lunedì 2 dicembre 2013

BRINDISI CESTISTICA DIVISA TRA IL SOGNO E LA REALTA’

Il palasport Pentassuglia in delirio alla fine della gara con Cantù

Brindisi, la sua splendida squadra e i suoi magnifici tifosi sono letteralmente in trance per il  momento magico che stanno vivendo da alcune settimane. La fantastica vittoria ottenuta ieri sera sull’Acquasnella Cantù ha aggiunto altra benzina al fuoco della passione immensa che arde nei cuori dei tifosi brindisini, esaltati sì dalla testa della classifica, ma soprattutto dal gran bel gioco e dalla determinazione senza pari messi in campo dai propri beniamini. I primi 33’ della partita sono stati davvero esaltanti per l’Enel Brindisi, che ha sciorinato un gioco spettacolare, fluido e bello a vedersi, ottenuto con una manovra ariosa che portava al tiro non il singolo giocatore, ma tutti e cinque i componenti del quintetto. Infatti, alla fine della gara, Brindisi contava Lewis con 16 punti, Dyson con 15, James con 13 e Aminu con 12, tutti in doppia cifra, ma pure Snaer con 7 e Bulleri con 6 punti, con l’aggiunta di Campbell e Todic pure a referto. Cantù, invece, dipendeva più che altro dai soli Aradori con 28 punti e Ragland con 15, sui quali si concentrava prevalentemente il gioco canturino. Questo concetto della varia distribuzione del gioco su tutti e dieci i componenti della squadra, a differenza della scorsa stagione, sta pagando ottimamente dando piena ragione a Piero Bucchi con i probanti risultati che la squadra sta ottenendo.
Se questo è un pregio magnifico e inconfutabile, che dovrebbe consentire all’Enel Brindisi di continuare ancora sulla strada intrapresa, vorremmo porre l’attenzione su un grave difetto che si è evidenziato per la terza volta consecutiva, con le vittorie risicate alla fine su Reggio Emilia, Caserta e Cantù. In tutte e tre le partite, dopo averle ampiamente condotte e spesso anche dominate, Brindisi ha lasciato alle squadre avversarie l’ultimo tiro rischiando seriamente di comprometterne il risultato finale. Karl con Reggio Emilia, Hannah con Caserta e, ieri sera, Ragland con Cantù hanno avuto la possibilità di ribaltare il risultato con l’ultimo tiro a disposizione strappando così una vittoria legittima all’Enel Brindisi. Una buona dose di fortuna, insieme ai grandi meriti della difesa brindisina, hanno impedito questo evento. Ciò sta a significare che la squadra non riesce a capitalizzare i vantaggi ottenuti facendosi prendere dalla smania di concludere che la porta spesso a perdere palloni regalando occasioni preziose agli avversari.
Coach Bucchi ha subito evidenziato il problema parlandone ieri sera in sala stampa dopo la partita: “C'è stata più di qualche scelta azzardata che stava per costarci cara. Ecco, una squadra giovane come la nostra deve cominciare a capire come e quando riuscire a chiudere una partita”. Eccolo lì, il problema, nudo e crudo, sul quale Bucchi ed i suoi giocatori dovranno lavorare ancora molto. E’  vero che ieri sera Dyson e Snaer non erano nelle migliori condizioni di salute, ma sarà bene che la squadra acquisisca subito movimenti e schemi idonei non solo per impedire che le squadre avversarie la mettano in difficoltà con il pressing, ma anche che  vadano sempre allo sbaraglio sciupando vantaggi importanti come quel 69-54 (+ 15) che Brindisi aveva all’inizio dell’ultimo quarto con Cantù. Con tanto ben di dio da difendere, a 2’ dalla fine, non si deve andare ancora alla ricerca dell’alley oop, ma si deve girar palla e costringere al fallo l’avversario. Non vuol essere affatto, questa, una critica severa, bensì una considerazione ovvia e scontata nel mondo del basket, al fine di rendere sempre più bella e inattaccabile questa bellissima Enel Brindisi, giunta alla sua sesta vittoria consecutiva e alla settima complessiva, destando curiosità, meraviglia e interesse in tutto l’universo cestistico nazionale.
Negli ultimi due incontri dell'8^ giornata di Lega A, intanto, Siena ha battuto nettamente Pistoia per 91-66, salendo al 2° posto in compagnia di Sassari; mentre Roma ha battuto a sorpresa Milano per 61-55 con un gran finale, dopo essere stata sotto nel punteggio per i primi tre quarti di gara. 



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