domenica 5 maggio 2013

L’ENEL BRINDISI CHE NON TI SARESTI MAI ASPETTATO

Scottie Reynolds marcato da Gianluca Basile
E’ stata una vera ignominia sportiva aver privato i tanti appassionati brindisini di pallacanestro della visione diretta della partita forse più bella e interessante di questo campionato. Diciamo ciò per onestà intellettuale, perché anche chi vi scrive non ha potuto godersi un simile spettacolo e ha seguito le vicende della gara soltanto grazie al portale di Legabasket, che, comunque, grazie alla sua ricchezza di dovizie e di curiosità tecniche, ha reso ugualmente bello, vivo, interessante e palpabile questo confronto tra le squadre di Milano e Brindisi. Chi aveva ritenuto questa partita probabilmente superflua e inconsistente – e il vostro cronista era tra questi – si è sbagliato di grosso, perché i fatti di questo scontro al vertice dei valori tecnici ed umani delle due squadre hanno raccontato tutt’altro. Però, questa è un’altra storia, che meriterebbe vari capitoli a parte, ma che la dice lunga per davvero su tutto quello che avrebbe potuto e dovuto accadere nel corso del girone di ritorno di questo Brindisi pazzo, folle e incosciente, come mai avevamo visto e raccontato negli ultimi cinquant’anni di storia del basket brindisino.
Si pensava erroneamente che a Milano, non essendoci la diretta televisiva, si sarebbe vista la solita squadra smidollata e inconsistente che Scottie Reynolds e i suoi compagni ci avevano propinato da febbraio in poi, dopo che la raggiunta salvezza li aveva consigliati di risparmiare le proprie energie magari per impegni immediatamente successivi a questo campionato. Invece, va dato atto a Piero Bucchi di aver saputo trovare ai propri giocatori le motivazioni più giuste per sollecitare improvvisamente gli animi e la voglia di battersi da pari a pari contro una squadra che sta per disputare i play-off per lo scudetto e che ha tanta voglia di andare ancora avanti in questo campionato.
Bucchi tornava per la prima volta a Milano contro la squadra della gloriosa Olimpia, che era stata sua per poco più di due campionati, terminati con due finali vinte dalla grandissima Montepaschi Siena. Bucchi ha così ritrovato quasi per incanto i suoi giocatori, la sua squadra, quella che per tutto il girone di andata aveva fatto sognare Brindisi e i brindisini di tutta l’Italia cestistica arrivando assai in alto – il 6° posto alla 14^ giornata - nella classifica generale di un campionato che resterà comunque nella storia per aver guadagnato la permanenza in serie A al suo terzo tentativo.
Milano se l’è vista davvero brutta fino agli ultimi secondi di una gara fantastica, quando a poco meno di 30” dalla fine conduceva di un sol punto (85-84) su un Brindisi vitalissimo, condotto mirabilmente da un Reynolds che sembrava Ercole uscito dalle sette meravigliose fatiche compiute, deciso a vincere questa partita stupenda prima di lasciare Brindisi per far ritorno negli States.
Alla fine Milano è riuscita a far sua la partita grazie alla maggior classe dei propri giocatori e alla profondità della sua panchina, ma negli occhi di tutti gli spettatori sarà rimasta anche la bella presenza di un Brindisi degno protagonista di questo confronto così avvincente. Tranne l’ormai vanesio Gibson e l’irritante Fultz di questo finale di campionato, tutti gli altri giocatori hanno lottato con forza e produttività rendendo, nell'ultima gara di campionato, nuovamente bella e suadente l’immagine di una squadra tornata sia pure per un solo giorno ad essere protagonista importante di questa serie A di basket.

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