lunedì 18 febbraio 2013

DOPO SIENA E’ TOCCATO A CANTU’ CONOSCERE L’ONTA DELLA SCONFITTA SUL PARQUET DEL PENTASSUGLIA

Jonathan Gibson supera in palleggio Nicolas Mazzarino

Dopo Sassari e Siena è stata la volta di Cantù a dover chinare il capo e uscire battuta dal campo nello scontro diretto con l’Enel Brindisi. Per la terza volta in questo campionato, quindi, Brindisi si è meritata ampiamente il ruolo di squadra “ammazza grandi” più che quell’altro, ormai stantio e superato, di matricola imberbe ed inesperta. Del resto, basta mettere a confronto le prime quattro partite tra andata e ritorno, per rendersi conto che l’Enel Brindisi è ormai una realtà essenziale della Lega A. All’1/4 dell’andata, con l’unica vittoria su Cremona, nel girone di ritorno, Brindisi ha fatto seguire un bel 2/2, con il successo su due grandi del campionato del valore di Siena e Cantù.
Insomma, la matricola implume affacciatasi all’esordio in Lega A del 26 settembre di Siena ha preso coscienza delle proprie capacità lasciando definitivamente il posto alla squadra forte e solida di questo girone di ritorno, come si è visto ieri sera nel confronto della 19^ giornata con Cantù.
La partita non è stata bella come quella con Siena, tutt’altro, perché è stata contornata da molti errori al tiro, da una miriade di palle perse (Siena ne ha totalizzato addirittura 24 contro le 16 di Brindisi) e, talvolta, da ingenuità davvero inattese. Ma la gara è stata molto apprezzabile sul piano dell’impegno e della voglia di vincere che entrambe le squadre avevano. Insomma, si è giocato a ritmi altissimi e questo stato di fatto ha provocato, di conseguenza, i molti errori accumulati ora da una squadra, ora dall’altra.
La prima parte della contesa è stata dominata da Cantù, che è partita fortissimo sulla spinta di Aradori (3/3 da sotto) e di Mazzarino (3/3 dai m.6,75), che hanno colpito con ottima continuità approfittando spietatamente dell’errata disposizione difensiva di Brindisi, che lasciava molti spazi all’attacco di Cantù. L’innesto di capitan Ndoja al posto di un incerto Viggiano, però, ha ridato vigore alla manovra di Brindisi, che ha difeso meglio e attaccato con maggior precisione. Si è passati così in tre minuti dal -12 (17-29) di metà 2° quarto al 23-29 grazie ad un bel parziale di 6-0 da parte dell’Enel, che è servito a rinfrancare gli animi in campo e a riaccendere gli entusiasmi della tifoseria. Nel finale del quarto, Reynolds ha compiuto una percussione eccellente che ha costretto Tyus al fallo senza poter impedire al regista brindisino di andare a canestro: quel 2+1 ha riportato Brindisi a immediato ridosso di Cantù chiudendo i primi 20’ sul 34-36.
Dopo l’intervallo lungo, però, Brindisi è partita in quarta, forte di una difesa assai migliore rispetto al primo tempo, rintuzzando sistematicamente gli attacchi di Cantù che non riusciva più a battere Brindisi nell’uno vs. uno. Ed è stato proprio da questa barriera arcigna e insuperabile che Brindisi ha ricevuto la spinta necessaria per costruire, poi, nell’ultima frazione la sua vittoria. In un momento in cui pochi riuscivano a fare canestro (Viggiano e Robinson irriconoscibili), da entrambe le parti, ha preso finalmente il sopravvento Jonathan Gibson, esploso letteralmente con 15 punti sui 21 di squadra con iniziative brillanti e irrefrenabili per la difesa avversaria. Dall’altra parte, soltanto Tabu riusciva a vedere il canestro, mentre Aradori e Mazzarino venivano letteralmente sovrastati dalla difesa brindisina. Il punto a punto caratterizzava così l’andamento della partita, fino a quando Gibson non metteva a segno due canestri consecutivi che chiudevano la partita sul 69-65.
Con questo successo di grande spessore ora Brindisi si è assestata al settimo posto della classifica con 20 punti insieme a Venezia e Reggio Emilia. Fra sette giorni si andrà in laguna, con la speranza che Brindisi non ripeta la bruttissima partita del girone di andata.

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