martedì 24 dicembre 2013

AD AVELLINO SERVIRANNO IL CARISMA E LA MENTALITA' VINCENTE DI LEWIS E SNAER

Di talento puro e di classe genuina Ron Lewis e Michael Snaer hanno dimostrato in varie occasioni di averne più che a sufficienza. Del resto, un talent-scout del valore di Alessandro Giuliani non poteva certamente essersi sbagliato dopo averli visti e rivisti, studiati attentamente di persona e in video-tape. Il 29enne Lewis era già esperto di basket europeo, mentre Snaer, un rookye 23enne appena uscito dalla Florida State University, era alla sua
prima esperienza al di fuori degli States. Comunque, entrambi avevano favorevolmente impressionato il giemme brindisino, che aveva deciso di consigliarli senza indugi a Piero Bucchi, al quale servivano proprio due esterni di indubbie qualità tecniche per completare l'organico della sua Enel Brindisi. Lewis confermò subito le proprie capacità nella fase di preparazione al campionato, al contrario di Snaer, andato sempre a corrente alternata, un giorno leone, quello successivo uccellino implume e timoroso. Lewis esplose nel Memorial Pentassuglia mettendo a segno 31 punti nella finale contro Sassari e rivelando qualità di tiro
e di carisma davvero eccellenti, tanto da essere premiato come MVP della manifestazione, ripetendosi poi anche contro la Reyer Venezia a Montegrotto Terme e a Sassari nella finale vinta contro Cantù. Snaer, invece, soltanto a tratti e sempre in spezzoni di partita aveva confermato le sue buone referenze, senza mai eccellere per continuità e determinazione in campo.
In campionato, fino ad ora, a differenza dell'ottimo James, del sorprendente Campbell e dell'arrembante Dyson, hanno quasi sempre deluso mantenendosi ai margini della partita, ora esaltandosi con prodezze incredibili, quasi sempre restando "spalle anonime" e mai protagonisti determinanti e carismatici. Eppure, la società, i tecnici ed i tifosi hanno sempre creduto in loro, sostenendoli senza condizioni. Prendendo ad esempio le ultime tre partite, a Bologna entrambi sono spariti dal campo restando nell'anonimato più assoluto, contro Pistoia hanno fatto vedere qualcosa di positivo contribuendo alla vittoria al pari dei
compagni, mentre con Montegranaro sono ritornati nel buio totale, incapaci di ergersi al livello di protagonisti e facendo concorrenza al peggiore Aminu che si sia mai visto fino ad ora.
E' ovvio che, senza il contributo di tre giocatori importanti, ma soprattutto di loro due, si sia perso nel confronto con un Montegranaro che, al contrario, ha disputato una gara perfetta strappando a Brindisi il ruolo della capolista. Non possono bastare James, Dyson e Campbell, con l'aiuto di Bulleri, Todic, Formenti e Zerini, a reggere la baracca. Ad Avellino, giovedì 26, sarà assolutamente necessario che almeno Lewis e Snaer tornino ad essere positivi e magari pure determinanti per il risultato. In caso contrario, Brindisi potrebbe rischiare di entrare in un periodo di involuzione estremamente pericoloso, determinato soprattutto dal fatto che le squadre avversarie ne conoscono ormai pregi e difetti, ma soprattutto si sono accorte che le lacune maggiori la squadra le abbia evidenziate nell'attacco contro la zona, per battere la quale serve prima di tutto un pivot - e Brindisi ha confermato di non averlo efficiente in Aminu - e poi buoni tiratori dalla media e lunga distanza. Proprio quello che dovrebbero assicurare Lewis e Snaer!

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