sabato 13 aprile 2013

SOCIETA’ E TIFOSI CHIEDONO ALLA SQUADRA DI VINCERE CONTRO BIELLA

Dipenderanno soprattutto da Reynolds e Gibson le speranze di vittoria di Brindisi contro Biella

Due anni dopo quel tristissimo episodio che rimandò in Legadue l’Enel Brindisi, si rinnova il duello frontale tra Brindisi e Biella, questa volta a parti invertite. Domani sera, un’eventuale vittoria della squadra brindisina potrebbe affossare definitivamente ogni speranza di Biella buttandola fuori dalla serie A e restituendo sportivamente pan per focaccia alla società piemontese. Corsi e ricorsi storici, che nello sport avvengono da sempre, senza che nessuno possa meravigliarsi o che abbia qualcosa da recriminare. “Mors tua, vita mea”, direbbero i latini con la solita concisione che da sempre li ha contraddistinti.
Insomma, quando mancano appena quattro partite alla fine della “regular season” di questo bel campionato, Brindisi potrebbe chiamarsi fuori matematicamente dalla lotta alla retrocessione già da domani sera. Due sono le chances a vantaggio di Brindisi, contro una sola di Biella: la vittoria oppure un’eventuale sconfitta, da contenere entro i 34 punti di scarto finale, visto che, a Biella, Brindisi vinse per 94-59, con ben 35 punti di vantaggio. Sarebbe del tutto impensabile, alla vigilia della gara, ipotizzare una sconfitta di Brindisi con 36 punti di scarto. Comunque, gli eventi della vita ci hanno insegnato che nello sport ci può stare di tutto, anche se può sembrare impossibile una disfatta di tale portata. Una vittoria di Biella in fotofinish si può pure mettere in preventivo, soprattutto se si considera che Brindisi perde da sette partite consecutive e la squadra di Cancellieri, oggi come oggi, appare tutta un’altra squadra dopo l’innesto di tre grandi giocatori come il pivot Pinkney, la guardia Tsaldaris e il play Rochestie. La vittoria di domenica scorsa su Cantù sta a testimoniare i rinnovati propositi e la ritrovata saldezza difensiva dell’Angelico Biella.
Bucchi ha avuto parecchio da fare in settimana con vari contrattempi e malanni accusati dai propri giocatori: Viggiano è out per il momento e ne avrà almeno per una quindicina di giorni ancora, Fultz fino a mercoledì ha svolto lavoro differenziato, Formenti è ancora succube di un torcicollo e  capitan Ndoja ha accusato qualche piccolo acciacco ad inizio settimana, poi del tutto recuperato.
Più che questi infortuni di poco conto, tranne quello più serio di Viggiano, però, ciò che preoccupa seriamente tecnici, dirigenti e tifosi è il trend negativo, ormai marchiato da sette sconfitte di seguito, che ha colpito la squadra inspiegabilmente e senza alcuna ragione in particolare. Nessuno è stato in grado di fornire una motivazione plausibile che possa aver trasformato da un giorno all’altro una squadra in piena salute, come nella gara vittoriosa con Cantù, in un’armata Brancaleone nella quale ognuno va per conto suo, ma che soprattutto ha perso il feeling con la vittoria. Voci in uscita dallo spogliatoio, ovviamente smentite ieri dalla società per voce dell’assistant-coach Daniele Michelutti, farebbero pensare a dissapori interni alla squadra, come del resto proprio noi abbiamo registrato nei giorni scorsi. La risposta più autorevole a tali supposizioni, come sempre, debbono darla sul campo i giocatori: soltanto la squadra, nel suo complesso, potrà scacciare ogni ulteriore dubbio battendo Biella e conquistando la salvezza da tutti agognata. La stampa e i tifosi non chiedono altro, con la speranza che già domani sera, dopo il ritorno alla vittoria, si possa festeggiare la permanenza in serie A, tutti quanti insieme, tramutando i fischi in applausi, come ha auspicato coach Michelutti.
Palla a due, allora, alle ore 18:15 di domenica al Pentassuglia di Brindisi, sotto la direzione della terna arbitrale composta da Paternicò, Mattioli e Bartoli.








Nessun commento:

Posta un commento