE UN ALTRO MIRACOLO

Cedric Simmons schiaccia contro Siena

Domenica sera, abbiamo assistito a un grande spettacolo di partita tra l’Enel Brindisi e il "fantasma" del bel Varese che spesso ho visto giocare come dio comanda quando si chiamava ancora Ignis, Di Varese o  Mobilgirgi o quando andammo a vederla contro la nostra Bartolini Brindisi sul neutro di Napoli, allenata da big Elio Pentassuglia. Tornando a casa, mi veniva facile pensare che le indubbie difficoltà di Varese sono state accentuate a dismisura dalla grande prestazione di Brindisi, che sta dimostrando di crescere sempre di più di partita in partita, specie quando si esibisce tra le mura amiche del Pentassuglia. Ma lasciamo da parte i demeriti di Varese e concentriamoci sulla squadra di Bucchi. Nella 2^ e 4^ frazione di gioco, Brindisi è parsa un orologio perfetto, sia quando a dirigerla c'è stato il solito, fantastico e funambolico Dyson, sia quando a tenere la bacchetta in mano - e Bucchi lo ha tenuto in campo per molti minuti nel finale - c'era la "new entry" Josh Jackson, che ci è parso subito sveglio e pronto a entrare nei giochi e nella mentalità della squadra al suo primo apparire in maglia bianco-azzurra.
A parte il ruolo del play, tutto sommato, ben coperto da Dyson e Jackson, abbiamo visto un gioco assai fluido anche da parte degli altri  esterni, con un Lewis più deciso e fertile di iniziative, con Snaer che ha giocato assai per la squadra in difesa, senza forzare in attacco, con un Campbell sempre concentrato che potrà dedicarsi maggiormente alle scorribande offensive senza più avere problemi di regia. Non parliamo, poi, di quanto ci ha fatto godere James, immenso, scattante e produttivo come mai avevamo visto in precedenza. Delroy ha fatto ammattire sul campo Clark e De Nicolao, che non sapevano più a quale santo votarsi, tanto meno coach Bizzozi, che lo avrà benedetto chissà quante volte nel corso dei 40' di gioco. "Ma chi me lo ha mandato questo qua? E proprio alla mia prima partita da head-coach mi doveva capitare!", avrà pensato il poveraccio. Andrea Zerini, poi, sembra un altro giocatore da quando Pianigiani lo ha chiamato nella nazionale sperimentale azzurra e si è messo nelle capaci mani di Piero Bucchi e dei suoi angeli custodi Michelutti e Sist, che lo stanno girando e rigirando in tutti i modi per opporlo validamente ai pivottoni avversari. A giudicare dai risultati, a Zero basterà continuare su questa falsariga per vederlo ormai a tempo pieno in quintetto base. Che dire, poi, di Todic, che ormai si è abituato a fare le pentole insieme ai coperchi, inventandosi in campo un ruolo tutto suo, che è a metà strada tra i numeri 4 e 5, ma che poi alla fine della partita fa quadrare sempre i conti a coach Bucchi, che continua a non credere ai miracoli che lui e i suoi ragazzi settimanalmente compiono su tutti i campi della Lega A.
Quando, però, arriviamo alla voce-pivot o centro che dir si voglia, ti viene il magone. Ma proprio quest'anno, nel quale quel gran giemme del Giuliani le ha azzeccate proprio tutte, è possibile che doveva toppare nel ruolo più decisivo e importante della squadra? Due anni fa ci portò quel Borovnjak dalle mani fatate che ci ha regalato la Lega A, poi ci ha messo qualcosa di suo anche nell'arrivo a Brindisi di quel carrarmato di Simmons. La sfiga più nera, invece, lo ha fatto incontrare con il fantasma di Akingbala e con quel gran ballerino di Aminu, buon giocatore, ma poco adatto per le dure battaglie contro i pivot americani. Ma pensate un po' - mi veniva facile ragionare più da tifoso che da critico di basket - cosa avrebbe potuto fare il Brindisi di quest'anno se al centro del suo attacco o della sua difesa avesse avuto il Cedric Simmons dello scorso campionato? Sì, proprio lui, che ogni pallone caduto nelle sue mani lo trasformava in bombe incendiarie da schiacciare nel canestro e che assicurava alla squadra il 65% nel tiro da sotto invece del misero bottino del pivot attuale. Ma chissà - alla fine mi son detto, ragionando sempre da tifoso - potrebbe pure accadere che la ruota giri per il verso giusto e che, come regalo per la qualificazione ai play-off, la società compia il prodigio di riportarcelo a Brindisi, quel gran bisonte di Simmons! A volte tornano, no?

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