lunedì 6 maggio 2013

LE PAGELLE DEL CAMPIONATO



Jonathan GIBSON: voto 7. E’ stato certamente lui l’uomo più importante e decisivo della squadra, almeno fino a quando lo hanno sostenuto le forze e la volontà, messe sempre a dura prova dal marcamento spietato dei difensori avversari. Talento purissimo, ma individualista tenace e attore a soggetto, ha sempre fatto fatica a restare nei limiti del gioco di squadra. Quando, però, ha trovato la serata ideale e l’ispirazione giusta, Jonathan ha fatto vedere i sorci verdi agli avversari con il suo sfrenato ball-handling, le sue penetrazioni al fulmicotone e il suo tiro mortifero in arresto e tiro o al di fuori dei m. 6,75. L’ultimo Gibson era, però, inguardabile, facile preda dei mastini avversari. Sarà, perciò, da valutare attentamente la sua eventuale conferma per il prossimo campionato.

Scottie REYNOLDS: voto 7. A nostro modesto avviso, Scottie è stato l’uomo di maggior talento della squadra, il giocatore di maggior personalità ed ispirazione. Fino a quando ha giocato e si è impegnato al meglio delle proprie capacità, è risultato tra i migliori registi del campionato. E’ stato capace di cose inenarrabili trascinando la squadra a prestazioni di assoluto valore tecnico. Quando, però, si è fatto distrarre da altre considerazioni che hanno prevaricato il lato prettamente sportivo, Reynolds ha minato dalle fondamenta il comportamento della squadra, fin troppo dipendente dal suo carattere e dalla sua personalità. La gara di Milano ne è stata la più fedele immagine. Ha voluto andarsene da Brindisi per giocare in una squadra da Euroleague. Buon pro’ ti faccia, Scottie! Per noi brindisini è stato una meteora ricca di luce propria, ma troppo capricciosa e deludente!

Antywane ROBINSON: voto 7. Il campionato francese lo aveva rodato più che a sufficienza per reggere il peso e le difficoltà di quello italiano. Pur non essendo in assoluto un fuoriclasse, Anty ha rappresentato una delle maggiori certezze della squadra, un buon interprete del gioco sia in fase di realizzazione che in quello di suggerimento per i compagni. Non brillante in difesa, infatti, è in attacco che ha fatto vedere le sue migliori qualità, con quel tiro morbidissimo in avvicinamento a canestro preferibilmente partendo dal post alto. Quando è riuscito a trovare la serata giusta, come gli accadde a Sassari, è diventato irrefrenabile pure nel tiro da tre punti e imprevedibile con la sua eccellente varietà d’azione.

Cedric SIMMONS: voto 7. Ci ha messo un bel po’ di tempo a carburare il proprio motore, ma poi Cedric ha finito con il divenire l’uomo più costante e affidabile dell’intero complesso, al punto da consigliare a Bucchi e alla società la decisione di bruciare i tempi e di confermarlo per il prossimo campionato già alla fine di marzo. Insomma, la “prima scelta” NBA venuto a giocare a Brindisi ha rispettato in pieno tutte le promesse diventando dal mese di gennaio in poi il punto di forza della squadra con il suo gioco fatto di potenza e di prepotenza fisica sia in attacco che in difesa. Su di lui la società intende ora costruire la squadra del domani.
   
Jeff VIGGIANO: voto 6,5. Come già detto per Simmons, anche Jeff ci ha messo un’eternità per integrarsi tecnicamente e ambientalmente in seno alla squadra, al punto che la tifoseria cominciava ormai a non credere in lui e a pensare seriamente che Bucchi avesse sbagliato scelta. Invece, a partire dal mese di dicembre, Viggiano è cresciuto sensibilmente di partita in partita con il suo gioco fatto di rapidità d’azione, di fisicità notevole e di precisione nel tiro in avvicinamento al canestro. A gennaio aveva raggiunto lo zenit del proprio rendimento, quando un serio infortunio ad una caviglia gli ha impedito a lungo di tornare al massimo della forma. Sarebbe certamente da confermare, ma il suo ingaggio appare troppo elevato per le possibilità economiche di Brindisi.

Klaudio NDOJA: voto 6,5. Il capitano della squadra ci teneva da morire a far parte del nuovo roster brindisino dopo l’esperienza di Capo d’Orlando in serie A. Anch’egli, come già per Simmons e Viggiano, ha perso inizialmente del tempo prezioso per recuperare le energie spese con la sua nazionale albanese. Quando, però, è riuscito ad entrare in forma, Klaudio ha fornito un ottimo contributo ai compagni, soprattutto tra la fine di dicembre e quella di gennaio, raggiungendo il culmine del rendimento nella partita vittoriosa di Bologna. Nel finale del campionato, però, anch’egli si è smarrito insieme alla squadra deludendo le speranze della società e della tifoseria.

Jerai GRANT: voto 6,5. La ritardata esplosione di Simmons lo ha favorito non poco ad entrare nelle grazie di coach Bucchi, che spesso lo preferiva al compagno di squadra mettendolo stabilmente in quintetto e tenendolo in buona considerazione per il suo gioco fatto di grande fisicità e di potenza acrobatica sotto le plance. A lungo andare, però, il rientro di Simmons lo ha messo in disparte costringendolo a fare molta panchina. Non ci è parso, tuttavia, all’altezza di una serie A di buon livello, mentre è da ritenere pronto per una Legadue d’alta classifica.

Matteo FORMENTI: voto 6,5. Matteo ha disputato probabilmente il campionato più importante della sua carriera. Bucchi ha così premiato la grande disponibilità tattica e lo spirito di sacrificio di questo giocatore, capace di ricoprire senza grandi differenze i tre ruoli esterni. Spesso la duttilità tattica di Matteo ha consentito alla squadra di vincere partite delicate e importanti, come accadde a Sassari, quando si rese fondamentale per la vittoria con i suoi tiri a lunga gittata sorprendendo la difesa avversaria. Matteo si merita la riconferma ad occhi chiusi, anche perché non è facile trovare un difensore delle sue capacità.

Andrea ZERINI: voto 6,5. La convocazione nella nazionale sperimentale rappresenta il giusto premio per la serietà e per i notevoli progressi compiuti da questo giovane atleta, che, nel breve giro di due anni, ha fatto il gran salto dalla DNA alla Lega A. Tosto e caparbio in difesa, preciso e applicato nei giochi di squadra in attacco, ogni volta che Bucchi ha fatto ricorso a lui, Andrea si è sempre fatto trovare pronto. Nel finale di campionato ha diradato le presenze in squadra a causa dell’ampiezza di lunghi in dotazione alla squadra. Certamente da confermare, ma è probabile che venga ceduto in prestito per fare esperienza in Legadue.

Robert FULTZ: voto 5,5. In questa esperienza brindisina, ci è parso un giocatore alla fine della sua carriera di serie A, più degno di vivacchiare ancora a lungo in una Legadue. Ha quasi sempre deluso le aspettative dei tecnici e della società raggiungendo raramente livelli di gioco degni del suo discreto passato trascorso in squadre come Fortitudo Bologna, Pesaro e Teramo. Robert è stato il giocatore più deludente della squadra e, quindi, non ci pare affatto degno di riconferma.

Piero BUCCHI: voto 6,5. Il tecnico bolognese aveva promesso la salvezza a dirigenti e tifosi nella scorsa estate. E’ stato di parola, riuscendo a raggiungere l’obiettivo con ben due mesi di anticipo sul previsto. Ma ne ha pure aggiunto un altro, che invece non era affatto in preventivo: quello della qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, con la settima posizione in classifica davanti all’Armani Milano. Alla sua squadra Bucchi  ha dato una precisa identità conferendole una buona saldezza difensiva e un eccellente attacco grazie a due guardie capaci di far gioco e punti in gran quantità. Insieme alla società, giovane ed inesperta per la serie A, ha commesso forse l’unico errore di non aver saputo gestire opportunamente la transizione del periodo immediatamente successivo alla salvezza raggiunta anticipatamente.

LA SQUADRA: voto 6,5. Finchè ha tenuto prontezza e reattività per raggiungere l’obiettivo della permanenza in serie A, la squadra è stata inappuntabile e compatta. Anzi, è andata pure assai al di là di ogni promessa effettuata salendo molto in alto nella graduatoria dei valori e piacendo moltissimo ai propri sostenitori. Appena, invece, si è sentita appagata per aver conseguito anticipatamente il traguardo previsto, ha subito un rilassamento pericoloso che l’ha portata sulla strada della perdizione inanellando una sconfitta dietro l’altra, che, alla fine, hanno determinato un risultato davvero scadente di 3-12 nel computo del girone di ritorno.

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