domenica 2 giugno 2013

LA PRECISIONE NEL TIRO DI CANTU’ HA LA MEGLIO SULLA GRINTA DI ROMA

Pietro Aradori nel cuore della difesa romana

Cantù sbanca il pala Tiziano e compie un passo decisivo verso la finale. E’ stata la miglior partita delle cinque giocate dalla squadra di coach Trinchieri in questa semifinale. Gara perfetta, quindi,  dal punto di vista tattico dei brianzoli, soprattutto perché essi hanno attaccato bene contro la zona e contro il pressing a tutto campo di Roma: due armi tattiche, queste, che, nelle precedenti due partite,  avevano dato modo alla squadra di Calvani di conquistare un gran numero di palloni e di recuperare svantaggi anche ampi, tanto da consentir loro di vincere in volata sia in gara-1 che in gara-2. Comunque, Roma stasera ha accusato notevolmente la fatica, specie in Datome, Lawal e Taylor, che hanno giocato in condizioni menomate rispetto allo standard normale di gioco.
Infatti, gli unici che hanno continuato a rendere al meglio sono stati Phil Goss (14 punti), il solito tamburino inesorabile, che ha spesso annullato la compattezza della difesa di Cantù con le sue scorribande vincenti, e Bobby Jones (13 punti e 11 rimbalzi), che si è inventato canestri impossibili da tutte le posizioni. Ma non potevano bastare due soli uomini a superare la forza granitica della difesa avversaria.
Cantù ha così raggiunto il suo obiettivo di spezzare, almeno per una volta, il predominio casalingo di Roma: un risultato, questo, che le consentirà quasi certamente di andare sul 4-2 in gara-6 di martedì 4 giugno e di mettere il sigillo sulla sua partecipazione alla finale. Infatti, al predominio tecnico di Cantù apprezzato sul parquet si è pure aggiunta la lunghezza e la profondità della panchina di Trinchieri, oltre alla stanchezza ed agli infortuni che hanno tormentato Roma fin dall’inizio della semifinale.
Determinante per la vittoria di Cantù è stata la percentuale del 52,6% nei tiri da tre punti (11/19) effettuati dal quartetto Aradori, Ragland, Leunen e Mazzarino, specie nel finale di gara, quando Roma aveva tentato il tutto per tutto. La lucidità e la precisione dei cecchini canturini ha tolto il fiato alle speranze dei capitolini di rientrare in partita nel solito, concitato finale.
E domani sera sarà la volta di Varese e Siena a ritrovarsi in gara-5 sul parquet varesino. Siena ha in canna il colpo del k.o. definitivo, ma Varese ci metterà l'anima e il cuore per restare ancora in gioco.

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