lunedì 27 gennaio 2014

L’ENEL BRINDISI PIU’ CHE UN FENOMENO STA DIVENTANDO UNA REALTA’ PERSISTENTE

L'esultanza della squadra dopo aver battuto l'Acea Roma

Erano più di 32 anni che Brindisi non riusciva a vincere una partita con Roma, esattamente dal 30 settembre del 1981. La Bartolini Brindisi di Rudy D’Amico superò in casa il Banco Roma di coach Di Fonso e di Castellano, Gilardi e Polesello per 88-82, con grandi prestazioni di Malagoli e Howard. Da allora c’erano state soltanto sconfitte, talune anche pesanti, come quella di quattro anni fa, nella gara d’esordio al PalaEur, davanti a 3000 tifosi brindisini entusiasti per il ritorno in serie A a distanza di trent’anni. E fu una disfatta, perché Roma rifilò un bel trentello al Brindisi di Giovanni Perdichizzi, assai timido ed emozionato.
Ieri sera, finalmente, si è avuta l’inversione di tendenza, attesa da tutti ma pure da tutti temuta, visto che la Roma di Luca Dalmonte nel girone di andata aveva vinto 6/8 volte fuori dal proprio palasport. Sul campo, Roma stava mantenendo le peggiori previsioni, con un inizio favorevole, confermandosi squadra  rognosa e tignosa, che ti fa giocar male con quella difesa asfissiante, appiccicaticcia e sempre con le mani addosso.
Ma il Brindisi di Bucchi questa volta sapeva bene come fare per creare problemi a questa squadra. Infatti, passata la buriana dei primi 20’, nei quali aveva sprecato diverse occasioni favorevoli, Dyson e compagni sono usciti dallo spogliatoio con le orecchie piene dei suggerimenti di coach Bucchi, che voleva una migliore circolazione di palla e una manovra aggirante che prevedesse anche il gioco interno per Todic, spesso liberato dai compagni sotto canestro. Da quel momento in poi ha avuto inizio un’altra partita, perché Roma ha dovuto faticare moltissimo per tenere a bada cinque giocatori, tutti in grado di far canestro e di imporre l’uno vs. uno all’avversario. Così, dopo aver chiuso il 3° tempo in vantaggio per 48-42, Brindisi è poi esplosa nell’ultima frazione con una difesa eccellente sugli esterni Goss, Moraschini e Baron, ridotti a dover passar palla o ad effettuare tiri fuori ritmo, e con un attacco capace di mettere a segno ben 24 punti lasciandosi dietro Rona non solo nel punteggio (72-62), ma pure nel computo della differenza-canestri che ora parla in suo favore in caso di arrivo a parità di punteggio per il calcolo della classifica avulsa al termine della regular season.
E’ nata così finalmente questa nuova vittoria, la 12^ di questo campionato, con l’Enel Basket Brindisi – marcata pure con il nome del nuovo sponsor “KIA Motors” sulla maglia – sugli scudi per aver confermato nuovamente il 1° posto nella classifica generale ai danni dell’Acea Roma, al fianco di Cantù e, probabilmente, anche di Milano, che giocherà nel posticipo di questa sera contro Varese.
Questa vittoria ha avuto tanti padri, perché cercata ed agognata da tutto questo gruppo di giocatori, che volevano far dimenticare subito ai propri tifosi la disfatta di Milano, fatta passare così per un semplice passo falso senza conseguenze. I vari Campbell, Todic, James, Dyson, con l’aggiunta del “pelato” Snaer, ci hanno messo tutto l’impegno e la forza che questo gruppo di lavoro è riuscito a creare insieme al tecnico ed alla società costruendo una realtà interessante, giovane e ambiziosa, che comincia a piacere anche ai non brindisini attirandosi per di più le simpatie e i favori di nuovi imprenditori, come appunto si è verificato con il recente ingresso del gruppo “KIA Motors”.
Ci vien da sorridere se pensiamo che le potenzialità di questa squadra non conoscono ancora limiti precisi, perché lo stesso Bucchi continua a dire che non sa ancora qual è la sua precisa identità. E’ certo, però, che, come ha pure dichiarato sportivamente coach Dalmonte in sala stampa, questa squadra non è più soltanto un fenomeno isolato e momentaneo, è qualcosa di più importante, visto che continua a persistere nel tempo e non conosce momenti di crisi che possano dare delle preoccupazioni immediate. Comunque, nessuno si fa delle illusioni pericolose e si continua ad andare avanti con fiducia e decisione sperando che questo momento esaltante continui a durare quanto più possibile.
Intanto, la sconfitta interna della Granarolo Bologna ad opera di Cremona ha provocato il licenziamento di Luca Bechi da parte del presidente Renato Villalta.

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