martedì 5 marzo 2013

UN DOPPIO TURNO ESTERNO ATTENDERA’ ORA L’ENEL BRINDISI

Questo è il Viggiano che piace di più ai suoi tifosi 
Archiviata in tutta fretta la dolorosa sconfitta interna con Sassari, l’Enel Brindisi dovrà ora guardare al futuro con attenzione e fiducia, ma pure con rabbia e determinazione cercando di evitare per quanto sarà possibile la ripetizione di errori clamorosi come quelli commessi domenica scorsa. L’allegra scampagnata concessa ai cugini Diener (53 punti in due), che saranno pure bravi e decisivi ma che hanno goduto di eccessiva libertà da parte della difesa brindisina, non si può e non si deve più vedere. Come pure l’attacco brindisino, capace di mettere a segno 57 punti nei primi venti minuti, che si è quasi del tutto spento nella ripresa con 36 punti, specie dopo che Meo Sacchetti ha  predisposto una zona efficace quanto si vuole ma che avrebbe potuto essere battuta dai cecchini brindisini che non sono poi gli ultimi arrivati.
Non si può mortificare, sull’altare di queste fin troppo accentuate rotazioni, il talento e l’ispirazione di un gladiatore come Ndoja, messo in panca, quasi fosse stata una punizione, subito dopo aver messo a segno la terza tripla consecutiva su quattro, sol perché si deve rispettare doverosamente il minutaggio stabilito da Bucchi e il diktat usuale del ritorno in campo del quintetto di partenza dopo il riposo lungo. Per carità, massimo rispetto per le scelte del tecnico, cui spetta il compito ineludibile di effettuarle, ma vanno bene fino a quando producono effetti positivi. Non si può tenere in campo un Viggiano per un quarto intero in evidentissime difficoltà psicologiche e tecniche, ottenendo poi l’effetto di raffreddare la mano e l’ispirazione di Ndoja quando poi il tecnico ha deciso di rimetterlo in campo.
Lungi da noi l’idea di volerci sostituire ad un tecnico del valore assoluto di Bucchi, ma l’esperienza ci insegna pure che talvolta un pizzico di buon senso non guasterebbe in situazioni consimili.
Sta di fatto che è stata una vera disdetta aver ceduto due punti preziosi di una bellissima partita, che ha visto Brindisi dettar legge per buoni trequarti della gara a ritmi altissimi di rendimento, prima di cedere armi e bagagli agli avversari, sol perché questi si sono dimostrati più furbi e meglio guidati dalla panchina in quella occasione.
Oggi, intanto, la squadra ha ripreso a lavorare. L’aspetterà un doppio turno esterno sui campi di gioco minati di Pesaro, domenica prossima, e poi di Montegranaro.  Entrambe sono squadre che pare abbiano ormai superato le difficoltà iniziali e oggi si sentono ormai in grado di competere da pari a pari con un Brindisi forse un tantino affaticato, che dovrà stare attento a non farsi risucchiare dalle squadre che lo seguono in classifica. Le difficoltà evidenti accusate da Gibson e Reynolds nelle gare con Venezia e Sassari lasciano intravvedere forse un momento di stanchezza più psicologica che fisica da parte delle due guardie brindisine, poco abituate forse a disputare campionati così tirati e avvincenti.

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