lunedì 31 dicembre 2012

ROMA PASSA D’AUTORITA’ A BRINDISI, MA NON C’E’ DA FARSENE UNA COLPA


L’Enel Basket Brindisi termina il 2012 con la bruciante sconfitta interna con Roma, ma non può affatto lamentarsi del suo comportamento complessivo di squadra. Tirando le somme dell’intera annata sportiva, infatti, la squadra bianco-azzurra può andar fiera di aver conquistato negli ultimi dodici mesi una promozione in serie A, la conquista della Coppa Italia alle Final Four di Legadue di marzo a Bari e, dulcis in fundo, un sesto posto in classifica nel campionato di Lega A. Poteva finire ancora meglio, addirittura, se ieri sera non si fosse fatta cogliere di sorpresa dalla furbizia e dal mestiere dell’Acea Roma di Marco Calvani in quell’ultimo quarto veramente assurdo e incredibile, allorchè è stata capace di subire un parziale negativo di 19-0 restando assolutamente sterile per ben 7 minuti.
In quel frangente, il canestro avversario sembrava letteralmente stregato, il pallone non voleva proprio saperne di entrare, ma va detto con molta onestà che gran parte del merito di ciò dev’essere riconosciuto all’ottima difesa opposta dalla squadra capitolina, diventata col passare dei minuti sempre più padrona dell’area colorata, con assoluto predominio al rimbalzo d’attacco.
Roma si è dimostrata migliore complessivamente nell’arco dell’intera partita mettendo in evidenza la bravura individuale di Goss e di Jones, due veri fuoriclasse, insieme ad una indiscussa superiorità di squadra. Brindisi è stata bravissima nei primi due quarti, allorchè ha saputo mettere in chiara difficoltà la difesa avversaria con la rapidità d’azione della manovra impostata da un eccellente Reynolds e finalizzata assai bene da uno straordinario Viggiano e da un ficcante Gibson.
Quando, però, nella ripresa, Roma ha messo a posto la difesa con un marcamento più assiduo e asfissiante, un po’ alla volta, Brindisi ha cominciato a perdere sicurezza in difesa e brillantezza nella manovra offensiva. I 49 punti di Roma in attacco contro i 39 subiti nei secondi 20’ lasciano chiaramente intendere che Roma è stata capace di ritrovarsi come squadra e, quindi, in grado di imporsi all’avversario grazie all’esperienza e al grande talento dei propri giocatori. All’ottimo Phil Goss (30 punti), che ha imperversato per tutta la gara, si è aggiunto nella ripresa un motivatissimo Bobby Jones (15 punti nei 20’ finali), che ha risposto da par suo ai fischi e ai lazzi della folla brindisina, che gli voleva ricordare i trascorsi della passata stagione con Pistoia in finale di play-off. Il gigante capitolino, però, questa volta si è preso una bella rivincita risultando determinante con tre triple micidiali e con un’entrata con schiacciata al fulmicotone lasciando di stucco tutti quanti per la prepotenza atletica e tecnica della sua azione.
Insomma, nulla da dire sulla vittoria di Roma, aiutata sì da qualche interpretazione arbitrale, ma soltanto riferita a un paio di episodi. Brindisi ha perso la partita perché ieri sera si è confermata inferiore come squadra e come talento complessivo del proprio roster. I soli 6 punti messi a segno dalla panchina brindisina (4 di Grant e 2 di Fultz), aggiunti alla carenza assoluta dimostrata al rimbalzo (46 di Roma contro i 28 di Brindisi) da parte di Simmons, Robinson e Grant, hanno rivelato nella circostanza che Brindisi può competere con ottimi risultati dal sesto posto in giù, ma che più di tanto non è in grado di compiere con gli uomini che ha a sua disposizione.
Questa sconfitta, del resto, si deve accettare con piena consapevolezza dei propri meriti e demeriti, senza farne colpa ad alcuno della società o dei tecnici che stanno lavorando assai bene col materiale umano a propria disposizione. Ha fatto certamente piacere a tutti vedere che Viggiano (eccolo, nella foto di De Virgiliis, marcato da Datome) si è ormai stabilmente inserito nei meccanismi della squadra. Ieri sera, l’italo-americano di Brindisi si è preso una grande rivincita sul compagno di nazionale azzurra Gigi Datome annullandolo nettamente in difesa e attaccandolo con ottimi risultati in attacco: 27 punti suoi contro i 6 di Datome, confermati pure dalla valutazione complessiva individuale dei due contendenti.
Non c’è da farsene una colpa, insomma, se Roma ha sbancato il Pentassuglia con pieno merito. Ndoja e i suoi compagni, del resto, avranno l’opportunità di rifarsi dello smacco subito fra sette giorni, quando andranno a far visita a Bologna ad una squadra che non sta attraversando un buon momento e che sta pensando di rivedere il proprio roster con qualche innesto importante.

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