domenica 31 marzo 2013

LE PAGELLE DI BRINDISI – REGGIO EMILIA: 69 - 84

Esplode la contestazione della curva nord

Scottie REYNOLDS: voto 6. E’ l’unico che si sia elevato in qualche modo al di sopra della mediocrità generale che ha colpito la squadra. Ai 5 punti del primo tempo ha aggiunto i 17 della ripresa, quando ha tirato fuori dalla sua volontà di riscatto e dal suo ricco repertorio quelle qualità che gli abbiamo sempre riconosciuto, aggiungendovi anche quelle di realizzatore che spesso egli lascia da parte per favorire il gioco dei compagni.

Jonathan GIBSON: voto 4,5. Il folletto imprendibile dei bei tempi passati, gioia e delizia dei propri tifosi, non esiste più. Al suo posto c’è una brutta copia, un giocatore come tanti altri, impegnato sì, ma impreciso e dedito a crepare i ferri (ieri un altro 0/7 da 3 punti, dopo quello di 1/9 della partita con Avellino), preferibilmente il primo, segno evidente che non ha più nei suoi muscoli la forza di spingere come una volta. Il Gibson odierno fa veramente pena a vederlo giocare.

Antywane ROBINSON: voto 5. Si è rivisto soltanto nell’ultimo quarto il bel giocatore apprezzato da tutti, quello che distrusse le velleità di vittoria di Siena a Brindisi. Soltanto allora Anty si è liberato della macumba centrando finalmente il canestro dalla lunga distanza con un 2/2 parso a tutti incredibile dopo quel bruttissimo 1/17 del primo tempo di tutta la squadra nelle triple. I 10 rimbalzi conquistati sono stati l’unica sua nota positiva di questa partita.

Cedric SIMMONS: voto 5. Ha risentito anch’egli della crisi generale della squadra, perché non ha più visto un pallone sotto canestro. Se a un pivot non gli si dà l’occasione per mettersi in mostra, questi è destinato a fare in campo la bella statuina.

Klaudio NDOJA: voto 5. Perfino il capitano non si è sottratto a questa triste atmosfera che ieri vagava sul campo, nonostante si sia battuto con il solito vigore che lo ha sempre contraddistinto. Qualche errore di troppo al tiro lo ha penalizzato più del dovuto.

Jeff VIGGIANO: voto 5. Si è fatto male proprio nel momento in cui stava carburando finalmente il motore dopo l’1/6 iniziale al tiro. Non deve trattarsi certo di una malessere di poco conto, visto con quanta difficoltà Jeff si è rimesso in piedi uscendo definitivamente dalla partita.

Matteo FORMENTI: voto 5. Se a Matteo togli il suo bel tiro dalla media e lunga distanza, gli togli una delle poche prerogative che gli restano per essere all’altezza di una squadra di serie A, insieme alla patente di ottimo marcatore. E ieri ha confermato la sua piccola crisi con un altro 0/3, dopo lo 0/5 della gara precedente.

Robert FULTZ: voto 5. Il suo -5 in valutazione complessiva la dice tutta sulla sua prestazione, che non ha avuto il pregio di un’annotazione positiva qualsiasi come in qualche altra delle sue ultime partite si era potuta osservare.

Andrea ZERINI: s.v. Ha fatto una brevissima comparsa in campo di appena 5’, quando la squadra era sprofondata già in una crisi senza più ritorno.

Jerai GRANT: 6. Dopo Reynolds, è stato l’altro giocatore che ha messo in mostra qualcosa di positivo, sia in fase di tiro (6 punti realizzati) che al rimbalzo (5 carambole), dimostrando di avere ancora voglia di giocare e di impegnarsi.

Mirza ALIBEGOVIC: n.e.

Piero BUCCHI: voto 5. Il più sconfortato di tutti per questa situazione assolutamente fuori da ogni logica è proprio lui, il comandante di una nave che sta colando a picco partita dopo partita. Bucchi sta mettendo in gioco tutta la propria esperienza, ma, per quanto si è visto, neppure lui è più in grado di fermare questa discesa irrefrenabile verso il basso. Ieri, in sala stampa ci è parso davvero in grande difficoltà, incapace di giustificare questa crisi profonda e totale in cui oggi versa la sua squadra.

LA SQUADRA: voto 4. Si è trattato della peggior partita di questo pur brillante e storico campionato, che resterà comunque nel ricordo di tutti, nel bene e nel male. Non si era mai vista, però, quest’anno un’Enel Brindisi così inefficace, vuota e incapace di reagire all’avversario, specie nelle gare casalinghe. La delusione del suo pubblico l’ha accompagnata alla fine negli spogliatoi tra i fischi e la più grande disapprovazione generale.

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