venerdì 27 dicembre 2013

AVELLINO-BRINDISI: E’ SEMPRE UNA QUESTIONE DI FERRO

Michael Snaer
Chi di ferro colpisce, di ferro perisce! Così si potrebbe parafrasare un vecchio adagio sempre in voga. E’ proprio destino che le partite tra Avellino e Brindisi finiscano  con il ferro del canestro a farla da match-winner della partita. Così è accaduto ieri sera, con il tiro dell’avellinese Cavaliero a due secondi dalla fine, che è rimbalzato alto sul secondo ferro del cerchio cadendo poi nel canestro e determinando così l’esito di una partita bellissima e appassionante. Lo stesso evento, ma all’incontrario, era accaduto poco meno di tre anni prima, esattamente il 16 gennaio 2011. Quella volta era stato il brindisino Bobby Dixon a violare la retina avellinese per il definitivo 79-80 con l’ultimo tiro della gara, con il pallone che, zompettando per un paio di volte sul ferro,  finì poi la sua corsa in fondo alla retina, lasciando di sasso gli irpini, allo stesso modo di come sono rimasti ieri sera i brindisini. E’ finita così nella maniera peggiore per l’Enel Basket Brindisi una partita che avrebbe meritato un esito diverso da quello sancito dal ferro del canestro, perché la squadra di Bucchi era stata nettamente superiore nel corso dei primi tre quarti della gara. Più volte Brindisi aveva superato i dieci punti di vantaggio, arrivando perfino al +15 (23-38) nel 2° quarto e al +13 (56-69) nel 3°.
Certo, non sempre vince il migliore alla fine di una partita: la legge dello sport spesso determina in questo modo l’esito di una gara. Avellino è stata più lucida e concreta nell’ultimo quarto e, soprattutto, nei minuti finali, quando Brindisi ha lasciato spazi vitali in difesa ad un ottimo Ivanov, che ha martellato con decisione da qualsiasi posizione, ma soprattutto quando ha concesso senza duri ostacoli a Cavaliero di farsi tutto il campo in palleggio e di incunearsi nell’area colorata sganciando il lay-out decisivo. E’ davvero choccante perdere con l’ultimo tiro una gara dominata in lungo e in largo. Questo evento ha assunto così un doppio significato in casa brindisina. Volendo vedere il bicchiere mezzo vuoto, si è autorizzati a pensare che Brindisi ha sciupato una grandissima occasione di vittoria facendosi rimontare vantaggi importanti. Allo stesso tempo, però, si può considerare  mezzo pieno il bicchiere sentendosi autorizzati a riscontrare Brindisi come una squadra ancora in buona salute se è stata capace di tenere sulla corda per tutta la partita un Avellino che ha dimostrato su tutti i campi di essere una formazione degna di qualificarsi per la Final Eight e per i play-off. Di contorno a quanto affermato, c’è, però, da considerare il “partitone” disputato da Jerome Dyson e  – udite, udite! – da Michael Snaer, assoluto protagonista della gara con 32’ giocati, ma ancor più con i 18 punti messi a segno con la percentuale di 5/7 da tre punti. Il rookye si sta decisamente svegliando. Di contro, tuttavia, si è dovuta registrare la solita gara sotto tono di Aminu e di Lewis, incapaci di colpire, e di James, martoriato dagli arbitri insieme a Todic. Senza attaccarci troppo a questa circostanza, speriamo che finisca quanto prima questa specie di “eccessivo rigore arbitrale” nei confronti della squadra brindisina. E ora, sotto con la più grande concentrazione e determinazione, perché fra due giorni arriverà a Brindisi la capolista Montepaschi Siena di coach Crespi. Il fatto più strano di questo campionato è proprio il seguente: nonostante le tre sconfitte nelle ultime quattro gare, Brindisi è ancora nelle condizioni di ritornare in testa alla classifica se riuscirà a sconfiggere Siena, attuale solitaria capolista. Questa è l’ennesima conferma che, proprio per l’assoluto equilibrio che vige sovrano, il campionato di quest’anno offre a tutte le squadre chances importanti per la vittoria finale. Anche all’Enel Brindisi, verrebbe da chiedersi? E perché no? Pensate un po’, cosa potrebbe accadere se Brindisi avesse un pivot del valore di Cedric Simmons al posto dell’impalpabile Alade Aminu? Pensateci bene, miei cari amici!!!

2 commenti:

  1. Caro Pompeo, auguri di natale trascorso e buone feste future,non si può perdere una partita già vinta nel primo tempino quando i due play di avellino avevano collezionato 4 falli a testa. Un bel suicidio. Se fosse possibile chiederei alla Befana,visto che Babbo Natale è ito, di portare in riva all'adriatico nella città del cervo, una bella guardia di rinforzo...Auguri

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  2. Ti ringrazio per gli auguri natalizi, evento che contraccambio per te per l'immediato futuro, caro amico Anonimo. Insieme a tante belle prodezze, in quest'ultima partita abbiamo visto tanti errori, specie quello di affidare l'ultimo tiro a Campbell e non a Dyson, che era l'uomo più in forma di tutti. Più che ad una guardia io sposterei l'attenzione verso il pivot, che è il ruolo più delicato della squadra insieme al playmaker. Oggi come oggi, Brindisi non ha un pivot di qualità, ma soltanto delle controfigure discrete come James, Todic e Zerini, considerando Aminu uno smidollato incapace di lottare e di rendersi utile alla squadra.
    Ti saluto, Pompeo Barbiero

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