martedì 29 gennaio 2013

UN GRANDE BRINDISI MANDA A CASA SCONFITTA LA MONTEPASCHI SIENA

Scottie Reynolds tira in sospensione marcato dal senese Janning
Nel posticipo di ieri sera, davanti alle telecamere di ben quattro network che trasmettevano la partita in diretta dal Pala Pentassuglia, l’Enel Basket Brindisi ha battuto la grande Montepaschi Siena dando alla squadra toscana, al coach Banchi e a tutti i tifosi senesi un grave dispiacere, secondo soltanto al patatrac verificatosi proprio in questi giorni all’interno dello sponsor della squadra, la Banca Montepaschi. Si può, quindi, parlare di vittoria quasi storica da parte di Brindisi, perché, per risalire ad un altro successo brindisino sulla squadra di Siena, dobbiamo necessariamente andare indietro di 29 anni, cioè al campionato 1983-84, quando Brindisi e Siena erano ancora in A/2. I due confronti di quel campionato furono davvero singolari, con le squadre in trasferta che batterono i padroni di casa. Nella gara di andata, infatti, la Mister Day Siena di Tonino Zorzi vinse a Brindisi per 73-69 nonostante avesse con sé il Malagoli più brutto della sua carriera, che cedette all’emozione di giocare davanti al suo vecchio pubblico e mise a segno soltanto sei punti; Claudio, però, si rifece ampiamente nella gara di ritorno a Siena con 38 punti segnati, che non servirono però a portare Siena alla vittoria, perché la Bartolini Brindisi di Elio Pentassuglia riuscì a prevalere col punteggio di 108-96, dopo due supplementari, trascinata da un Tony Zeno stratosferico con i suoi 43 punti.
La vittoria di Brindisi di ieri sera è stata netta e limpida, con il più classico dei risultati, per 94-84, davanti ad un pubblico esaltato e trascinante, rimasto incantato dalla prova generosa e convincente dei propri beniamini. Coach Banchi, a fine partita, negli spogliatoi, non ha avuto alcuna difficoltà a riconoscere il valore e la prova magistrale di Brindisi, ma si è visto lontano un miglio quanto grande fosse la sua delusione, perché è scappato via immediatamente dribblando così le domande dei cronisti in attesa. E, se è vero che Siena era stanca per aver disputato tre sere prima, ma in casa propria, una gara impegnativa di Eurolega contro i turchi del Besiktas, è altrettanto vero che Brindisi ha dovuto fare a meno di tre suoi giocatori – Viggiano, Ndoja e Formenti – tutti e tre seriamente infortunati, pur se presenti a referto e immobili in panchina. Al povero Bucchi è così rimasta una squadra monca, valida soltanto in sette dei suoi giocatori (ha pure esordito in serie A il giovanissimo Elio Preite, in campo per pochi secondi) e assolutamente priva di interpreti del ruolo di ala piccola. Infatti, il coach brindisino ha dovuto inventarsi di sana pianta per quel post Andrea Zerini, che di solito agisce nei ruoli di ala grande e centro. Il ragazzo fiorentino, però, è stato splendido esecutore dei disegni tattici del suo tecnico esibendo una grandissima prova difensiva nella zona 3-2 che Bucchi aveva disegnato a bella posta per non affaticare eccessivamente i propri uomini. I brindisini si sono così trasformati in sette samurai scatenati costringendo fin dall’inizio gli avversari a correre e a combattere sul campo se volevano guadagnarsi i due punti. I ritmi proibitivi imposti da un grandissimo Scottie Reynolds e da un Jonathan Gibson mobilissimo, alternati spesso in rotazione da un Fultz chirurgico nella scelta dei tiri e tranquillo in regia, hanno così spezzato le gambe e le terga a Siena, che è stata in scia per tre tempi e mezzo (19-24, 37-40, 62-59, i tre parziali) per poi cedere nel finale ad un Brindisi incalzante e spietato, quando, a 1’27” dal fischio della sirena, ha imposto il +16 (87-71) agli avversari che decretava praticamente la vittoria, giusta e prodigiosa, in favore della squadra di casa.
Ma è stata pure l’affermazione del binomio Robinson-Simmons sotto i tabelloni, perché i due satanassi brindisini hanno imposto il proprio talento superiore, il primo, e  la propria esuberanza fisica, il secondo, ad uno spento e azzittito Eze e ad un discreto Lechthaler (Siena ha dovuto fare a meno dei titolari Ress e Ortner, entrambi infortunati), chiudendo tutti i varchi difensivi ai pari ruolo, ma pure alle guardie senesi, che raramente si sono azzardate a portare l’azione sotto il canestro brindisino. Il solo Jenning si è avventurato con buona disinvoltura, mentre Hackett lo ha fatto assai  raramente. Davanti ad una zona così ben collocata in campo e munita di validi interpreti, a Siena non è rimasto altro che tirare dalla grande distanza, ma con risultati non proprio eccellenti (13/33, con il 39% di realizzazione). Al tirare delle somme, in definitiva, non poteva che finire con la legittima vittoria di Brindisi e del suo splendido pubblico, con un eccellente 94-84, che ha confermato Brindisi all’8° posto della graduatoria.
Ieri sera, insomma, Brindisi è tornata a sognare, come ai vecchi tempi. Ma questa volta intende restare in serie A con tutte le proprie forze, esaltata da una squadra che è certamente la più forte di tutta la sua storia.

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