domenica 3 febbraio 2013

LE PAGELLE DI CREMONA – BRINDISI: 97-81


Jonathan GIBSON: voto 7,5. E’ stato il migliore dei suoi, il più continuo, assicurando un buon apporto nel corso dell’intera partita. Pur essendo guardato a vista dai marcatori avversari, è spesso riuscito a tenere in piedi la squadra nel marasma generale. Il suo 27 in valutazione complessiva e i 25 punti ottenuti con l’ottima percentuale di 11/15 al tiro parlano in maniera più che convincente di una sua prestazione al di sopra delle righe.

Cedric SIMMONS: voto 7,5. Insieme a Gibson è stato l’unico a lottare sempre e a credere nella possibilità di recuperare il divario imposto dagli avversari. Avevamo scritto di vederlo in progresso già prima della vittoria su Siena, ma questa sera Cedric ha dato una nuova conferma di grande impegno e di buona qualità. Intanto, ha messo a segno un’altra “doppia-doppia” con 11 rimbalzi e 15 punti, oltre a un 20 in valutazione mai visto prima: segno evidente di buona salute complessiva.

Jeff VIGGIANO: voto 6. E’ rientrato e già questo va considerato un fatto positivo, anche perché proprio in questa gara si è visto quanto egli sia necessario per tenere gli equilibri in questa squadra. Com’era prevedibile, dopo un buon inizio, Jeff è andato smarrendosi fino a sparire dal campo.

Scottie REYNOLDS: voto 4,5. Che delusione vedere questa sera Reynolds dopo averlo visto sotto un altro aspetto, del tutto diverso, contro Siena, quando aveva dato lezione di come deve giocare il playmaker di una squadra. Dovremmo forse scrivere di una grave forma di discontinuità da parte di  questo ragazzo, perché la stessa gara di questa sera l’aveva già fornita anche a Varese, ma probabilmente è meglio parlare di mancanza di stimoli dopo averli fatti vedere tutti l’altra sera con Siena.

Antywane ROBINSON: voto 5. Anch’egli assai deludente in questa occasione. Non è mai entrato in partita, non ci ha capito granchè di questa gara. Il BMW regalatogli dal presidente Marino lo avrà probabilmente distratto e scaricato di tutte le tensioni che aveva contro Siena, perché stasera si è visto tutto un altro giocatore, inconcludente e impreciso.

Andrea ZERINI: voto 5. Oltre al grande impegno difensivo, Andrea non è stato in grado di salire di tono contro Cremona, recitando un ruolo di semplice comparsa.

Robert FULTZ: voto 5,5. Come scritto già per Reynolds, Robert non è riuscito a porre riparo alla disfatta di questa partita, nel corso della quale sarebbe stata necessaria una maggiore personalità da parte dei registi della squadra.

Jerai GRANT: n.g. Cosa scrivere di un americano che gioca un solo minuto di partita? Ci pare di capire che Bucchi stia perdendo la fiducia in questo giocatore, probabilmente perché in questo momento Simmons gli è certamente superiore e più continuo. O forse non serve proprio a questa squadra?

Matteo FORMENTI: n.e. L’occasione è stata buona per Matteo per rivedere vecchi amici della sua  vecchia squadra, della quale egli è stato anche il capitano ai tempi della Legadue.

Piero BUCCHI: voto 6. Bucchi aveva ragione di temere il Cremona, perché questa vista stasera è tutta un’altra squadra rispetto a quella vista a Brindisi all’andata. Quasi certamente sono state le motivazioni diverse a fare il Brindisi di questa sera più piccolo di quanto sia in realtà, ma è certo che a Cremona si è vista una squadra appagata e parecchio distratta dopo averla ammirata e apprezzata in una gara perfetta come quella contro Siena.

LA SQUADRA: voto 5. L’Enel Brindisi di questa sera si è presa una giornata di vacanza dopo il grande impegno sostenuto contro Siena. Cremona aveva la stessa fame di vittoria del Brindisi di  lunedì scorso ed è riuscita a prendere in mano il timone della gara senza più lasciarlo agli avversari. Non ci sembra affatto il caso di montare una querelle per questa sconfitta, che ci può benissimo stare tutta. Ci preoccupa, piuttosto, una circostanza, che non vorremmo che potesse diventare una verità e una conferma anche in altre situazioni. Ed è questa: quando Reynolds non gira a dovere, in questa squadra ognuno se ne va per conto suo. Scottie è diventato talmente padrone del gioco e della manovra d’assieme del gruppo, da risultare indispensabile per l’economia della squadra. Speriamo di no, ma la conferma di questa sera, dopo la medesima prestazione di Varese, suona come un campanello d’allarme.

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