giovedì 17 ottobre 2013

RADUNO DI MASSA PREVISTO A BOLOGNA PER I TIFOSI DELL’ENEL BRINDISI

Ron Lewis in lay-up contrastato dai milanesi Moss e Melli

La dura lezione impartita all’EA7 Armani Milano nella gara d’esordio non deve far esaltare più di tanto tecnici, giocatori, dirigenti, organi di stampa e sostenitori dell’Enel Basket Brindisi. Si sa bene che, specie nella fase iniziale del campionato, una squadra manifesta ancora una certa alternanza di rendimento, al punto che in una partita può accadere di tutto e in quella successiva, magari, i valori espressi possono mutare radicalmente. Contro Milano, tranne che nel 2° quarto inguardabile, alla squadra di Bucchi quasi tutto è filato via liscio come l’olio, mentre a quella di Banchi si è potuto osservare che tante cose sono ancora da registrare. Un fatto, però, è certo ed è quello che, almeno per il momento, Brindisi si è dimostrata squadra più compatta, più determinata e più tosta di quanto abbia potuto dimostrare la compagine del patron Giorgio Armani.
Lo ha confermato più di tutto il contributo sostanziale portato dai dieci giocatori schierati da Brindisi, al contrario di Milano, per la quale nessun altro è riuscito ad affiancarsi con una certa continuità di rendimento ai soli, superlativi Langford e Moss.
Domenica prossima, però, si può facilmente prevedere un tipo di partita del tutto diversa rispetto alla prima e non per un solo motivo. Prima di tutto, perché si giocherà fuori casa contro l’Acea Roma, sia pure sul campo neutro di Bologna, a causa della squalifica del parquet romano. In secondo luogo, perché la vittoria di Brindisi contro Milano avrà fatto drizzare l’ultimo capello rimasto sulla “pelata” di coach Dalmonte consigliandolo a prendere con le molle un avversario rognoso e determinato quale dev’essere oggi considerata l’Enel Brindisi. E vedrete con quanta apprensione e diligenza tattica Phil Goss ed i suoi compagni affronteranno Brindisi, soprattutto con l’intento di impedire a Dyson, Lewis e James di correre a perdifiato sul parquet, così come essi hanno saputo imporre alla squadra milanese.
Se ciò avvenisse, questo potrebbe ritorcersi tatticamente contro Brindisi, alla quale, almeno per il momento, non restano tante soluzioni vincenti, visto che Aminu non è capace di giocare “spalle al canestro”, come precisato dallo stesso Bucchi, e che il pivot nigeriano è capace di emergere in altro tipo di movimenti, quelli rivolti preferibilmente “fronte a canestro”, sui quali tutta la squadra deve imparare a lavorare per mettere Aminu nelle migliori condizioni di nuocere alle difese avversarie.
L’Acea Roma, d’altro canto, non ha più l’organico che le ha consentito, nella scorsa stagione, di arrivare addirittura in finale di scudetto, avendo mutato notevolmente il roster. Anzi, è apparsa anche un po’ più debole e attaccabile in difesa da parte dell’avversario, non avendo più giocatori di sostanza e di gran classe, come Datome, Laval, Czik e Jones, che sotto il canestro dettavano legge a chiunque vi si avventurasse.
Certo è, però, che questo confronto rappresenterà un ottimo spettacolo da gustare per chi avrà voglia di parteciparvi. Più che ai brindisini, che, per quanto se ne sa, dovrebbero intervenire in gran numero, a giudicare dai propositi messi in giro, l’invito dovrebbe valere per i romani, sempre un po’ restii a mettersi in moto quando c’è da andare in trasferta. Si prevede, invece, una specie di invasione di sostenitori bianco-azzurri, che arriveranno a Bologna da tutte le parti del centro-nord del Paese, attirati dalla bella impresa sull’Armani Milano di domenica scorsa.

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