giovedì 10 gennaio 2013

LA MATRICOLA BRINDISI VUOL PROVARE A BATTERE DI NUOVO MILANO


L’Enel Basket Brindisi ha già fatto suo il primo traguardo della nuova stagione, cioè quello della qualificazione per la finale a otto squadre della Coppa Italia di Lega A. Un risultato talmente brillante e affascinante da rendere positiva sotto ogni aspetto la stagione del magico ritorno in serie A. La circostanza strana e del tutto imprevista, però, è quella che questo obiettivo non era stato messo da Piero Bucchi e dalla società di contrada Masseriola nell’elenco dei “desiderata” prefissati per questa annata sportiva.
Nel novero dei traguardi messi in preventivo, infatti, ce n’era uno solo, desiderato e rincorso al di sopra di ogni altro: quello della salvezza e della permanenza nel massimo campionato italiano. Il maggiore rischio da evitare ad ogni costo, per il presidente Marino e per coach Bucchi, era ed è quello di ripetere quanto era accaduto nelle due precedenti esperienze di Brindisi in serie A: un’amara e triste retrocessione, dopo un solo anno di presenza nel massimo campionato.
Non è ora il caso di stare a contare quanti siano i punti che manchino alla squadra bianco-azzurra per chiamarsi fuori da ogni pericolo. E’ ancora talmente lungo e pieno di attese il campionato che ci pare più consono riscontrare maggiormente quanto di bello e di positivo stia facendo Brindisi in questo momento esaltante del suo cammino.
Parlare di retrocessione da evitare, per una squadra che ha vinto otto partite, con un parziale esaltante di sette vittorie nelle ultime nove gare, ci sembra sinceramente fuori luogo, soprattutto dopo aver appena assistito ad una delle più belle partite in assoluto che Brindisi abbia disputato fino ad ora: quella di Bologna, nella quale Bucchi e i suoi giocatori (ecco qui, nella foto di MVP Image, Jeff Viggiano) hanno sbancato clamorosamente l’Unipol Arena di Casalecchio sul Reno.
Questo grandissimo risultato deve, innanzitutto, rendere soddisfatti tutti quanti, dalla squadra ai suoi tifosi, ai quali non par vero quanto essi stanno vedendo con i propri occhi. L’interesse e la curiosità che il piccolo fenomeno-Brindisi sta suscitando in tutti i media locali e nazionali ripaga ampiamente il lavoro e i sacrifici compiuti da tutte le componenti facenti parte di questa situazione, per noi certamente fuori dalla norma: società, squadra, tifosi e stampa, che hanno dato vita con tanta passione a questa realtà indubbiamente prodigiosa.
Dobbiamo soltanto stare attenti a non esagerare con le richieste a carico della squadra e del suo allenatore, ai quali non dobbiamo chiedere l’impossibile o più di quanto essi possano dare. Dopo aver affrontato un gruppo di squadre piuttosto malleabili, quasi tutte di pari valore con la nostra, l’Enel Brindisi si deve ora preparare a sostenere una serie di partite durissime, a cominciare da quella di domenica prossima contro l’Olimpia Milano, marcata Emporio Armani, seguita poi dalla trasferta di Varese, con la quale si darà inizio al girone di ritorno, e poi, di seguito, da Siena, Cremona, Cantù, Venezia e Sassari. Un tour de force davvero terribile di sette partite, dal quale Brindisi potrebbe pure uscire con le ossa rotte, ma questo non deve assolutamente determinare una mancanza di fiducia o, addirittura, il discredito nei confronti della squadra.
Fa bene, allora, Piero Bucchi, come ha sostenuto a piena voce ieri sera, nella conferenza stampa settimanale, a predicare umiltà e consapevolezza dei propri mezzi, rivolgendosi ai propri giocatori, ma soprattutto ai tifosi, che debbono sempre andar fieri della propria squadra. Anche quando si perde. Dobbiamo sempre ricordarci che Brindisi sta giocando in serie A e, di fronte, si trova quasi sempre squadre di assoluta eccellenza, con fior di giocatori. Ci sta che si possa vincere, ma che si possa pure perdere. Di conseguenza, vittorie e sconfitte vanno accettate serenamente, dando loro sempre il giusto peso.
“Domenica, contro Milano – ha detto Bucchi ieri sera– faremo di tutto per vincere e per dare un’altra grande soddisfazione ai nostri tifosi, ma non va mai dimenticato che questa è la squadra più forte del campionato, magari non ancora disinnescata, perché non ha ancora espresso tutto il proprio valore. Milano ha giocatori di grandissimo talento, tanto è vero che gioca in Eurolega, ma noi vogliamo provare a metterle il bastone nelle ruote e a batterla, nel nostro palazzetto”.
Purtroppo, Bucchi dovrà fare a meno quasi certamente di capitan Ndoja, che si è procurato una distorsione ad una caviglia ricadendo male da un rimbalzo nel corso di una partitella di allenamento.

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