giovedì 6 giugno 2013

IL RITORNO A BRINDISI DI ALESSANDRO GIULIANI E LA SUA PREDILEZIONE PER LA FRITTA DI ROMANELLI

Alessandro Giuliani

La stagione cestistica 2013-14 dell’Enel Basket Brindisi riparte allora dal ritorno a Brindisi di Alessandro Giuliani. Il general manager veronese avrebbe già firmato – usiamo il condizionale soltanto perché manca l’ufficialità della notizia, che verrà data comunque soltanto allo scadere del 30 giugno – il nuovo contratto pluriennale che lo legherà alla società New Basket Brindisi. A volere il suo ritorno alla guida della società di contrada Masseriola sono stati soprattutto il presidente Nando Marino e gli altri soci della New Basket, decisi a scegliere un degno sostituto del dimissionario Santi Puglisi, che, come ben si sa, alla bella età di 73 anni, ha deciso di cambiar vita lasciando definitivamente il basket operativo per godersi la vita da pensionato attivo del basket, libero di muoversi a proprio piacimento dalla sua Fano, dove vive ormai da tempo, lungo tutta la penisola italica.
Giuliani ha scelto di tornare a Brindisi prima di tutto perché intende restare nel giro della serie A della pallacanestro, una realtà che la Scaligera Basket Verona, con la quale nello scorso campionato aveva operato in Legadue, non gli consentiva più, visto che nel corso della prossima estate ci sarà una vera e propria rivoluzione, con forte ridimensionamento del secondo campionato italiano di pallacanestro. E poi, perché Giuliani conosce ormai molto bene le potenzialità della realtà brindisina di basket ed è rimasto fortemente legato anche alla città, che ha imparato ad apprezzare – insieme con sua moglie Betty, che a Brindisi ha pure giocato al basket - non solo per le sue virtù sportive, ma pure per il senso di ospitalità dei suoi abitanti e per il suo modo di vivere, ivi comprese anche le prelibatezze culinarie. Ho provato, infatti, nei giorni scorsi, a chiedere ad Alessandro se apprezzava maggiormente il pesce lacustre di Riva del Garda o i mitili, i saraghi brindisini e la bontà della “fritta” di Romanelli. La sua risposta è stata immediata e più che significativa: “Smettila, altrimenti ti accuso di stalking!”.
Giuliani e Bucchi stanno già lavorando insieme al nuovo progetto societario, che sarà diverso rispetto a quello del campionato scorso. Forti dell’esperienza vissuta soprattutto nella seconda parte – quella più deludente, purtroppo – del campionato, essi hanno optato per la formula del “3+4+5” rispetto a quella del “5+5”. I sette stranieri consentiranno a Piero Bucchi di poter contare su una maggiore forza tecnica e fisica, ma pure su un buon risparmio economico derivante da quello strutturale. Due giocatori stranieri in più, rispetto alla formula dello scorso campionato, costeranno sicuramente di meno dei due italiani in più di buona qualità – Viggiano e Fultz, ad esempio – che Brindisi era stata costretta a prendere e a retribuire con notevole esborso di denaro. Con la nuova formula, invece, Formenti e Zerini – sempre che la società li riconfermi - saranno l’8° e il 9° giocatore della squadra, con costi decisamente inferiori.
Per quanto attiene, poi, le scelte tecniche che farà la società, fermo restando la conferma di Cedric Simmons, unico straniero a restare a Brindisi, insieme ai contrattualizzati Formenti e Zerini, si comincia a sentire qualche rumor di mercato, tipo il probabile ingaggio di Cristian Burns, il n.4 statunitense di Montegranaro, che a Brindisi disputò una grandissima prova nel dicembre scorso. Ma è ancora presto per tali decisioni, visto che sono ancora in corso i play-off di Lega A e quelli di Legadue, campionati che Giuliani e Bucchi stanno monitorando assai da vicino.

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