domenica 20 ottobre 2013

LE PAGELLE DI POMPEO BARBIERO

Delroy James

                                   LE PAGELLE DI ROMA - BRINDISI : 67 - 59

Delroy JAMES: voto 7. E’ stato il migliore della squadra con i suoi 20 punti di valutazione, ma soprattutto è stato sempre una spina nel fianco degli avversari con le sue penetrazioni, le sue entrate al fulmicotone. Peccato che nell’ultimo quarto abbia avuto pochissima collaborazione da parte dei compagni, altrimenti avrebbe regalato un’altra vittoria sonante ai propri tifosi.

Alade AMINU: voto 7. Stava bene, questa sera, il buon Alade e ha disputato una gara discreta facendosi trovare spesso dai compagni, con i quali ha dialogato assai meglio della partita d’esordio. 10 rimbalzi e 11 punti rappresentano un’eccellente “doppia-doppia” che Aminu ha fatto valere, dimostrando di avere compiuto dei buoni progressi. Buono il suo 19 in valutazione complessiva.

Miroslav TODIC: voto 5,5. Non è quasi mai entrato in partita restandone praticamente sempre ai margini, diversamente dalla gara di sette giorni prima. Molto probabilmente il suo atteggiamento ha risentito molto della mancanza di buoni suggerimenti da parte della regia approssimativa di Dyson.

Massimo BULLERI: voto 5,5. Ha potuto fare ben poco di fronte alla difesa avversaria, che, a partire dalla 3^ frazione, ha saputo chiudere bene i varchi rendendo impenetrabile la propria difesa.

Matteo FORMENTI: n.g. Appena due minuti in campo è durata la sua apparizione: troppo poco per poter dare un buon contributo ai compagni.

Jerome DYSON: voto 5,5. Ha toppato la partita, nel senso che non è mai riuscito ad assicurare una manovra efficace e buoni ritmi di gioco ai propri compagni. Si è fatto irretire dalla difesa romana, diventata asfissiante fin dai primi minuti della 3^ frazione, quando Roma è riuscita ad imporre la propria personalità. Solo nell’ultimo quarto si è visto ogni tanto il vero Dyson.

Ron LEWIS: voto 5. Anche lui si è preso una giornata di vacanza. Non è mai entrato in partita, forse perché la regia questa sera era latitante e incapace di mettere in ritmo i compagni. Proprio lui, che è il miglior tiratore della squadra, ha tirato con il 20% su soli 5 tiri effettuati, scomparendo del tutto dalla scena.

Michael SNAER: voto 5. E’ entrato in partita a metà del 3° quarto, quando ha messo dentro la prima delle sue due triple, portando Brindisi in vantaggio per 40-41. E’ stato un lampo, uno sprazzo di luce in una gara assolutamente inefficace. Prima e dopo di allora, però, Snaer ha profondamente deluso senza più incidere sulla partita.

Folarin CAMPBELL: voto 5,5. Partita bruttina anche la sua, perché è sempre stato ai margini della gara, senza mai un acuto, ma soprattutto senza mai trovare continuità nel suo gioco.

Andrea ZERINI: n.e. Bucchi ha preferito tenerlo in panchina per non rischiare danni peggiori al ginocchio infortunato.

Francesco MORCIANO e Gianmarco LEGGIO: n.e.

Piero BUCCHI: voto 5,5. Buona la sua conduzione fino alla sirena della 2^ frazione. Brindisi aveva messo in serie difficoltà la difesa romana soprattutto con la verve di James e con qualche buona iniziativa per il gioco interno di Aminu. Quando, però, Roma ha saputo stringere le maglie difensive mettendo fuori gioco Dyson e costringendo Brindisi a dover tirare da fuori per rendersi pericolosa, Bucchi non ha saputo tirar fuori la contromossa giusta ed è venuta fuori così la mancanza di efficacia nel tiro dalla media e lunga distanza. Al buon 59,4% nei tiri da sotto la squadra non ha saputo fare meglio del 17,6% nei tiri fuori dal perimetro. E quell’Ignerski, poi? Possibile che gli sia stato concesso di diventare il match-winner della partita, proprio a lui che era stato mandato via da Cagliari per inefficacia assoluta?

LA SQUADRA: voto 5,5. Al primo, serio ostacolo paratosi davanti l’Enel Brindisi non si è fatta trovare pronta e reattiva come si sarebbe sperato, dimostrando di avere ancora più di qualche lacuna da colmare, come tutte quelle palle perse (21 in tutto). Finchè ha saputo opporre una buona transizione alla manovra di Roma, Brindisi ha tenuto facilmente botta all’avversario. Quando, però, coach Dalmonte ha serrato le file in difesa, Brindisi non è stata più capace di reagire, si è barcamenata alla bell’e meglio, fino a quando poi ha lasciato via libera agli avversari senza più trovare il bandolo della matassa. Insomma, un passo falso che ci può stare in questa fase della stagione, anche perché Roma ha dimostrato di avere maggiore esperienza e “cattiveria” agonistica rispetto ai rookies brindisini.


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