lunedì 18 marzo 2013

L’ENEL BRINDISI RINUNCIATARIA DELLE ULTIME PARTITE NON PIACE AI PROPRI TIFOSI

Piero Bucchi dà la carica ai propri giocatori
Con la sconfitta di Ancona, l’Enel Basket Brindisi è giunta alla sua quarta battuta d’arresto consecutiva: una situazione oggettivamente poco plausibile, se si considera che la squadra era ancora vitale e reattiva fino alla partita con Cantù di un mese fa. Cosa è accaduto all’improvviso a questi giocatori, che non riescono più a vincere pur affrontando avversari decisamente alla loro portata? Qualcosa si è rotto all’improvviso all’interno del team brindisino se lo stesso Bucchi ieri sera ha rilasciato queste dichiarazioni subito dopo la partita: “Ho dovuto fare scelte drastiche, lasciando a sedere Gibson e Robinson, che devono dare di più, mettendo dentro chi difendeva, cosi siamo rientrati. Fino a quattro gare fa ci riuscivamo con tutto il roster, poi non più. Le scelte drastiche le faremo anche in futuro.
Abbiamo perso il filo della difesa dal secondo quarto in poi, anche perché Montegranaro in quel momento ha iniziato a difendere più forte. In attacco ci siamo, ma dobbiamo ritrovare lo spirito di sacrificio che avevamo fino a 5 settimane fa. Dobbiamo senz’altro ritrovarlo. Ho creduto alla vittoria dal primo all’ultimo minuto, come sempre. Qualche ragazzo, dopo la vittoria con Cantù, ha pensato che ora fosse semplice giocare e fare risultato come all’inizio del campionato, ma con gli innesti che tutti hanno fatto e con le maggiori motivazioni delle squadre che devono raggiungere un obiettivo, quello che facevamo non basta più. Anche noi dobbiamo innalzare il nostro livello”.
I concetti espressi da Bucchi risultano fin troppo chiari e inequivocabili. La squadra ha assunto nelle ultime quattro partite un atteggiamento di una certa sufficienza nella fase difensiva. E’ abbastanza logico, di conseguenza, che siano arrivate queste sconfitte contro squadre che oggi hanno qualcosa in più rispetto all’andata o perché hanno motivazioni forti, nel senso che si debbono salvare o che vogliono puntare a traguardi importanti, o perché si sono rinforzate e oggi sono allo stesso livello tecnico dell’Enel Brindisi.
Il fatto stesso che, nonostante tali riserve, Brindisi continui a giocare e a stare in partita fino ai secondi finali, perdendo poi con scarti di punti limitati, sta a significare proprio quanto ha dichiarato il tecnico brindisino. Se viene a mancare la concentrazione e la determinazione difensiva in qualcuno, il giocattolo si rompe e si arriva poi a quel -21 di ieri sera, quando Bucchi si è visto costretto a compiere scelte drastiche per fermare l’emorragia di quel momento.
Ha fatto bene e farà ancora meglio, allora, il responsabile tecnico della squadra se continuerà a far sedere in panchina i lavativi e ricorrerà a chi ha ancora voglia di impegnarsi, come hanno fatto Ndoja, Formenti, Fultz e Zerini, ai quali non manca certo la voglia di sacrificarsi. Anzi, gli conviene premiare maggiormente l’impegno e la continuità d’azione del capitano, che, in questo momento, sta dimostrando di essere in un periodo di forma davvero eccellente, forse il migliore in assoluto da quando veste la maglia bianco-azzurra.
E’ sperabile pure che il presidente Marino faccia sentire ufficialmente il parere della società a tal riguardo e dia ancora a quei giocatori che si sono lasciati andare nella condotta complessiva di comportamento delle motivazioni forti, al fine di non deludere i propri tifosi e di continuare a ritenere questa stagione come la più bella e significativa della storia del basket brindisino, magari lottando fin quando sarà possibile per un inserimento in zona-playoff, un obiettivo che è ancora possibile raggiungere visto che l’ottavo posto è ancora lì a soli due punti di distanza. Perché non crederci ancora?



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