lunedì 7 gennaio 2013

A BOLOGNA SI E’ VISTO IL MIGLIOR BRINDISI DI SEMPRE


Il più bel Brindisi di tutti i tempi sbanca per la prima volta nella sua storia il mitico Unipol Arena di Bologna, uno dei templi più sacri del basket italiano, e approda di diritto alla Final Eight di Coppa Italia. Il Brindisi dei record (ecco, nella foto di MVP Image, il quintetto base di Brindisi) sta meravigliando sempre di più non soltanto i suoi magnifici tifosi, che anche ieri erano presenti in buon numero al seguito della propria squadra, ma pure i critici e gli osservatori del basket italiano, sempre più allertati dalle prodezze in serie di questa Enel Basket Brindisi che non vuole finirla di stupire e di piacere ai propri estimatori. Oggi la Gazzetta dello Sport titola così: “Brava Brindisi, hai reagito da big” e il Corriere dello Sport “Cin Cin Brindisi, Bologna affonda”.
Sette vittorie nelle ultime nove partite vorranno significare pure qualcosa, specie per la continuità dei risultati conseguiti da questa matricola terribile. La squadra di Piero Bucchi, che pure contro Acea Roma, sette giorni prima, aveva avuto una lunga amnesia nell’ultimo quarto di partita subendo un parziale negativo di 19 punti e, in aggiunta a questo, anche ieri a Bologna, ne aveva subito un altro altrettanto pesante nel 1° quarto andando sotto di 16 punti (14-30), ha sconcertato davvero tutti dimostrando di avere notevole forza d’animo e grande coesione di squadra. La sua rimonta è stata lenta e macchinosa come quella di un motore diesel, ma è stata sempre costante facendo comunque restare Brindisi attaccata all’avversario e alla partita. Appena Bologna, nel 3° quarto, ha cominciato ad avere qualche esitazione contro l’ottima difesa a “zona 2-3” di Brindisi, sulla spinta di un ritrovato Reynolds e trascinata da un eccezionale Viggiano, da un Robinson redivivo e da un vigoroso e produttivo Ndoja, all’inizio dell’ultimo quarto, Brindisi ha trovato l’impennata decisiva con il parziale positivo di 13-0 e ha cominciato finalmente a macinare gioco e punti in gran quantità lasciandosi dietro senza scampo un Bologna ormai stanco e sempre più scoraggiato dalla forza e dalla determinazione dell’avversario.
Pur se la Virtus Bologna accusava qualche defezione per infortunio, la vittoria di Brindisi è parsa a tutti più che legittima e convincente, soprattutto perché è giunta dopo la piccola crisi iniziale. Quando Bucchi ha, però, fatto ricorso a tutta la propria capacità di persuasione e al proprio carisma, stimolando con forza i propri giocatori a ritrovarsi come squadra e ad esprimere il proprio gioco, allora Brindisi è diventata irrefrenabile e ha travolto decisamente Bologna col suo gioco fatto di rapidità d’azione, di grande movimento in attacco e di ottima precisione al tiro perimetrale (41,7%, con 15/36 nelle triple), un po’ meno invece a quello da sotto misura (45,9%, con 17/37 tiri). I 18 assist di squadra (con Reynolds nuovamente leader con 8 chicche personali) messi a segno da Brindisi, per altro in una partita esterna così importante, fanno chiaramente intendere che il gioco espresso dall’Enel Brindisi è stato veramente convincente e di prima qualità.
Se a capitan Ndoja abbiamo assegnato volentieri la palma di MVP della partita per la sua ottima espressione del gioco di squadra, siamo pure rimasti colpiti assai favorevolmente dalla ritrovata costanza di rendimento di Jeff Viggiano, rivelatosi ancora una volta capace di trasformarsi in vera  punta di diamante della squadra, nel momento in cui Jonathan Gibson viene frenato o parzialmente annullato (ieri il suo bottino è stato di 17 punti) dalle difese avversarie. Ma il Brindisi visto nella ripresa ci è parso cresciuto proprio come squadra, perché è stato in grado di esprimersi alternativamente con tutti e dieci gli uomini mandati in campo da coach Bucchi senza che venisse meno l’espressione collettiva della manovra.
Se a Bologna la squadra ha saputo stupire tutti per la personalità espressa sul campo, ora Ndoja e i suoi compagni dovranno impegnarsi a fondo per accogliere nel modo migliore l’Emporio Armani Milano, che domenica prossima sarà l’ospite d’eccezione nel Pentassuglia (palla a due alle ore 20,00). Sarebbe bello davvero farlo con una nuova vittoria, come gli riuscì di fare trent’anni fa al Brindisi di D’Amico, Malagoli e Howard sul Billy Milano di Peterson e D’Antoni, ma la squadra di Bucchi dovrà essere ancora più compatta e determinata di quella vista a Bologna.

2 commenti:

  1. ...magari con schiaccione finale di Simmons (invece di Howard!) e bissare quel 74-72.
    Perdonate ma la impossibilità di non poter seguire (per ovvi motivi di biglietto) questa squadra è davvero triste.
    Trentanni fa c'ero (ragazzino) ed oggi, adulto, mi tocca la radio.
    Peccato.
    Scusate lo sfogo ma credo che, NONOSTANTE L'OTTIMO LAVORO delle tv, siamo in tantissimi (migliaia, DECINE di migliaia) gli appassionati che da anni manchiamo al palazzetto. Vabbè, pazienza. Scusate lo sfogo ma credo che sia comprensibile!
    Grande squadra e grande coach.
    Bravi tutti.
    Forza Brindisi e bene hai fatto a citare le due Testate nazionali. Già Brindisi era nota per i suoi trascorsi (in molti conoscitori italiani) ora stiamo rinverdendo quei fasti in un modo bellissimo e straordinario. Sono felice!

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  2. Forse questa squadra non ha ancora finito di stupirci, Cosimo. Io credo che abbia ancora dei margini di miglioramento in più di un giocatore, magari in Simmons che vedo piacerti parecchio, come è già stato per Reynolds e per Viggiano, che ora sono su standard di rendimento davvero eccellenti. Gran parte di tali meriti credo che vadano assegnati a Piero Bucchi, un allenatore davvero in gamba, al quale riconosco volentieri il merito di essere capace di migliorare le caratteristiche tecniche ed umane dei propri giocatori.

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