mercoledì 30 gennaio 2013

BRINDISI STA VIVENDO IL MOMENTO PIU’ ESALTANTE DELLA SUA STORIA

Scottie Reynolds, Jonathan Gibson e Antywane Robinson, il "trio della muerte" che ha fatto fuori la Montepaschi Siena
La clamorosa vittoria di Brindisi su Siena ha dato l’imprimatur più autorevole al bellissimo campionato che la squadra di Piero Bucchi sta conducendo per la gioia e la soddisfazione dei propri sostenitori. Non poteva bastare, da sola, la vittoria di Sassari a legittimare l’iter cadenzato da altri successi dell’Enel Basket Brindisi in questo suo ritorno in Lega A. Ci voleva qualcosa di più prodigioso per rendere ancor più esaltante il momento particolare vissuto dalla pallacanestro brindisina. Ci voleva, insomma, la vittoria col botto, per dare il giusto rilievo alla grande impresa di Brindisi. E finalmente esso è arrivato in occasione dell’avvento a Brindisi della squadra campione d’Italia uscente, allo stesso modo di quanto era accaduto trent’anni prima, allorchè la Bartolini Brindisi di Rudy D’Amico sconfisse in casa propria prima la Squibb Cantù campione d’Italia uscente e poi il Billy Milano di Dan Peterson, che si sarebbe aggiudicato lo scudetto proprio al termine di quella stagione.
Pur nella situazione meno indicata, dovendo fare a meno degli infortunati Viggiano, Ndoja e Formenti e potendo contare soltanto su sette giocatori validi, lunedì sera, Brindisi ha affrontato senza patemi d’animo l’assalto della Montepaschi Siena, sapendo di dover contare soltanto sul proprio orgoglio e sul talento di pochi, avendo però dalla propria parte il pubblico di casa. Ed è avvenuto quello che deve intendersi come un vero miracolo sportivo, perché Brindisi, trascinata ed esaltata dai propri tifosi, ha battuto la squadra che negli ultimi sette anni aveva vinto tutto in Italia e che ora sta dominando in lungo e in largo anche l’Eurolega tenendo sempre più alto il prestigio del basket italiano in Europa.
A questo grandissimo successo della pallacanestro brindisina vogliamo adesso aggiungere, sottolineandoli opportunamente, i meriti della società, rappresentata oggi dal suo presidente Nando Marino, per la seria e ambiziosa programmazione svolta nella scorsa estate, ma soprattutto dei tecnici e della squadra, con Santi Puglisi e Piero Bucchi a far da guida illuminata.
Sta di fatto che oggi Brindisi, grazie al solitario ottavo posto raggiunto in classifica, oltre a far parte del novero delle otto squadre che si contenderanno la Final Eight di Coppa Italia dal 7 al 10 febbraio, potrebbe quasi già chiamarsi fuori dall’obiettivo n. 1 di questa stagione, cioè la permanenza in Lega A, per la quale mancherebbero soltanto altri quattro punti.
Probabilmente essi ci staranno già pensando, ma, se fossimo nei panni dei nostri bravissimi dirigenti, cominceremmo a coprirci già le spalle per la prossima stagione, partendo dalla conferma immediata di alcuni punti di forza della squadra, prima che qualche società possa pensare di strapparci i giocatori migliori. Quel grandissimo genio di Scottie Reynolds che abbiamo visto contro Siena, insieme al meraviglioso Antywane Robinson, autentica rivelazione del campionato, e al capocannoniere principe Jonathan Gibson, vanno subito sigillati a dovere e bloccati a doppia mandata, perché proprio su di essi bisognerà costruire la squadra del prossimo campionato di Lega A.

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