venerdì 18 gennaio 2013

BRINDISI VUOL RIPRENDERSI A VARESE I DUE PUNTI PERSI NELLA GARA DI ANDATA


“Se Atene piange, Sparta non ride”, recita un vecchia, ma sempre attuale, massima ellenica. E’ vero che la capolista Cimberio Varese in questo periodo è falcidiata dagli infortuni di Ere, Banks e Cerella (che è fuori ormai da quattro mesi), ma pure Brindisi ha di che lamentarsi, con l’infermeria che si è riempita all’improvviso a causa dello stato influenzale che ha colpito Fultz e  dei fastidi muscolari di Robinson e Viggiano, oltre a quello fin troppo pesante di capitan Ndoja, assente già nella gara con Milano e che quasi certamente si protrarrà pure in quella di Varese di domenica prossima.
Certo, contro Venezia, Varese ha dovuto fare a meno di due americani importanti, la cui assenza ha pregiudicato pesantemente la possibilità di conquistare la vittoria. Senza Ebi Ere e Adrian Banks, i due tiratori puri della squadra, che le assicurano all’incirca 40 punti a partita, la squadra capolista del campionato ha dovuto ammainare bandiera e lasciare la vittoria alla fortunata Venezia. Anche domenica, contro Brindisi, i due “punteros” varesini dovrebbero marcar visita e rendere un po’ più facile il compito della matricola pugliese. Questo in teoria, però, perché anche Brindisi arriverà menomata dall’assenza pressoché scontata di Ndoja e dalla debilitazione che ha colpito gli altri suoi compagni di squadra.
Piero Bucchi avrà, quindi, anch’egli le sue gatte da pelare e, al momento, non si sa in quali condizioni potranno arrivare due-tre dei suoi giocatori fino a pochi minuti prima della gara. Questa situazione non lo lascerà dormire tranquillo, soprattutto perché egli, insieme a tutta la squadra, è animato dalla voglia di rivincita nei confronti di Varese, che, nella gara di andata, gli sottrasse dalle mani una gara praticamente vinta con tutta una serie di circostanze favorevoli che raramente si riescono a riscontrare, tutte quante insieme, in una sola partita. Abbiamo ancora nella memoria l’immagine di un Bucchi stravolto, furibondo e fuori dalla grazia di dio, a fine partita, in sala stampa, imprecando come un ossesso prima per l’ingiusta esclusione dal campo di Reynolds (eccolo, nella gara di andata, controllato da Polonara e Dunston, con l'arbitro Provini in secondo piano), al quale era stato affibbiato un fallo che era di Fultz, ma soprattutto all’indirizzo dell’arbitro Provini, resosi colpevole di aver causato la sconfitta della sua squadra con quella decisione assolutamente inopportuna di fischiar fallo ad un innocente Gibson a soli 3” dalla fine della gara, con Brindisi che stava davanti per 93-91.
Insomma, di materiale valido per rendere questa partita incandescente e delicata ce n’è fin troppo. Motivo per il quale ci attendiamo domenica una battaglia senza esclusione di colpi, con un Brindisi assai motivato e proiettato a voler rendere pan per focaccia a Green e ai suoi compagni.
Si prospetta un compito assai duro, allora, per la terna arbitrale composta dal livornese Dino Seghetti, dal riminese Gianluca Sardella e dal fiorentino Lorenzo Baldini.

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