lunedì 10 dicembre 2012

BRINDISI SUPERA CASERTA E TORNA AD ESSERE LA STELLA DEL SUD


La bella e convincente vittoria nel “derby del Sud” con un Caserta solido e sfortunato ha messo le ali all’entusiasmo della “gens brundusina”, che vede nella conquista del 7° posto in classifica il più bel premio alla serietà della squadra e della società. Per amore di verità, dovremmo precisare che quel settimo sarebbe, in realtà, un sesto posto in coabitazione con Bologna e, probabilmente, anche con Milano, che giocherà questa sera a Pesaro nel posticipo televisivo con la Scavolini. Ma non è proprio il caso di stare a sottilizzare, visto che di argomenti su cui disquisire ce ne sono fin troppi.
Senza tema di smentite si può certamente sostenere la tesi che l’Enel Brindisi oggi è una realtà vera, certificata proprio da questa gara con Caserta, che è stata un test assai probante e impegnativo.
Ha stupito davvero tutti, la Juve Caserta di Stefano Sacripanti. Nonostante le serie difficoltà di natura economica in cui si dibatte la società e i numerosi problemi di organico verificatisi in questi tre mesi di campionato, Caserta ha dimostrato di essere una squadra vera, viva e reattiva in tutti i suoi componenti. E, a rendere ancor più difficile la situazione, ieri sera, si è infortunato seriamente il lituano Jonusas, creando nuovi problemi al suo allenatore ed alla squadra, che proprio ieri sera aveva aggiunto al roster l’americano di passaporto greco Dan Mavraides.
Questo Caserta, dalle sette vite come i gatti, non voleva assolutamente saperne di finire in padella, cotto e stracotto da un Brindisi reattivo e brillante, che voleva far felici i propri tifosi insieme al mitico John Leslie Fultz, venuto a sostenere suo figlio Robert insieme all’occasione più che unica  di pubblicizzare ancor meglio il proprio libro. Non una volta soltanto, ma per due e tre volte, Caserta è resuscitata da morte accertata, tornando a combattere con orgoglio e reattività fino a mettere in serio pericolo una vittoria che ormai sembrava segnata. Nell’ultimo quarto, infatti, dopo essere stata sotto di ben 14 punti (64-50 al 32’ di gioco), davanti a un Brindisi imperioso e spettacolare a vedersi, la squadra campana si è rifatta sotto con due bombe consecutive di Mavraides e Gentile rimettendo in gioco tutto, anche perché poi Brindisi ha avuto un momento di amnesia e si è fatto prima raggiungere e poi superare dal bravo Mordente sul 66-68 a 2’32” dal fischio della sirena, con uno stupefacente parziale di 4-18 in cinque minuti.
Ma è proprio a questo punto che la squadra di Bucchi (auguri, coach, per le 300 vittorie in serie A!) ha convinto maggiormente, anche gli ultimi increduli, perché è stata capace di ripartire ancora una volta, pur davanti ad un avversario ferito ma indomito e battagliero come pochi altri. E si è visto decisamente che Brindisi è una squadra nel vero senso del termine, capace di reagire e di conquistarsi una vittoria che aveva ampiamente meritato, trascinata nel finale da un Gibson (eccolo, nella foto di Massagli, insieme al padre James) più preciso e motivato ancor più dalla presenza dei suoi genitori.
Sugli scudi, oltre al Gibson grande realizzatore e match-winner con 25 punti, si è potuto apprezzare un Reynolds dalle mani d’oro, autore di una “doppia-doppia” d’eccezione con 12 assist insieme a 12 punti messi a segno, al pari di un Simmons tornato ad essere più deciso ed ispirato, anch’egli capace di mettere a segno la sua prima “doppia-doppia” brindisina con 10 rimbalzi e 10 punti segnati, oltre al più bel Viggiano visto quest’anno a Brindisi, apparso finalmente più sciolto e decisivo sia in attacco che in difesa.
Insomma, il Brindisi di oggi è certamente il più bello e reale di quelli visti nelle precedenti avventure del massimo campionato e autorizza legittimamente i propri tifosi a sognare non solo una salvezza sempre più vicina, ma pure qualche altra soddisfazione più ambiziosa.

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