lunedì 18 novembre 2013

UN’INTERA CITTA’ STA IMPAZZENDO DI GIOIA PER LA PROPRIA SQUADRA



Quando una squadra giovane e ambiziosa come l’Enel Brindisi va a giocare su un parquet glorioso e magico come quello di Varese e se n’esce trionfalmente vittoriosa con un margine di 14 punti (85-71) portando a referto cinque uomini in doppia cifra (Aminu, James, Lewis, Todic e Dyson) e due altri (Bulleri e Campbell) con 9 punti ciascuno, qualcosa deve pur significare. Qualcosa d’importante e di strategico, che ha a che fare con una classifica di tutto rispetto e che la vede sistemata sul primo gradino della scalinata, in compagnia di due squadre storiche e onuste di gloria,  come Siena e Bologna. E’ ovvio, poi, che un osservatore neutrale si chieda come mai, dopo appena sei giornate di campionato, questa squadra possa trovarsi in quella posizione privilegiata di classifica. Di certo dobbiamo constatare che non si può trattare soltanto di un fuoco di paglia o di un mero evento fortunato, visto che il calendario di Brindisi, fino a questo momento, è stato per niente facile. Infatti, l'Enel ha dovuto incontrare squadre di grande prestigio, come Milano, Roma, Reggio Emilia, Venezia e Varese, oltre alla diretta concorrente Cremona, che, comunque, ieri ha fatto fuori Cantù in un modo che non ammette repliche o scusanti di alcun genere.
Senza lasciarsi andare a rischiosi voli pindarici o a farsi travolgere da fatui peana ed epinici, stanti gli innumerevoli e fantasiosi articoli di condiscendenza espressi dalla stampa specializzata di tutta l’Italia cestistica nei confronti della squadra di Piero Bucchi, sarà sempre bene, invece, come ha fatto subito dopo la partita il “conducator” bolognese, tenere i piedi incollati a terra e continuare a lavorare di buona lena. Sì, perché Bucchi continua a dire giustamente che questa squadra deve ancora conoscersi a fondo e compiere ulteriori margini di progresso, visto che è composta da dieci uomini che non avevano mai giocato insieme prima d’ora, tranne che per Zerini e Formenti.
Intanto, però, Brindisi continua a figurare come la squadra dei record, visto che sta inanellando un privilegio dopo l’altro: primato in classifica, vittorie in assoluto prima sul campo di gioco di Venezia e poi su quello di Varese. Scusate se è poco, per una squadra giovane e profondamente rinnovata, figlia di una tra le province più povere d’Italia, tirata su miracolosamente “cullu pani e senza pani”, espressione tanto cara ai nostri avi brindisini.
Beh, insomma, di materia prima per far andare fuori di testa gli sportivi ed i tifosi brindisini ce n’è a iosa. Questa Brindisi dei miracoli sta facendo impazzire tutti, convincendo anche i più scettici che questa squadra è il frutto del lavoro, della passione e dei sacrifici di tante persone qualificate, siano esse giocatori, tecnici e, soprattutto, dirigenti e mecenati appassionati di questo sport. No, non è proprio il caso di dire che questa squadra sta avendo tanta fortuna e basta. Questa Enel Brindisi è il risultato più bello e soddisfacente della passione di un’intera città, che ama e vive di pallacanestro, e che ad essa sta dedicando le sue migliori energie. E, allora, signori, come cantano ormai i tifosi brindisini, dovunque vadano,"Salutate la capolista!"

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