giovedì 6 giugno 2013

ROMA E’ IN FINALE SCUDETTO, CANTU’ DELUDE PROPRIO NELLA GARA DECISIVA

Gigi Datome in gara-7 controllato a vista dai canturini Brooks e Scekic

Roma è in finale scudetto! La notizia è clamorosa di per sé, se si considera che Cantù era una squadra costruita per l’Eurolega, mentre l’Acea aveva rischiato fino a pochi giorni dal via del campionato di restare fuori dalla Lega A. Dopo cinque anni di assenza da una finale scudetto, la squadra capitolina ha conseguito un risultato davvero insperato, se si considera che Marco Calvani aveva con sé una squadra giovane e inesperta, completata dal mestiere e dalla classe dei veterani Datome, Bobby Jones e Phil Goss. Beh, insomma, lui è stato così bravo e valido da assemblare mirabilmente questo manipolo di sconosciuti o quasi e trasformarlo in una compagine solida e ambiziosa, in grado di puntare sempre più in alto, partita dopo partita.
La lezione che Roma ha dato questa sera a Cantù è stata davvero pesante e severa (89-70), sia per il netto divario di punti, sia perché è stata capace di sovvertire il risultato che, appena due partite fa, era ancora di 3-2 in favore di Cantù, che aveva già nelle sue mani il colpo del k.o.
Calvani ha grandissimi meriti in questo risultato, perché ha saputo trovare le corde giuste per far vibrare all’unisono la squadra in tutti i suoi componenti, in particolare il giovane Taylor, autore di una partita fantastica (18 punti), ma pure il solito Goss (16 punti), ottimo nel 3° quarto, il capitano Datome, sempre in prima linea, e così via via, fino al giovane D’Ercole e ai due pivottoni Lawal e Jones (rispettivamente 15 e 14 punti e una barca di rimbalzi), che hanno stradominato sotto i tabelloni.
Insomma, fa davvero piacere vedere nuovamente in finale scudetto la squadra della Capitale, soprattutto perché era partita in campionato con propositi ed ambizioni assai modeste.

Domani sera conosceremo chi tra Varese e Siena contenderà a Roma la lotta per lo scudetto tricolore. Anch’esse sono in parità sul 3-3 e lo scontro di domani spariglierà fatalmente il sostanziale equilibrio esistente. Il dato di fatto più importante ormai è quello che non si prospetta una squadra nettamente al di sopra delle altre. Varese o Siena, dopo Roma, potranno andare in finale e, magari, essere in grado di vincere e di conseguire la conquista del tricolore.

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