domenica 2 dicembre 2012

LE PAGELLE DI REGGIO EMILIA - BRINDISI



Jerai GRANT: voto 8. Questa volta è un pivot ad essere stato l’MVP della partita di Reggio Emilia. Proprio lui, il rookie, il più giovane della squadra è risultato determinante per questa splendida vittoria di Brindisi. Come accadeva ormai da qualche partita, era stato Simmons ad entrare in quintetto-base, ma Bucchi ci ha messo poco a capire che questa partita era più adatta per Jerai che per Cedric. E così è iniziata la partita-capolavoro di Grant, che sta tutta quanta nelle cifre, con 13 punti realizzati, 5 rimbalzi in difesa e 4 in attacco, 2/2 ai liberi, 2 stoppate e 20 di valutazione complessiva. Se Gibson ha meritato il trionfo per il tiro della vittoria, Grant ha trascinato la squadra, insieme a Ndoja e a Robinson, per tutta quanta la partita.

 Antywane ROBINSON: voto 8. Lui aveva il compito di rendere la vita difficile ai n.4 avversari giocando soprattutto nella posizione del post basso. E da lì “Anty” è stato terribilmente distruttivo per la difesa reggiana, che non riusciva a tenerlo in alcun modo con Antonutti e Filloy sulle sue piste. Con Gibson fuori per quasi tutta la partita, con Reynolds a mezzo servizio fino al 3° quarto e con Viggiano alterno, è toccato a lui, a Grant e a Ndoja reggere la baracca, riuscendoci incredibilmente bene. Il suo score parla da solo, con 20 punti messi a segno con un brillante 9/14 da sotto, 5 falli subiti, 1 assist, che gli sono valsi 19 punti in valutazione complessiva.

Klaudio ‘NDOJA: voto 8. Brindisi è rientrata in partita quando Bucchi ha deciso di rimettere in campo il capitano, perché bisognava difendere alla morte e, soprattutto, non perdere più palloni importanti. Così è stato, perché Klaudio ci ha messo il cuore, la mente e tutte le sue forze per tirar su la squadra e puntare a questa vittoria decisiva. Fondamentale quella sua palla recuperata a 19” dalla fine, con le squadre sul 75 pari, che è poi servita a Gibson per sganciare la tripla della vittoria.

Jonathan GIBSON: voto 7. Diamo il sette a Jonathan soprattutto per il tiro della vittoria, una prodezza che è valsa a Brindisi un successo di grande prestigio contro una squadra che stava destando sensazione nell’intero ambiente. Oltre a regalare il successo alla squadra, quel tiro ha salvato la prestazione complessiva di Gibson, che aveva giocato una partita assolutamente incolore, sciapita, piena di contraddizioni. Bravissimo è stato Bucchi a dosare il momento giusto per rimetterlo in campo e giocarsi la carta che poi è stata quella determinante.

Scottie REYNOLDS: voto 7. Con un ultimo quarto da protagonista assoluto, Scottie ha salvato una prestazione brutta e inconcludente nei primi tre quarti della gara. Le 6 palle perse, che hanno fatto il paio con lo stesso numero esibito ad Avellino, avevano creato sfiducia e nervosismo in lui e nei suoi compagni. Per sua fortuna, da quel grande campione che sa essere, Reynolds ha saputo trasformarsi in un inatteso match-winner con le sue folate improvvise e irresistibili in attacco portando tanto fieno in cascina.

Jeff  VIGGIANO: voto 6. Non è stata affatto una bella prova la sua in questa gara, della quale possiamo salvare soltanto i quattro tiri da sotto e una stoppata importante, perché poi tra triple fallite, falli commessi e palle gettate al vento, Jeff stava giocando contro se stesso. Con Ndoja al suo posto, per fortuna, Bucchi ha saputo trovare la chimica giusta per riportare Brindisi in linea di galleggiamento.

Matteo FORMENTI: 6. Anche lui ha portato il suo bel mattone per la vittoria della squadra lavorando soprattutto in fase di contenimento nella prima parte della gara.

Robert FULTZ: voto 6,5. Che peccato quei quattro palloni persi nella prima parte della gara, altrimenti Robert avrebbe festeggiato ancora meglio questa grande vittoria, lui che era l’unico ex della partita. Nella ripresa, quando Bucchi lo ha rimesso in campo, lui è stato decisivo per la manovra della squadra e per il ricongiungimento con quella tripla che ha segnato il 53 pari al 27’ di gara. Da lì, poi, lui e la squadra hanno preso l’abbrivo per conquistarsi il successo finale.

Cedric SIMMONS: voto 4,5. E’ la seconda volta che Cedric cicca completamente la partita. Non ci fosse stato Grant a tenere in piedi la squadra, Brindisi sarebbe stata travolta come ad Avellino. Non si riesce a comprendere cos’abbia questo ragazzo, che pure ora sta bene fisicamente e avrebbe tutte le possibilità per dimostrare il proprio valore.

Andrea ZERINI: voto 6. Quando Bucchi lo ha rimesso in campo alla fine della gara, abbiamo capito che da lui voleva quella grinta e quella aggressività che servivano per vincere  la gara. E Andrea non si è fatto attendere rispondendo alla grande con due stoppate e una grande difesa al fianco di Grant.

Piero BUCCHI: voto 8. Il coach, come al solito, aveva preparato bene la gara e, infatti, Brindisi aveva avuto un buon inizio, come ad Avellino. Ma Bucchi ha poi dovuto fare subito i conti con i tre falli di Gibson tenendolo fermo in panchina e con il quarto fallo ad inizio di ripresa, quando Jonathan si è fatto prendere ancora una volta dalla frenesia e dalla tensione della gara. Compito durissimo, quindi, per Bucchi, rimasto senza tiratori, per di più con un Viggiano che non ci ha preso una volta da fuori. E qui si è vista la squadra, oltre che la bravura del suo nocchiero, perché Fultz e Ndoja hanno saputo mettere dentro punti preziosi alternandosi magnificamente con Robinson e Grant in attacco. Poi, si è visto il capolavoro finale del coach, quando ha saputo gestire saggiamente il cronometro per il rientro di Gibson, che ha messo dentro il pallone della vittoria proprio nel momento determinante della gara.

LA SQUADRA: voto 7,5. Non è stata una gran partita sul piano tecnico, ma è stata una gara di grande tensione, tirata fino all’inverosimile, con le squadre in assoluto equilibrio. E Brindisi ha dimostrato di esserci fino in fondo, nonostante le 28 (!!!) palle perse, giocando con il cuore e con gli attributi necessari in difesa e attaccando con buon discernimento, specie nell’ultimo quarto, quando ha vinto il parziale per 23-15, tenendo sempre sotto schiaffo l’attacco avversario con le sue ripartenze veloci dopo aver riconquistato palla in difesa. Brindisi ha vinto perché ha dimostrato di essere più squadra (27 punti complessivi giunti dalla “panchina”), trovando ogni volta le soluzioni giuste per le varie mosse tattiche del tecnico avversario. Grande vittoria, questa, che riporta entusiasmo e serenità in squadra e in tutto l’ambiente cestistico brindisino.

2 commenti:

  1. Non voglio illudermi ma
    -parallellamente all'affezionarmi-
    sto pian piano pensando che abbiamo davvero una bella squadra.

    E soprattutto abbiamo un grande tecnico: io credo che Coach Bucchi sia uno dei migliori allenatori italiani in circolazione.

    Vai New Basket Brindisi e facci sognare (e perdonami se ho "dubitato" un po' di te ad inizio stagione...)

    RispondiElimina
  2. Grazie, Cosimo, per quanto hai voluto dichiarare nel tuo commento alle mie valutazioni. Abbiamo una squadra capace di tutto, come ho scritto nel nuovo pezzo, licenziato qualche minuto fa. Una squadra che comincia ad avere la mentalità vincente che Bucchi sta cercando di trasmetterle, pur essendo ancora incostante nel rendimento. Quando questo potrà avvenire per intero e con maggiore continuità - ma ce ne sta dando già tante - questa Enel Brindisi ci darà soddisfazioni ancor più lusinghiere ed eccellenti.
    Cosimo, le soddisfazioni che non ci sta più dando il nostro Brindisi Calcio, speriamo almeno di poterle avere dalla Brindisi baskettara.
    Ti saluto,
    Pompeo Barbiero

    RispondiElimina